Ambiente

Gli operatori balneari possono aiutare le tartarughe marine a salvarsi dall’estinzione

Aderire al progetto "Life Turtlenest" è semplice e rappresenta un contributo significativo

La tartaruga marina è uno degli animali più antichi che vive sul nostro pianeta. Discendenti dai dinosauri, le tartarughe sono rettili che, grazie a una serie di adattamenti particolari, in milioni di anni sono riuscite a diffondersi in tutti i mari tropicali e subtropicali con diverse specie. Negli ultimi anni però qualcosa è cambiato e, in maniera lenta ma inesorabile, è iniziato il loro declino: attualmente, infatti, ben 6 delle 7 diverse specie di tartarughe marine esistenti figurano nella lista rossa dell’International Union for Conservation of Nature (Iucn) delle specie a rischio di estinzione.

Minacciate da terra e da mare

Le tartarughe marine sono specie molto vulnerabili e i pericoli per loro giungono sia dalla terra che dal mare. A terra risentono del processo, sempre più spinto, di antropizzazione delle coste, a causa del quale non riescono più a trovare sulle spiagge le condizioni ottimali per nidificare. Quando arrivano a terra, pronte a deporre le uova, le tartarughe hanno bisogno del silenzio, della quiete e del buio; quindi risalgono la spiaggia fino a trovare un punto sicuro e qui scavano il nido e depongono fino a cento uova, e a volte anche di più.

Terminata la deposizione, le tartarughe marine tornano in mare, lasciando alla sabbia e al sole il compito di portare a termine il lavoro. Purtroppo però le spiagge, nel periodo di deposizione, sono sempre più frequentate anche di notte, e i rumori e le luci rappresentano un disturbo in grado di dissuadere mamma tartaruga dal suo proposito. Inoltre, anche nei casi fortunati in cui riescono a deporre le uova, si pone un altro problema nei mesi seguenti, quando cause naturali come mareggiate o animali selvatici che predano le uova, e meno naturali come le punte degli ombrelloni piantati nella spiaggia, possono provocare la distruzione del nido. Se invece mamma tartaruga riesce a deporre le sue uova e nessuno distrugge il nido, dopo circa due mesi i piccoli rompono il guscio e faticosamente si dirigono verso l’acqua, ma durante il tragitto possono essere facili prede per uccelli e granchi. Ma finiti i pericoli a terra, una volta raggiunto il mare le tartarughine sono minacciate dai pesci, e così soltanto una piccola percentuale di nuovi nati riuscirà a diventare un esemplare adulto.

Per tutti questi motivi, gli esperti affermano che su mille tartarughe nate, solo una riesce a raggiungere l’età riproduttiva. Tuttavia, anche una volta diventate adulte, le tartarughe continuano a essere minacciate e i pericoli maggiori sono proprio nel mare, il loro ambiente naturale. Si stima infatti che ogni anno, solo nel Mediterraneo, muoiano oltre 40.000 tartarughe a causa della pesca professionale, dell’inquinamento e del traffico nautico.

La Caretta caretta, o tartaruga comune, è l’unica, fra le tre specie di tartarughe marine che vivono nel Mediterraneo, a nidificare lungo le nostre coste. Nello specifico, le regioni italiane più gettonate da mamma tartaruga sono Sicilia, Calabria, Campania e Puglia, ma in misura minore anche Toscana, Lazio, Sardegna, Basilicata, Abruzzo ed Emilia-Romagna. Tuttavia, la specie è comunque in pericolo di estinzione e per questo è protetta a livello internazionale.

Il progetto Life Turtlenest

Life Turtlenest è un progetto iniziato a gennaio 2023, cofinanziato dall’Unione europea attraverso il programma Life e coordinato da Legambiente, finalizzato al miglioramento della conservazione della tartaruga marina comune (Caretta caretta) in Italia, Spagna e Francia, attraverso attività di monitoraggio, messa in sicurezza dei nidi, ricerca scientifica e campagne di informazione e sensibilizzazione.

A causa del riscaldamento globale, il numero di nidificazioni della tartaruga Caretta caretta nel Mediterraneo occidentale è cresciuto esponenzialmente: nel 2023, solo lungo le coste italiane si è registrato il record di nidi di tartarughe marine, con ben 454 ovodeposizioni. Life Turtlenest mira quindi a lavorare concretamente per la protezione della specie e dei nuovi siti di nidificazione in base agli scenari climatici attuali e futuri nel Mediterraneo, considerato uno dei più importanti ecosistemi al mondo.

Nel Mediterraneo occidentale i nuovi siti potenzialmente idonei alla nidificazione della tartaruga marina comune sono minacciati dall’inquinamento, dallo sviluppo turistico incontrollato, dai cambiamenti climatici e dall’uso intensivo delle spiagge. In assenza di interventi specifici di conservazione anche proattiva, la specie potrebbe non trovare ambienti idonei alla nidificazione e non avere così la possibilità di adattarsi al cambiamento climatico che la sta spingendo a colonizzare nuove aree, in particolare nel Mediterraneo occidentale. Occorre quindi agire in fretta per proteggere i nuovi siti riproduttivi e quelli potenzialmente idonei per sostenere l’espansione dell’areale di nidificazione della specie attraverso la tutela dei nidi e dei piccoli.

Il ruolo degli operatori balneari per aiutare le tartarughe marine

Life Turtlenest si propone di informare e coinvolgere attivamente nel progetto i diversi portatori d’interesse: Comuni, operatori economici, comunità locali, mondo scientifico, società civile, eccetera. Tra questi, gli operatori del settore balneare sono estremamente rilevanti, in quanto costituiscono una risorsa importantissima per l’individuazione e la protezione dei nidi di tartaruga marina. Per questo motivo, il progetto prevede un’attività di formazione specificatamente rivolta a questa categoria, che a seguito delle informazioni ricevute saprà quali sono i comportamenti più idonei da adottare e le procedure più corrette da seguire in caso di nidificazione o schiusa.

Ai gestori degli stabilimenti balneari che desiderano collaborare con Life Turtlenest contribuendo ulteriormente alla conservazione delle tartarughe marine, è destinata anche l’iniziativa “Lidi amici delle tartarughe marine“. L’iniziativa prevede che gli operatori sottoscrivano uno specifico protocollo d’Intesa con in quale si impegnano ad adottare una serie di misure di gestione molto semplici che possono contribuire a creare un ambiente sicuro per le tartarughe marine nidificanti lungo le nostre coste.

A coloro che sottoscriveranno il protocollo d’intesa verrà conferito dal progetto il riconoscimento di “Lido amico delle tartarughe marine”. I lidi aderenti riceveranno una bandiera personalizzata da esporre a testimonianza del riconoscimento ottenuto e a dimostrazione dell’impegno assunto per proteggere le tartarughe marine.

Firmare il protocollo d’intesa è un passo semplice, ma significativo. Chiunque fosse interessato all’iniziativa può contattare lo staff del progetto Life Turtlenest scrivendo alla mail info@lifeturtlenest.eu.

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Legambiente

Legambiente è un'associazione ambientalista italiana, fondata nel 1980.
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