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Gallipoli, bagnini obbligati a pulire la spiaggia con paletta e secchiello

Dura denuncia di Assobalneari Salento contro l'ultima ordinanza del Comune pugliese, che vieta la pulizia tramite pale gommate e senza sorveglianza: "Legambiente ci aiuti".

di Mauro Della Valle

È di ieri la notizia, apparsa in ‘anteprima’ su alcuni quotidiani online e pubblicata in data odierna su di alcuni giornali, con cui viene portata a conoscenza l’emanazione da parte del Comune di Gallipoli di una determina che, in deroga alle norme valevoli in materia, impone ai titolari degli stabilimenti balneari che intendono effettuare lavori di manutenzione e pulizia della spiaggia di effettuare tali interventi senza l’ausilio di pale gommate e alla presenza di apposita sorveglianza.

Restiamo sbalorditi da simile determinazione, che rappresenta l’ennesimo attacco frontale alla categoria, oltre che l’ennesimo atto di incompetenza gestionale della cosa pubblica. È ridicolo pensare che si possa pulire una spiaggia senza l’ausilio di mezzi gommati all’uopo deputati; probabilmente chi ha emanato la determina citata ritiene che si possa procedere ad operazioni di pulizia della spiaggia con paletta e secchiello.

Stupisce che simile determinazione non risulti ancora pubblicata all’albo pretorio online del Comune di Gallipoli, e si debba venire a conoscenza della stessa per mezzo degli organi di stampa, così come rammarica vedere un’amministrazione intenta a decidere su importanti questioni senza considerare adeguatamente le parti interessate.

Si persevera nel considerare la categoria dei gestori di stabilimenti balneari come killer ambientali, alimentando un’mmagine della categoria che non corrisponde alla realtà dei fatti, e ciò non fa bene a nessuno. Da numerosi anni a questa parte, nel territorio di Gallipoli non si sono mai verificati episodi di sbancamento delle dune o altri danni ambientali imputabili direttamente o anche indirettamente ai gestori balneari in primis ed alle attività di pulizia della spiaggia in secundis. Solo un paio di anni fa circa venne presentata una denuncia anonima in tal senso, cui fece seguito un sopralluogo dei Vigili Urbani di Gallipoli ove si constatò che nessun sbancamento delle dune era stato messo in atto e che si trattava di una denuncia falsa nel suo contenuto. Quanto sostenuto è provato dai documenti all’uopo esistenti.

Assobalneari Puglia e Salento e i numerosi associati presenti su Gallipoli hanno da sempre collaborato con gli organi di Polizia locale e con le associazioni ambientaliste, in particolare con Legambiente. Malgrado ciò, si assiste all’ennesimo atto di pubblica gogna con la imposizione addirittura di ‘sorveglianza’ durante le operazioni di pulizia e movimentazione sabbia, con ciò criminalizzando a priori senza alcun giustificato motivo.

Pertanto, si invitano formalmente Legambiente e qualsiasi altra associazione ambientalista a denunciare pubblicamente eventuali episodi di sbancamento delle dune o danneggiamento dell’arenile attraverso le forme le forme ufficiali previste dalla legge. In mancanza, si invitano ufficialmente Legambiente e qualsiasi altra associazione ambientalista a prendere posizione ufficiale in merito alla vicenda, affermando espressamente che i gestori balneari non sono e non devono considerarsi aprioristicamente come nemici dell’ambiente e della spiaggia.

Spiace evidenziare come la determina impugnata dimostri una profonda incompetenza nella materia trattata da parte dei soggetti firmatari della stessa. L’uso di mezzi gommati per la pulizia della spiaggia è espressamente previsto dall’art. 3, lettera h) della Ordinanza Balneare della Regione Puglia in vigore; la movimentazione della sabbia è stata espressamente autorizzata dalla Provincia di Lecce che ha emanato valutazione di incidenza ambientale positiva dopo un accurato iter procedimentale e gli atti di assenso di Uffici competenti anche in materia ambientale. Infatti, l’autorizzata movimentazione della sabbia con mezzi gommati si rende necessaria al fine di riparare la costa durante la stagione invernale dai fenomeni di erosione in atto. La stessa Provincia ha affermato che tale movimentazione non produce alcun danno all’ambiente, anzi tutela e preserva lo stesso. Pertanto la decisione adottata dal Comune di Gallipoli, oltre a porsi in contrasto con quanto già asserito dall’Amministrazione Provinciale (che, ricordiamo, è l’unico ente competente in materia di rilascio delle Valutazioni di Incidenza ambientale), snobba l’autorevolezza delle decisioni adottate dall’Amministrazione Provinciale che di fatto viene svuotata delle proprie competenze e smentita nella correttezza delle proprie determinazioni.

Non è da sottacere che, secondo il Comune di Gallipoli, anche l’attività di accumulo della sabbia a difesa della costa in alcuni periodi dell’anno dovrebbe essere effettuata con paletta e secchiello: il tutto è addirittura risibile.

