Ambiente

Le tartarughe preferiscono le coste italiane per nidificare

Per la giornata mondiale dedicata a questo importante animale marino, la campagna Tartalove di Legambiente invita ad attivare sostegni

Orme impresse sugli arenili e buche scavate nottetempo: sono le tracce lasciate da mamma tartaruga che segnano l’inizio della stagione della nidificazione. Già da diversi giorni i volontari di Legambiente, impegnati lungo le coste italiane nell’attività di monitoraggio dei nidi nell’ambito dalla campagna Tartalove, sono alla ricerca di questo tipo di segnali. Sono i Tarta Teams, delle vere e proprie squadre di perlustrazione di spiagge e arenili impegnate a monitorare i luoghi individuati dalle tartarughe marine per i loro nidi e a proteggere le uova da ora fino al prossimo agosto in 11 regioni italiane. Ma le attività sono appena iniziate e il numero di volontari coinvolti potrebbe crescere ancora con il passare dei giorni.

Le regioni monitorate sono Marche, Campania, Puglia, Sicilia, Calabria, Basilicata, Toscana, Lazio, Sardegna, Abruzzo e Molise. La messa in campo di questi Tarta Teams di volontari è stata resa possibile grazie a Tartalove, la campagna di raccolta fondi di Legambiente a favore delle tartarughe Caretta caretta che serve a sostenere le attività dei centri di recupero, il monitoraggio delle spiagge e la sorveglianza dei nidi.

Secondo i dati raccolti dall’associazione ambientalista negli ultimi anni, le nidificazioni si stanno registrando in diverse regioni italiane in aree non segnalate precedentemente. Questo fenomeno, che si registra anche in altri paesi del Mediterraneo occidentale, potrebbe essere legato ai cambiamenti climatici che col passare del tempo potrebbero determinare un aumento significativo delle nidificazioni di Caretta caretta proprio lungo le nostre coste e di quelle di altri paesi che si affacciano sul Mare Nostrum come Francia e Spagna.

Per quanto riguarda l’Italia, è in Toscana, Sicilia meridionale, Basilicata, Puglia, Campania e soprattutto Calabria che si concentra la maggioranza dei nidi rilevati in Italia negli ultimi tre anni, con una percentuale che oscilla tra il 60% e l’80% dei siti italiani. A pochi giorni dall’inizio della stagione delle nidificazione sono già 8 i nidi individuati in Italia, di cui 5 in Sicilia e gli altri a nei Comuni di Capo Spartivento, Linosa e Ascea. Ma questi nidi vanno protetti adeguatamente: la campagna Tartalove comprende un network integrato di attività dirette all’unico scopo di tutelare la specie Caretta caretta a rischio estinzione: le principali cause sono le catture accidentali da parte dei pescatori o l’ingestione di plastica scambiata per cibo.

Grazie all’impegno del Centro di Recupero di Manfredonia, il più antico di Legambiente, dal 2007 sono stati salvati, curati e liberati in mare più di 1650 esemplari. Oltre al monitoraggio e all’individuazione dei nidi lungo le spiagge i volontari, per tutta l’estate, saranno impegnati nell’attività di sensibilizzazione dei bagnanti, infatti per la scelta del luogo, la deposizione delle uova e la schiusa finale, occorre l’assenza di rumori molesti e di luci che possano confondere le mamme tartaruga. Pulizia meccanica delle spiagge, predazione da parte di altri animali e forte esposizione al sole sono gli altri fattori che mettono a rischio le uova di mamma tartaruga.

Molto importante è anche l’attività di informazione e sensibilizzazione dei turisti svolta attraverso i gestori degli stabilimenti balneari con cui prosegue l’operazione “Lidi amici della tartarughe”, che prevede un riconoscimento speciale a coloro che si impegnano ad adottare alcuni accorgimenti per non disturbare le tartarughe nel periodo della nidificazione. La campagna Tartalove si rivolge anche agli operatori della pesca professionale che, in caso di cattura accidentale, possono consegnare gli esemplari ai Centri di recupero e soccorso di Manfredonia (Foggia), Talamone (Grosseto) o presso il centro di primo soccorso di Pollica (Salerno).

«Difendere e tutelare le Caretta caretta è la nostra missione. Un plauso va alle centinaia di volontari che di volta in volta, per le diverse attività, rispondono all’SOS in favore delle tartarughe marine – dichiara Stefano Di Marco, coordinatore della campagna Tartalove di Legambiente – ma tutti possono dare sostegno alla campagna Tartalove, che richiede un costante impegno economico per la gestione dei centri di cura e soccorso, le cure veterinarie e l’ospitalità dei volontari. Basta collegarsi a www.tartalove.it e con un semplice click adottare simbolicamente una tartaruga marina donando un contributo minimo. Il 16 giugno è la giornata mondiale delle tartarughe marine e ci piace molto l’idea di festeggiarla con la consapevolezza di fare ogni giorno qualcosa per contribuire a tutelare questa meravigliosa specie».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Legambiente

Legambiente

Legambiente è un'associazione ambientalista italiana, fondata nel 1980.
Seguilo sui social:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *