Attualità

I sindacati: ‘No alle evidenze pubbliche per le attuali imprese’

Riportiamo integralmente il comunicato dei maggiori sindacati balneari (Sib, Fiba, Cna Balneatori e Assobalneari) che contestano la proposta di decreto legge avanzata ieri dal ministro Gnudi per mandare a evidenza pubblica le concessioni demaniali italiane

ROMA (ore 15.00) – Si è svolto ieri a Roma, presso la sede del Dipartimento degli affari regionali, il turismo e lo sport, l’incontro promosso dal ministro Piero Gnudi con Regioni, Province, Comuni, membri delle varie forze politiche e rappresentanti dei sindacati del settore balneare per un confronto sulla bozza di decreto legislativo in tema di concessioni demaniali marittime a cui il governo sta lavorando.

Il ministro ha illustrato i punti fondamentali di questo prossimo provvedimento che prevede le procedure di evidenza pubblica anche per le attuali imprese balneari, riscontrando la netta contrarietà da parte delle organizzazioni delle imprese (Sib-Confcommercio, Fiba-Confesercenti, Cna Balneatori e Assobalneari-Confindustria) e degli organi istituzionali presenti all’incontro.

«Abbiamo espresso il pieno disappunto a queste proposte che, in pratica, determinano il dissolvimento di 30.000 imprese, di altrettante famiglie e di oltre 300.000 lavoratori del settore», affermano in una nota i rappresentanti degli imprenditori balneari. «Abbiamo chiesto al ministro la reale riapertura del tavolo tecnico – a cui devono obbligatoriamente partecipare i sindacati di categoria unitamente alle Regioni e alle istituzioni locali – al fine di individuare le soluzioni idonee per evitare che le attuali imprese turistico-balneari siano sottoposte a procedure di evidenza pubblica. Solo così riteniamo sia davvero possibile individuare una soluzione condivisa che faccia ritornare serenità e certezze agli imprenditori balneari italiani, e che riavvii gli investimenti in un settore che dalla sua paralisi, come avviene oggi, ha tutto da perdere. Ricordiamo che l’istituzione di tale tavolo era stato annunciato dallo stesso ministro Gnudi nell’ormai remoto incontro del 23 febbraio scorso senza, però, essere stato mai convocato. Abbiamo chiesto, poi, che il governo intraprenda un’interlocuzione con la Commissione europea – in modo ufficiale e con la dovuta determinazione – per richiedere il riconoscimento delle specificità del comparto, norme particolari per la conservazione del sistema delle attuali imprese e, soprattutto, l’esclusione dalle evidenze pubbliche a beneficio delle aziende oggi operanti, tramite la deroga o una diversa applicazione della direttiva servizi. Proprio sulla necessità di tale interlocuzione si era formalmente impegnato lo scorso febbraio il ministro per gli affari europei Enzo Moavero Milanesi, la cui assenza all’incontro di ieri ci ha sorpreso negativamente, malgrado fosse stata assicurata come certa nella stessa convocazione».

Su questa posizione, che ci risulta essere condivisa sia dalle regioni che dalle istituzioni locali (Comuni e Province), le associazioni di categoria continueranno a incalzare il governo ricercando il sostegno delle forze parlamentari, per scongiurare che, di qui a poco, con l’approvazione da parte dell’esecutivo di un provvedimento che abbia i contenuti anticipati dal ministro Gnudi, si vada a distruggere il nostro sistema turistico-economico unico ed insostituibile nel panorama europeo.

Riccardo Borgo (presidente Sib), Vincenzo Lardinelli (presidente Fiba), Cristiano Tomei (coordinatore Cna Balneatori) e Fabrizio Licordari (presidente Assobalneari)

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