La decisione adottata dal Commissario Prefettizio determinerà l’impossibilità di difesa della costa gallipolina, con conseguente cancellazione di interi tratti di spiaggia a seguito dei fenomeni di erosione, proprio come sta accadendo nella zona di Alimini. Invero, proprio la decisione assunta dal Commissario Prefettizio e dall’Ufficio Demanio è tale da rappresentare un danno all’ambiente, ove si consideri che risulterà impossibile effettuare movimentazione di sabbia a protezione dell’arenile con palette e secchielli, con conseguente sicuro arretramento del tratto sabbioso nel prossimo periodo, perché non più difeso dalla stessa sabbia posta dai concessionari balneari a protezione dell’arenile che, ricordiamo, è un bene di tutti.

Si rimarca come l’atto adottato dal Comune di Gallipoli rappresenti l’ennesima dimostrazione di un modo di gestire la cosa pubblica in maniera irrazionale, parziale, illegittima e lontana dal concreto e reale raggiungimento degli obiettivi da perseguire. Infatti, preme evidenziare che i mezzi meccanici sino ad ora autorizzati ed utilizzati per la pulizia e la movimentazione della sabbia hanno ruote, ovvero piccoli cingoli gommati che non provocano alcun danno all’ambiente e alla spiaggia. Si tratta di mezzi regolarmente in commercio, omologati dopo vari test di idoneità allo scopo e prodotti specificatamente per essere utilizzati sulla spiaggia senza danneggiare la stessa , in uso su tutti gli stabilimenti balneari d’Italia senza problemi di nessun genere. D’altra parte la normativa valevole in materia vieta (giustamente) l’utilizzo sull’arenile solo di mezzi dotati di cingoli in ferro, giammai di mezzi gommati.

Ulteriore aspetto che propende per la dimostrazione della inidoneità della determina al raggiungimento dello scopo è che risulta veramente difficile comprendere come si possa provvedere alla pulizia della spiaggia con palette, secchielli, rastrelli etc etc. L’imposizione del Comune di Gallipoli presenta evidenti caratteri di pericolosità per l’intera collettività, atteso che solo l’utilizzo di mezzi gommati permette una pulizia efficace della spiaggia, necessaria soprattutto dopo un’intera invernata in cui il bene è stato abbandonato all’uso indiscriminato di tutti, con conseguenti rischi legati alla presenza di rifiuti speciali e tossici (es. siringhe infette). Pertanto la determina in questione, lungi dal perseguire obiettivi di pubblica utilità, si presenta come dannosa per l’intera collettività e per la pubblica incolumità.

Occorrerebbe anche evidenziare che il Comune di Gallipoli ha sempre violato la legge e le norme valevoli in materia che impongono l’obbligo di pulizia anche delle spiagge non in concessione: mai l’Amministrazione Comunale ha proceduto a pulire le spiagge pubbliche, che si sono sempre presentate come piccole discariche a cielo aperto, piene di immondizia e rifiuti di ogni genere, anche molto pericolosi come vetri e siringhe: il tutto nell’indifferenza degli ornai comunali all’uopo deputati.

Come mai la stessa Amministrazione che permette scempi ambientali sulle spiagge direttamente gestite è poi così accanita ai danni degli imprenditori balneari che sono gli unici a tenere pulite le spiagge e a pulire anche quelle limitrofe non in concessione? Perché nessuno parla di quest’opera che viene da sempre compiuta dai gestori balneari che sono gli unici ad aver conservato dignità e decoro all’ambiente costiero? Che cosa sarebbe delle spiagge gallipoline se fossero lasciate all’incuria gestionale del Comune?

Premiamo, pertanto, affinché si comprenda l’assurdità della determinazione assunta dal Comune di Gallipoli e l’estrema pericolosità della stessa, atteso che la superficialità delle scelte fatte avrà indubbie ripercussioni in negativo sull’intera immagine della città di Gallipoli, visto che vengono inibite le azioni da tempo intraprese a difesa della costa e che sino ad ora hanno permesso a Gallipoli di risentire in maniera superficiale dei fenomeni connessi alla erosione costiera, oltre che permettere una corretta azione di manutenzione e pulizia della spiaggia; mai nessun incidente connesso con tale aspetto si è verificato in passato, a dimostrazione dell’efficacia dei sistemi di pulizia adottati che hanno permesso ai turisti ed agli avventori balneari di andare in spiaggia in tutta sicurezza, consci di trovare l’arenile pulito e sicuro.

Spiace evidenziare come la determinazione assunta, in virtù delle argomentazioni e delle prove fornite nel presente comunicato ed inconfutabili nel loro contenuto, rappresenti una dimostrazione di gestione della cosa pubblica lontana dal perseguimento di obiettivi di buon andamento ed efficacia, contraria allo sviluppo turistico e balneare di Gallipoli e foriera di incommensurabili danni all’ambiente e all’immagine di quella che rimane la città bella, invidiata in tutto il mondo.

Mauro Della Valle è presidente di Assobalneari Salento

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