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Il consiglio dei ministri rimanda la riforma delle spiagge a fine agosto

Il premier Renzi non avrebbe inserito la legge tra le questioni più urgenti, anche a causa dell'opposizione europea.

È slittata a dopo Ferragosto la presentazione del disegno di legge sulla riforma delle concessioni balneari. Il consiglio dei ministri, riunitosi oggi pomeriggio alle 17, non ha inserito l’argomento tra i vari punti all’ordine del giorno (leggi il comunicato stampa). Secondo quanto riferiscono fonti parlamentari, il premier Renzi ha privilegiato le questioni più urgenti e tra queste non c’era la legge delega sulle spiagge.

Sono così smentite le indiscrezioni pubblicate stamane dal Sole 24 Ore (vedi notizia) che annunciavano la presentazione del ddl nel consiglio dei ministri odierno. Come ipotizzato da Mondo Balneare nei giorni scorsi (vedi articolo), è invece molto più probabile che il governo, dopo che la Commissione europea ha duramente criticato alcuni aspetti chiave del disegno di legge (vedi notizia), abbia bisogno di più tempo per definire i dettagli della riforma e dunque sia stato costretto a slittare i tempi inizialmente auspicati di presentare la riforma prima di Ferragosto. È comunque quasi certo che la legge andrà in porto entro il mese di ottobre.

Grazie alla cosiddetta “norma salva-spiagge” approvata la scorsa settimana (vedi notizia), la validità delle concessioni balneari rimane comunque blindata fino all’approvazione della riforma, nonostante la recente sentenza della Corte di giustizia europea abbia espresso la sua contrarietà sulla proroga al 2020 delle concessioni.

Sarà proprio alla luce della sentenza che il governo dovrà presentare una normativa definitiva e adeguata. Gli aspetti salienti della riforma sono stati già annunciati, ma il governo deve ancora calibrare alcuni dettagli: in primo luogo l’entità del periodo transitorio da concedere agli attuali concessionari prima dell’istituzione delle evidenze pubbliche – su cui la Commissione Ue non ha espresso contrarietà ma che rimane un aperto punto di trattativa tra le associazioni balneari che chiedono 30 anni e il governo che sembra non disposto a concederli – e in secondo luogo i meccanismi di premialità e il riconoscimento del valore commerciale delle imprese balneari, su cui invece il governo e le associazioni balneari sono concordi, vista l’eccezionalità del comparto balneare italiano, ma che invece la Commissione Ue ha giudicato troppo squilibrati in favore degli attuai concessionari. Per saperne di più non resta che attendere il prossimo consiglio dei ministri, che probabilmente sarà fissato per il prossimo 25 agosto.

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Alex Giuzio

Caporedattore di Mondo Balneare, dal 2008 è giornalista specializzato in demanio marittimo, turismo e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge. Ha pubblicato "La linea fragile", un'inchiesta ecologista sulle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022).
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