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Governo al lavoro su riforma spiagge: prossimo tavolo il 4 febbraio

Lo ha annunciato la ministra De Micheli rispondendo a una dichiarazione del deputato Zucconi

Il governo Conte bis sta lavorando alla riforma delle concessioni balneari e il prossimo tavolo tecnico è in programma per il 4 febbraio: lo ha confermato ieri la ministra delle infrastrutture Paola De Micheli (Pd), rispondendo a un’interrogazione del deputato Riccardo Zucconi (FdI). La De Micheli ha anche rivelato che la Commissione europea avrebbe «chiesto delucidazioni» in merito all’estensione di 15 anni disposta dalla legge 145/2019, ma non si è espressa sui contenuti della riforma a cui sta lavorando l’esecutivo.

Secondo quanto specificato dall’ufficio stampa del ministro per gli affari regionali Francesco Boccia sempre nella giornata di ieri, il tavolo tecnico del 4 febbraio coinvolgerà i quattro ministeri competenti sulla materia: affari regionali, beni culturali, infrastrutture e politiche europee. A specificarlo è stata la sottosegretaria al turismo Lorenza Bonaccorsi nella conferenza unificata fra Stato, Regioni e Comuni, che aveva all’ordine del giorno le linee guida applicative della legge 145/2018 sul differimento di quindici anni della scadenza delle concessioni demaniali marittime.

L’intervento di De Micheli

«Com’è noto, la riforma delle concessioni demaniali marittime con finalità turistico-ricreative è oggetto di attento scrutinio da parte della Commissione europea – ha esordito la ministra – per verificarne la compatibilità con il diritto europeo in aderenza all’indirizzo espresso dalla Corte di gustizia Ue il 14 luglio 2016 sulla direttiva Bolkestein, recepita nel nostro ordinamento dal decreto 59/2010. Pertanto si è reso necessario sottoporre all’autorità europea lo schema di decreto del presidente del consiglio (dpcm) previsto dalla legge 145/2019, che pone le basi per un riordino sistematico del quadro ordinamentale in un settore ad alta rilevanza per il numero di imprese coinvolte e per l’incidenza che le medesime hanno sul Pil. La parte europea ha chiesto delucidazioni in merito alla prevista estensione temporale delle concessioni in essere, nonché all’istituzione del registro degli operatori economici ammessi a partecipare alle procedure di affidamento delle nuove concessioni (contenuto nella bozza di legge predisposta dall’ex ministro Centinaio, NdR)».

«A seguito del passaggio delle funzioni in materia di turismo dal Ministero delle politiche agricole a quello dei beni culturali – ha sottolineato la De Micheli – sono ripresi i lavori dell’apposito tavolo tecnico coordinato dal Mibact per l’individuazione delle iniziative da sottoporre alla Commissione europea, anche in relazione al contenuto del dpcm. Segnalo che i rappresentanti della struttura di missione per le procedure di infrazione del dipartimento alle politiche europee hanno incontrato lo scorso 21 gennaio il capo unità della Direzione generale della commissione che segue il caso dei balneari, fornendo ogni aggiornamento sulle iniziative intraprese. Al fine quindi di proseguire il lavoro in corso per accelerare la definizione di un regolamento condiviso anche dalla Commissione Ue, è prevista una nuova riunione del tavolo tecnico preposto per il 4 febbraio 2020 presso il Mibact».

L’interrogazione di Zucconi

La ministra De Micheli ha pronunciato il suo intervento per rispondere a un’interrogazione a risposta diretta del deputato Zucconi. Il rappresentante di Fratelli d’Italia ha ricordato che «la legge di bilancio 2019 ha prorogato le concessioni balneari fino al 2033 e ha previsto l’emanazione di un dpcm per la revisione generale del demanio marittimo. Tale proroga, sebbene non risolutiva, aveva dato sollievo alla categoria dei balneari, ma a distanza di un anno non c’è chiarezza sulla sua applicabilità né sull’emanazione del dpcm. Questa situazione sta generando la paralisi di un intero settore e la confusione amministrativa per l’applicazione della nuova durata. Chiedo pertanto al governo se ritiene di dover provvedere con urgenza all’emanazione del dpcm».

Tuttavia la risposta della De Micheli non ha soddisfatto Zucconi, che ha replicato: «L’emanazione del dpcm era uno dei passaggi per evitare la procedura di infrazione europea. Invece non solo manca questo decreto, ma addirittura c’è una sentenza del Consiglio di Stato che annulla l’estensione al 2033. Cosa aspetta il governo a fare questo decreto? Oppure è succube del Movimento 5 Stelle che non ha mai voluto la proroga e sta cuocendo a fuoco lento i balneari? Non potete lasciare le imprese in questa situazione di incertezza».

Il commento di Capacchione

Il presidente del Sindacato italiano balneari – Confcommercio Antonio Capacchione ha accolto con positività le dichiarazioni della ministra De Micheli, unite a quelle della sottosegretaria al turismo Lorenza Bonaccorsi che ieri nella conferenza unificata fra Stato, Regioni e autonomie locali «ha recepito la richiesta formulata dalle Regioni, rappresentate dal presidente della Liguria Giovanni Toti, per una rapida applicazione della legge n. 145\2018».

«Sembra essere stata raccolta dal governo la sollecitazione nostra, delle Regioni e del parlamento per affrontare la cosiddetta “questione balneare», commenta Capacchione. «Pare che i nostri interlocutori istituzionali stiano finalmente acquisendo consapevolezza della drammaticità della situazione in cui versa la balneazione attrezzata italiana e dell’urgenza di un intervento governativo chiarificatore da noi chiesto e ripetutamente sollecitato. Continueremo senza sosta nella nostra iniziativa sindacale affinché il parlamento e il governo si adoperino per la rapida applicazione della legge n. 145\2018 e si risolva definitivamente il problema della Bolkestein che rischia di distruggere, economicamente e moralmente, 30.000 aziende a conduzione familiare con 100.000 addetti diretti».

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