Opinioni

Mappatura spiagge, ecco come il governo può far ripartire gli investimenti

La riforma delle concessioni balneari deve essere uno strumento utile per raggiungere la coesione sociale, migliorare la qualità ambientale e creare vera concorrenza, senza espropriare le attuali imprese

Venerdì scorso il governo, con l’istituzione del tavolo tecnico sulla mappatura delle concessioni demaniali, ha assunto un’importante decisione: prendere in mano in prima persona, come è giusto che sia, il futuro del patrimonio demaniale e di migliaia di imprese familiari e non solo, che compongono la grande economia blu del nostro paese.
Si è già detto più volte del valore economico in termini di Pil, di occupazione e di economia legati al mare. Oggi però il governo dovrebbe guardare al futuro e non al passato. Se Giorgia Meloni e ministri hanno la volontà di raggiungere i veri obiettivi contenuti nella Bolkestein, possono farlo applicando in modo corretto il principio della proporzionalità, e per fare questo devono alzare il velo doloso di ipocrisia e bugie che ha coperto i veri obiettivi scritti da sempre nella direttiva.

Questi obiettivi sono alti e nobili: aumentare i posti di lavoro e aumentare la competitività delle aziende esistenti. Quest’ultimo si traduce nel dare certezza giuridica agli attuali concessionari per far ripartire gli investimenti da troppi anni bloccati dall’inadempienza dei governi passati e dalla minaccia di evidenze ripetute a breve distanza di tempo. Solo con la certezza giuridica si stimolano gli investimenti, e solo investendo si creano aziende abbastanza forti da vincere la concorrenza internazionale.

Per 15 anni certi lugubri personaggi, aiutati da utili idioti talvolta complici loro malgrado perché in buona fede ma ignoranti, hanno travisato l’aumento della concorrenza interna, stimolata a loro dire dalle evidenze pubbliche a breve termine. Eppure, anche un bambino a digiuno dei più elementari concetti di economia può capire che il vero obiettivo dell’Europa e dell’Italia può solo essere quello di aiutare tutti i propri cittadini a creare imprese abbastanza forti e competitive per poter vincere la grande guerra economica globale. Solo agli speculatori può far piacere una guerra interna dove imprese private, anche se su suolo pubblico, si cannibalizzano con delle gare simili a una roulette russa!

La mappatura deve avere quindi come unico obiettivo la coesione sociale, individuando le aree più povere delle nostre coste, che non a caso coincidono spesso con quei tratti di demanio degradati a discariche, poligoni militari dismessi, ruderi industriali in disuso o chilometri e chilometri di costa occupati da binari ferroviari che rendono pericoloso e talvolta impossibile anche solo il libero accesso al mare. Per questi casi la Bolkestein impone agli Stati membri la valorizzazione di tali aree, bonificandole e dando la possibilità, a chi ne vuole fare domanda dall’Italia dall’Europa, nel pieno rispetto della libertà di stabilimento e dell’interesse transfrontaliero, di creare nuove aziende e ulteriori posti di lavoro. E così facendo, di generare nuove spiagge fruibili e sicure.

Oggi Giorgia Meloni e il suo governo hanno in mano la possibilità di arrivare a una soluzione rispettosa dei più alti principi europei, che sia equa e solidale nei confronti di chi già ha creduto nell’economia del nostro meraviglioso mare, nonché di chi si accinge a farlo creando nuova e vera concorrenza. Confidiamo perciò nel vero spirito di collaborazione che l’attuale esecutivo ha portato nel nostro paese e in Europa come una ventata di aria nuova, per superare il tanfo creato negli anni da personaggi squallidi e senza scrupoli che hanno minato le fondamenta della credibilità europea.

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Ezio Filipucci

Presidente regionale di Assobalneari-Confindustria Emilia-Romagna e titolare del ristorante Sirena di Riccione con la famiglia dal 1980. In precedenza è stato presidente dell'Associazione ristoranti di spiaggia di Riccione e vicepresidente regionale di Fiba-Confesercenti.