Sib-Confcommercio

I balneari sono alla base dell’offerta turistica italiana e vanno salvaguardati

Cresce la voglia di spiaggia e di mare da parte dei turisti italiani e stranieri. Serve una legge per il settore che tuteli i diritti degli attuali concessionari e salvaguardi i livelli lavorativi.

Anche quest’anno le spiagge italiane si confermano protagoniste assolute, in quanto destinazione preferita dei vacanzieri: lo dicono i numeri dei ponti di primavera, quando, complice il bel tempo, in tantissimi hanno affollato i nostri litorali. Siamo, poi, molto soddisfatti per le presenze dei turisti stranieri, che fanno ben sperare per i numeri della prossima estate. Il turismo balneare, con 175 milioni di presenze (pari al 39,2% di quelle complessive), costituisce un asset strategico della nostra economia da salvaguardare e proteggere.

L’aumento delle Bandiere Blu (246 con 487 spiagge), poi, costituisce un importante e straordinario valore aggiunto alle nostre località di mare, che vanno a integrare la grande preparazione, la competenza e una passione infinita dei 30.000 imprenditori balneari che rappresentano, da molti anni, un modello efficiente e dinamico nel mercato internazionale delle vacanze, fiore all’occhiello della nostra offerta turistica e, soprattutto, fattore competitivo del paese unico nel suo genere.

A ciò si aggiunge il progetto “Spiagge sicure” del Sib-Confcommercio e della Federazione italiana nuoto, lanciato ufficialmente in occasione dei campionati italiani di nuoto, che fa parte di una serie di iniziative per sensibilizzare i cittadini italiani e stranieri, ma anche le istituzioni, sulla corretta informazione per vivere responsabilmente la balneazione e, allo stesso tempo, promuovere la conoscenza del ruolo socialmente determinante che rivestono gli assistenti bagnanti, ovvero i tutori delle coste.

In questo contesto non va dimenticata la “questione balneare”, che coinvolge un settore strategico per l’economia del paese. Si tratta di una questione molto delicata, perché riguarda decine di migliaia di famiglie che rischiano di perdere non solo le proprie aziende, ma soprattutto il lavoro. Al governo abbiamo chiesto che l’indennizzo deve essere adeguato al valore dell’azienda, i canoni demaniali sono da rideterminare e non da aggiornare, la legge n. 166/2024 è da cambiare perché sbagliata, ingiusta e dannosa. Serve urgentemente una legge che tuteli gli attuali imprenditori balneari e garantisca la conservazione del lavoro e la salvaguardia della proprietà aziendale. A beneficiarne saranno l’ambiente, la nostra offerta turistica, l’economia, l’occupazione e, soprattutto, l’immagine del Bel Paese: è l’unica soluzione possibile e percorribile per far sì che l’Italia torni ai vertici del turismo internazionale.

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Antonio Capacchione

Avvocato, presidente nazionale del Sindacato italiano balneari - Fipe Confcommercio dal 2018, già vicepresidente vicario.
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