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Mareggiate, Federbalneari: “Governo riconosca stato di calamità naturale”

Maurelli: "Non possiamo restare inerti di fronte a un problema così grave"

L’associazione Federbalneari fa il bilancio sulle tempeste e mareggiate di martedì scorso, che hanno provocato danni ingenti alle regioni costiere da nord a sud del paese e alle imprese balneari e turistiche, continuamente esposte alla violenza dei fenomeni climatici. «Ci sono criticità importanti, con scompensi alla linea di costa, dovuti a eventi climatici aggressivi che stanno creando e continueranno a creare problemi sempre più diffusi al turismo balneare», spiega Marco Maurelli, presidente di Federbalneari Italia, che chiede al governo Meloni «lo stato di calamità naturale per tutte le regioni coinvolte, convinti che non sia possibile restare inerti di fronte a un problema così grave. Non possiamo rimanere impantanati nel caos burocratico delle responsabilità».

Quanto accaduto nei giorni scorsi, e che si prevede possa ripetersi nel corso dell’inverno, secondo Maurelli «richiede un’ampia riflessione istituzionale, poiché lo Stato ha l’obbligo di mettere in sicurezza le coste del paese e consentire una fase programmatica che preveda tre percorsi: un intervento di somma urgenza, una programmazione di azioni basate su coefficienti maggiori di rischio e un piano operativo di carattere pluriennale». Il presidente di Federbalneari auspica «la costituzione di una cabina di regia, in cui siano coinvolti Regioni e Ministero dell’ambiente, a cui Federbalneari si propone di offrire la propria conoscenza del comparto e del tessuto turistico e produttivo delle fasce costiere».

«Con l’incertezza normativa attuale che riguarda le imprese balneari e il disastro ambientale provocati dai fenomeni climatici, è necessaria una riflessione attenta e veloce della politica sulla stabilizzazione del comparto turistico, perché rischiano di sparire le coste, ma anche le imprese del turismo», conclude Maurelli, ricordando che «rischiamo di bloccare l’economia del mare, visto che il turismo delle nostre coste è il primo attrattore turistico del nostro paese, come testimoniano i flussi turistici e la scelta di circa i due terzi degli italiani, che la scorsa estate hanno scelto le vacanze in mare».

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Federbalneari Italia è un'associazione di categoria che riunisce le imprese del turismo balneare italiano.
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  1. Su questo non mi troverete mai d’accordo. Costruisci vicino al mare, nessuna assicurazione è disposta a coprirti dai rischi di una mareggiata, il mare ti spacca tutto? affari tuoi, non puoi trasferire il danno alla collettività. Andare ogni volta a piangere in regione è incoerente con l’autonomia e la dignità che si rivendicano di fronte a un cambio normativo sfavorevole.
    Se non vuoi che il mare in inverno ti spacchi tutto, non lasciare nulla che il mare possa rompere se sei aperto solo in estate, e soprattutto ridimensiona la tua struttura, occupa il minimo indispensabile.

  2. Lascia stare Giovanni . In tutte le discussioni in cui si parla di imprenditori balneari , si infilano molti disturbatori . Credo che alcuni siano prezzolati da coloro che vorrebbero espropiarci le aziende con “due lire e una cannetta” . Sanno che espropriare un’azienda privata è una porcata che l’opinione pubblica mal digerisce . Cosi pagano persone , sempre pronte ad inveire o a gettare fango sulla nostra categoria , al fine di far accettare l’esproprio all’opinione pubblica . La cosa migliore da fare è ignorare quel che scrive BFo . Un saluto Marco

    • Caro Marco, sono un balneare tanto quanto lo sei tu, temo e disapprovo (ovviamente) l’esproprio proprio come te. E da vero liberale non mi piacciono quelli che privatizzano gli utili e socializzano le perdite. Che è la specialità della grande industria e dei liberali farlocchi stile bolkestein.
      Io dopo nove anni sono rientrato dell’investimento (non poco) ho fatto utili, ho da parte risparmi e ho pure accantonato per eventuale ricostruzione. Tutto questo con una concessione di 80 metri quadri, 80 ripeto, e un’aziendina che più modesta non si può. Però piena di gente anche il 25 novembre. Se non hai i soldi per ricomprarti 4 assi di legno, magari pure dopo 50 anni di concessione regalata dal comune, credo che allora sia meglio veramente passare il testimone a chi può fare un uso più proficuo del demanio. I colleghi che costruiscono a cazzo e poi vanno in regione a mungere alla prima mareggiata servono il più grande assist a chi vuole le aste. Loro, non certo io, danneggiano la categoria.

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