Sarà un Ferragosto con tassi di occupazione molto buoni per le località turistiche costiere, sia negli alberghi che negli stabilimenti balneari. Il trend è ancora in crescita, spinto non solo dal meteo stabile, ma anche da una propensione sempre più accentuata alle prenotazioni last minute.
Il focus su Ferragosto indica il mare all’88,1%, la montagna al 72,6%, il lago all’82,4%, le città d’arte al 56,6%, le terme al 73,6%. Guardando invece a tutto il mese di agosto, il mare è al 72%, la montagna al 63%, il lago al 79%, le città d’arte al 52%, le terme al 58%.
La montagna sta registrando numeri positivi, mentre le città d’arte soffrono l’ondata di calore che impedisce ancora il ritorno ai numeri pre-covid. I laghi e le terme si confermano su cifre molto buone, mentre il mare è in grande recupero dopo che maggio e giugno hanno frenato le presenze a causa del meteo sfavorevole. Le località balneari ora sono in grande recupero e si prospetta che il trend possa consolidarsi sempre di più anche nel mese di settembre.
A incidere sulle vacanze resta un costo della vita in crescita, con l’inflazione che sta erodendo la capacità di spesa, soprattutto del ceto medio. Si registra infatti una minore pressione della domanda rispetto al 2023: sulle famiglie pesa ancora l’inflazione che riduce la capacità di spesa e la permanenza media in vacanza, a cui potrebbe corrispondere un leggero calo dei fatturati. I dati di Ferragosto sono leggermente inferiori a quelli del 2023, anche se c’è da considerare che stanno arrivando prenotazioni dell’ultimo momento. Nel 2023, infatti, i tassi di occupazione erano del 90% per il mare, 80,2% per le terme, 89,6% per il lago, 70% per le città d’arte, 81,4% per la montagna. Quest’anno appare più marcata la propensione alla prenotazione sotto data.
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