Attualità

Le polizze non coprono i danni da mareggiata, polemiche dopo il ciclone Harry

Le imprese balneari sono obbligate a sottoscriverle, ma non possono essere ristorate dei danni avvenuti al sud

A dieci giorni dal ciclone Harry che ha devastato le coste del sud Italia, non si fermano le polemiche sulle polizze catastrofali obbligatore – introdotte nel 2024 dal governo – che non coprono i danni da mareggiata per i balneari. 26 parlamentari del Movimento 5 Stelle hanno presentato un’interrogazione al ministro delle imprese e del made in Italy Adolfo Urso, chiedendo “per quali ragioni le mareggiate e i danni connessi all’azione del mare risultino escluse dalle polizze catastrofali obbligatorie previste dalla normativa vigente”. I parlamentari chiedono inoltre al ministro “quali iniziative urgenti intenda assumere per garantire ristori pubblici alle imprese colpite dagli eventi riconducibili al ciclone Harry, anche in assenza di copertura assicurativa; e se non ritenga necessario intervenire immediatamente per correggere la normativa, estendendo le coperture obbligatorie agli eventi di mareggiata”.

“Una normativa di questo tipo rischia di violare i principi di ragionevolezza, proporzionalità ed equità, trasferendo integralmente il rischio climatico sulle imprese”, scrivono i parlamentari. “L’assenza di ristori pubblici, unita all’esclusione assicurativa, configura una situazione di totale scopertura per migliaia di operatori economici. Risulta urgente intervenire per evitare che imprese già colpite da eventi calamitosi siano ulteriormente penalizzate da obblighi fiscali e contributivi”.

Sul tema è intervenuto anche il presidente del Sib-Confcommercio Antonio Capacchione, che ha scritto una lettera ai ministri dell’economia Giancarlo Giorgetti e delle imprese Adolfo Urso. “L’obbligo assicurativo non copre il rischio da mareggiata o ciclone marino che, invece, costituisce il rischio calamitoso al quale sono soggette le aziende balneari da noi rappresentate”, scrive Capacchione. “La mancata copertura di tale rischio, con la sospensione dell’obbligo, dovrebbe rendere inefficace la disposizione dell’art. 1 comma 102 della legge n. 213/2023. Tale norma dispone che, nel caso di “inadempimento dell’obbligo di assicurazione da parte delle imprese di cui al comma 101 si deve tener conto nell’assegnazione di contributi, sovvenzioni o agevolazioni di carattere finanziario a valere su risorse pubbliche, anche con riferimento a quelle previste in occasione di eventi calamitosi e catastrofali”.

“Al fine di permettere alle aziende colpite dal ciclone di poter ottenere pubbliche provvidenze – conclude il presidente Sb – è quindi indispensabile chiarire quanto sopra ed eventualmente disporre che, nel caso di mareggiata o ciclone marino, non si debba tener conto dell’inadempimento dell’obbligo assicurativo”. 🎥 GUARDA IL VIDEO 🎬

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