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G20 Spiagge verso riconoscimento status “città balneare”

L'obiettivo è stato fissato alla terza edizione del summit, conclusasi oggi a Vieste

Si sono conclusi questa mattina a Vieste i lavori della terza edizione del G20 Spiagge, il summit delle principali località balneari italiane. La sfida delle 26 spiagge più visitate d’Italia era ambiziosa: identificare l’ambito giuridico all’interno del quale inserire lo status di “città balneare”. Una sfida complessa ma indispensabile per presentare al governo le istanze di un settore fondamentale per la nostra economia, capace di attrarre più di 70 milioni di turisti all’anno.

«Stiamo chiudendo una stagione che possiamo definire positiva – dichiara il sindaco di Vieste Giuseppe Nobiletti – soprattutto se pensiamo alla drammatica situazione in cui ci trovavamo ad aprile, quando tutto sembrava compromesso. Poi c’è stata la forte presa di posizione di tutti noi sindaci del G20s e l’intero comparto ha dimostrato una grande forza di reazione. Adesso però deve iniziare l’iter per il riconoscimento giuridico delle peculiarità delle realtà turistiche balneari. Durante il summit abbiamo evidenziato dei punti fermi da cui partire; il percorso poi seguirà i tempi della politica, ma noi come G20s iniziamo già da oggi a fare pressione perché sia il più veloce possibile».

Che cos’è una città balneare?

Secondo il G20 Spiagge una “città balneare” è una località che ha un numero ridotto di residenti (mediamente meno di 15.000), ma che è caratterizzata da una elevata presenza turistica (più di 1 milione di presenze annue secondo i parametri del G20s). «Il punto centrale di questo inedito status giuridico è la sperequazione tra residenti stabili e presenze turistiche», sottolinea Renata Tosi, sindaca di Riccione. «Altri elementi fondanti sono l’elevato numero di chilometri lineari di costa e il forte pendolarismo concentrato in momenti precisi. La caratteristica stagionalità infine aumenta il fattore di rischio imprenditoriale e la percezione di questi fenomeni».

Nel loro intervento il presidente di Enit Giorgio Palmucci e il direttore Giovanni Bastianelli hanno sottolineato come il comparto balneare sia un asset fondamentale per turismo italiano: «La domanda turistica in Italia nel 2019 aveva segnato un numero di notti complessive trascorse nelle strutture ricettive pari a un picco di quasi 437 milioni (+1,8%), e circa il 30% di queste notti sono rilevate negli esercizi ricettivi costieri. La tendenza per l’estate 2020 è complessivamente positiva, anche se dobbiamo aspettare i numeri ufficiali per fare un bilancio. Per un comparto così determinante è strategico un tavolo di coordinamento, quanto mai sostanziale ora per scuotere il mercato e coordinare attività sistemiche per tutto il settore».

Lo status giuridico di “città balneare” permetterà a queste realtà di investire più risorse in relazione all’effettiva presenza sul territorio, che non può essere limitata ai residenti per ovvi motivi. Comuni come San Michele al Tagliamento – Bibione o Cavallino Treporti, che non superano i 15mila abitanti, d’estate arrivano rispettivamente a 5,5 milioni e 6,2 milioni di presenze. Per questo è indispensabile rivedere la fiscalità, per usufruire di un maggior residuo fiscale e di maggiori trasferimenti. Due tra le proposte emerse ai tavoli del G20s sono quelle di intervenire sul fondo perequativo Imu e sulla possibilità di trattenere in tutto o in parte i canoni demaniali. Queste maggiori risorse aprirebbero scenari inediti e permetterebbero una gestione migliore di tutto il comparto, con ricadute positive per l’intero territorio.

Sicurezza

Roberta Nesto, sindaco di Cavallino-Treporti, durante il summit ha evidenziato come il conseguimento dello status giuridico di “città balneare” renderebbe possibile definire il numero di dotazione fissa stagionale: «A oggi le risorse dedicate si basano sul numero di residenti e sul livello di criminalità del comune (numero di denunce, eccetera). Invece, è indispensabile che tutto sia proporzionato sulle effettive presenze turistiche. Deve venire individuata la dotazione di personale di forze dell’ordine in misura parametrata e automatica».

Semplificazione amministrativa

«L’emergenza Covid-19 ha reso evidente la necessità di semplificare gli adempimenti prescritti per legge», ha inoltre evidenziato Luca Fanotto, sindaco di Lignano Sabbiadoro. «Le autorizzazioni per procedere al completamento delle migliorie di un hotel, indispensabili per essere competitivi in un mercato sempre più internazionale e aggressivo, possono superare anche i 18 mesi. Capite bene che si tratta di una tempistica inaccettabile nello scenario odierno, in cui tutto cambia alla velocità di una storia su Instagram o su Tiktok. Questo soprattutto per attività fortemente stagionali. La proposta del G20s è prevedere, sulla falsariga del Suap (Sportello unico per le attività produttive), un portale dedicato alle attività turistiche che dia risposte certe entro 90 giorni, coinvolgendo tutti i player della pubblica amministrazione».

Sostenibilità ambientale

Giancarlo Farnetani, sindaco di Castiglione della Pescaia, ha concluso infine parlando di un tema centrale per il paese e non soltanto per le località balneari: «La sostenibilità ambientale è “IL” tema dei prossimi anni. Con maggiori fondi potremmo intervenire per garantire una sostenibilità duratura a fronte dei continui fenomeni di erosione. Il climate change sta modificando gli equilibri, si vedano le forti mareggiate degli ultimi anni, e non può essere contrastato con le attuali risorse. L’arenile è il bene primario delle città balneari, un filo rosso comune che unisce tutte le realtà del nostro paese. Soltanto con interventi sistematici e di lunga durata può essere preservato. Per farlo però servono risorse, visione e nuove forme di collaborazione tra Comuni, Regioni e Stato».

Verso il riconoscimento di città balneare

Tantissimi i temi aperti sul tavolo del G20s delle spiagge italiane, dunque. E da oggi inizia il percorso per arrivare al riconoscimento dello status giuridico di “città balneare” attraverso un dialogo e un confronto aperto con la politica.

Il prossimo appuntamento del G20 Spiagge si terrà nel 2021 a Jesolo, tornando dunque in Veneto come nella prima edizione di Bibione.

Le spiagge del G20s

Il G20s è la rete nazionale delle destinazioni balneari. La rete è nata nel 2018 grazie a un’idea del Comune di San Michele al Tagliamento-Bibione (Veneto), il quale ha invitato le 20 principali destinazioni balneari al fine di porre le basi per una cooperazione utile a identificare i problemi comuni. I 20 comuni più visitati riescono ad attrarre più di 62 milioni di turisti, e considerando le ulteriori 6 spiagge aggiunte dalla seconda edizione, si arriva a quasi 70 milioni: un impatto enorme sul turismo nazionale, da nord a sud.

Le spiagge che fanno parte del G20s sono Rimini, Cavallino Treporti, San Michele al Tagliamento – Bibione, Jesolo, Caorle, Lignano Sabbiadoro, Riccione, Cervia, Cesenatico, Sorrento, Comacchio, Bellaria – Igea Marina, Vieste, Cattolica, Chioggia, Castiglione della Pescaia, Grado, Forio, San Vincenzo, Ischia, Arzachena, Orbetello, Rosolina, Grosseto, Viareggio, Taormina.

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    stefano beretta says:

    Il riconoscimento di Città balneare, con conseguente fiscalità di vantaggio , non introduce elementi di disuguaglianza tra i cittadini ? non è quindi suscettibile di rilievi costituzionali?
    GRAZIE

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