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Legge salva-spiagge, arrivato l’ok definitivo ma rinviata la riforma

Ieri il via libera al decreto Enti locali che contiene la norma per rendere valide le concessioni, nonostante la bocciatura della Corte Ue, fino al riordino della materia. Che però potrebbe essere stato rinviato a causa dell'opposizione europea.

È stato approvato definitivamente il decreto Enti locali, e con esso anche la cosiddetta “norma salva-spiagge” che rende valide le concessioni nonostante la bocciatura della proroga al 2020 da parte della Corte di giustizia europea.

Il decreto Enti locali ha ottenuto ieri la fiducia al Senato con 165 sì e 96 no il successivo via libera della Camera (342 favorevoli, 89 contrari e 78 astenuti). Nel testo è passata anche la “norma salva-spiagge” che riportiamo qui di seguito:

3-bis. Nelle more della revisione e del riordino della materia in conformità ai principi di derivazione comunitaria per garantire certezza alle situazioni giuridiche in atto, ed assicurare l’interesse pubblico all’ordinata gestione del demanio senza soluzione di continuità, conservano validità i rapporti già instaurati e pendenti in base all’art. 1, comma 18, del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 194, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n. 25.
3-ter. All’art. 1, comma 484, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, al primo periodo, sono soppresse le parole “alla data del 30 settembre 2016, entro la quale si provvede” e le parole “il rilascio,”. Conseguentemente, sostituire la rubrica con la seguente: “Misure urgenti per il patrimonio, le attività culturali e turistiche”.

In poche parole, la norma afferma che le concessioni balneari sono valide fino al varo della nuova legge di riforma a cui il governo ha lavorato nelle ultime settimane per adeguare la materia ai principi europei contenuti della famigerata direttiva Bolkestein. Inoltre, la norma sospende le decadenze delle concessioni balneari pertinenziali, i cui titolari – a causa dell’applicazione degli spropositati valori dell’Osservatorio del mercato immobiliare – sono stati impossibilitati a pagare a causa di cifre fino a 300 mila euro annui. Anche per i pertinenziali il congelamento è valido fino al varo della riforma.

La norma “salva-spiagge” si è resa necessaria dopo che, lo scorso 14 luglio, la Corte di giustizia europea si è espressa negativamente in merito al regime di proroghe con cui l’Italia ha gestito negli ultimi anni le concessioni balneari, bocciando di fatto l’ultimo prolungamento al 2020 e rendendo le concessioni “già scadute” (leggi la sentenza).

Rinviate le tempistiche della riforma

Secondo le ultime indiscrezioni (vedi notizia), il testo della legge-delega doveva essere presentato entro Ferragosto, ma dall’ordine del giorno del prossimo consiglio dei ministri – convocato per l’11 agosto – non emergono punti riferiti alle concessioni balneari. È infatti probabile che il governo sia stato costretto a prendere tempo dopo che la Commissione europea ha avanzato alcune dure critiche ai contenuti del ddl, presentato alla dirigente Lowri Evans lo scorso 20 luglio (vedi notizia). E così, ai balneari non resta che attendere il prossimo consiglio dei ministri, in programma per il 25 agosto, per saperne di più.

Nonostante il governo abbia proceduto con celerità – anche per regolamentare un settore che dopo la sentenza europea sulla proroga al 2020 è piombato in una sorta di situazione “fuorilegge” – a causare questo ritardo potrebbe essere stata proprio l’Europa, che ha espresso “forti perplessità” in merito ad alcuni punti chiave del ddl governativo come i meccanismi di premialità e il riconoscimento del valore commerciale (mentre non si è opposta al periodo transitorio).

La scorsa settimana abbiamo pubblicato il verbale dell’incontro tra il sottosegretario italiano Sandro Gozi e la commissaria europea Lowri Evans, con quest’ultima che ha duramente criticato alcuni aspetti a suo dire architettati per “tutelare la situazione esistente anziché aprire alla concorrenza” (vedi articolo). Ma non è ancora chiaro come il governo risponderà a queste osservazioni, né se la stroncatura della Evans ritarderà la presentazione della legge facendola quindi slittare addirittura a ottobre.

I contenuti della riforma

La categoria sta aspettando che il governo renda pubblico il testo della legge che darà una nuova disciplina alla gestione delle concessioni balneari. Secondo quanto affermato più volte dal ministro agli affari regionali Enrico Costa che ha coordinato la redazione del ddl, sarà istituito un periodo transitorio prima dell’applicazione delle evidenze pubbliche. Dopo tale periodo, la cui entità è ancora sconosciuta, gli stabilimenti saranno riassegnati tramite procedure di gara che terranno conto dell’esperienza professionale acquisita, favorendo cioè gli attuali titolari. Ad affermarlo è stato il deputato dem Tiziano Arlotti, che nei giorni scorsi ha presentato alla stampa i contenuti della riforma (leggi notizia).

Un altro punto fermo della nuova legge, ha assicurato Arlotti, sarà il riconoscimento del valore commerciale e dell’indennizzo per gli imprenditori che perderanno l’attività balneare su cui hanno investito considerevoli cifre, basandosi sul contratto di rinnovo automatico della concessione che è stato poi abrogato nel 2009 per adeguarsi alla Bolkestein.

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Alex Giuzio

Caporedattore di Mondo Balneare, dal 2008 è giornalista specializzato in demanio marittimo, turismo e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge. Ha pubblicato "La linea fragile", un'inchiesta ecologista sulle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022).
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