Attualità

I balneari al Sun proclamano lo stato di agitazione

Manifestazione entro inizio dicembre e quattro punti fermi da cui ripartire per la trattativa col governo.

di Alex Giuzio

RIMINI (25/10/2014, ore 18.08) – Quattro punti fermi su cui concentrare le trattative con il governo, in vista di una grande manifestazione da organizzare nella prima metà di dicembre a Roma. Questo l’esito dell’assemblea generale degli imprenditori balneari italiani, organizzata questa mattina al Sun di Rimini da Sib-Confcommercio, Cna Balneatori, Assobalneari-Confindustria, Fiba-Confesercenti e Oasi-Confartigianato.

Durata minima delle concessioni demaniali marittime di almeno 30 anni, alienazione con diritto di opzione delle porzioni di demanio marittimo che hanno perso la natura pubblica, riconoscimento del valore di mercato delle imprese balneari e modifica dei criteri di determinazione dei canoni in maniera più equa e sostenibile. Su questi quattro aspetti, votati all’unanimità dai rappresentanti degli imprenditori balneari, si concentrerà il delicato tavolo tra le associazioni e il governo; quest’ultimo grande assente di stamane.

L’assemblea, in una sala gremita di quasi un migliaio di imprenditori, è iniziata proiettando i video delle trombe d’aria estive che hanno distrutto decine di stabilimenti balneari italiani; un momento per ripercorrere le avversità meteorologiche che hanno caratterizzato la stagione appena trascorsa, e un messaggio arrivato forte e chiaro ai politici presenti: i senatori Maurizio Gasparri (Forza Italia) e Manuela Granaiola (Pd) e il deputato Sergio Pizzolante (Ncd). Non hanno risposto all’appello, invece, i ministri Franceschini e Lanzetta e i sottosegretari Gozi e Baretta, chiusi nei loro palazzi a discutere la riforma delle spiagge italiane senza che si siano ancora confrontati con la categoria.

In seguito a questo burrascoso inizio, con le gridate contestazioni di alcuni imprenditori balneari disperati per l’incertezza del loro futuro e per le migliaia di euro di danni del maltempo, che hanno invocato le dimissioni dei loro rappresentanti come già richiesto ieri da Luca Marini (vedi notizia), il presidente di Sib-Confcommercio Riccardo Borgo ha preso la parola a nome delle cinque sigle sindacali presenti: «Il vostro – ha esordito – mi pare un tentativo di delegittimare la nostra attività che difende tutte le imprese balneari».

L’intervento di Borgo ha poi illustrato la «necessità di trovare un futuro certo per le nostre aziende, in modo da continuare a lavorare con serenità. Non si possono riscrivere le regole tenendo conto di trattati e direttive, poiché dietro c’è un lavoro fatto di carne e sangue». Oltre a illustrare i quattro punti di base per la futura trattativa, Borgo si è detto fiducioso che «gli impegni assunti siano ancora validi, e che il governo ci convochi a un tavolo per individuare un sistema che metta al sicuro tutte le imprese esistenti». Altrimenti, proclamato sin da oggi lo «stato di agitazione degli imprenditori balneari», si organizzerà «entro la prima decade di dicembre una grande assemblea-manifestazione a Roma, durante la quale portare a Renzi una petizione firmata da tutti i concessionari balneari d’Italia».

Parole, queste, concordate anche dai colleghi di Borgo – Cristiano Tomei (Cna Balneatori), Fabrizio Licordari (Assobalneari-Confindustria), Vincenzo Lardinelli (Fiba-Confesercenti) e Giorgio Mussoni (Oasi-Confartigianato), come emerge dal seguente video con alcune interviste.

Sergio Pizzolante, deputato del Nuovo Centrodestra, ha assicurato che la riforma del demanio marittimo sarà «questione di pochi mesi», dicendosi «preoccupato sui contenuti del disegno di legge, che intenderebbero mandare le imprese balneari all’asta: una follia assolutamente da impedire, poiché le imprese le chiude il mercato se l’imprenditore non è capace a fare il suo lavoro, non le leggi dello Stato, che anzi dovrebbero tutelarle».

La senatrice Manuela Granaiola, da sempre voce controcorrente all’interno del Partito Democratico, ha affermato di «preferire recarmi qui oggi, anziché alla Leopolda, per riferirvi che gli intenti di Renzi vanno contro alle attuali imprese balneari, e che a mio parere occorre agire su due fronti: confrontarsi con l’Unione europea e trattare con il governo italiano».

Infine Maurizio Gasparri, capogruppo dei senatori di Forza Italia, lamentando l’assenza dei rappresentanti del governo, è «furioso per la mancanza di confronto in merito a questo tema», e propone di «ripartire dalla proposta avanzata lo scorso anno dal sottosegretario Pier Paolo Baretta per ottenere una norma più favorevole alle attuali imprese balneari. Lo scopo della proroga delle concessioni al 2020 – ha concluso – era quello di discutere una riforma organica del settore, ma questo ancora non è stato fatto».

Molto importanti, nel corso del dibattito conclusivo, anche gli interventi del Comitato salvataggio imprese e turismo (Favilla: «La lotta non va abbandonata perché è l’unico strumento efficace per i nostri obiettivi») e delle Donne Damare, che hanno invaso il palcoscenico ricordando l’importanza dell’attività di sensibilizzazione e di comunicazione effettuata negli ultimi anni, nonostante le difficoltà incontrate anche all’interno della categoria.

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