Attualità

Falsi stabilimenti balneari, numerosi sequestri di attività illecite

Guardia di finanza e Guardia costiera hanno restituito al pubblico uso migliaia di metri quadri di spiaggia occupati da attrezzature senza alcuna autorizzazione.

Proseguono senza sosta i sequestri, da parte delle forze dell’ordine, di falsi stabilimenti balneari che esercitavano attività di noleggio attrezzature senza essere in possesso di alcuna concessione, danneggiando di conseguenza gli onesti imprenditori di spiaggia.

pouf Pomodone

Nei giorni scorsi in Lazio sono stati restituiti al libero godimento ben 900 metri quadri di spiaggia. La mattina del 25 agosto, la Guardia costiera di Gaeta ha sequestrato circa trecento attrezzature balneari e denunciato il titolare di un’attività di noleggio di attrezzature balneari che, sul litorale comunale di Serapo, avrebbe occupato abusivamente la porzione di spiaggia libera prospicente la propria attività commerciale, posizionando numerosissimi lettini e ombrelloni senza alcun permesso su circa 200 mq di arenile. Secondo quanto comunicato dalla Guardia costiera, i turisti erano ignari della possibilità di usufruire gratuitamente e liberamente di quel tratto di spiaggia. B.A., titolare dell’attività, è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Cassino per abusiva occupazione di demanio marittimo.

La mattina stessa i militari, nel proseguire l’attività di vigilanza delle spiagge di Gaeta, hanno poi denunciato il titolare di un’altra attività di noleggio di attrezzature balneari resosi responsabile dell’abusiva occupazione di demanio marittimo a seguito del preposizionamento di attrezzature balneari, ancor prima dell’arrivo dell’utenza, con conseguente occupazione illecita di un tratto di spiaggia libera del lungomare Serapo di Gaeta. In questo caso sono stati circa trenta gli ombrelloni e lettini sequestrati dalla Guardia costiera di Gaeta, utilizzate per occupare abusivamente circa 100 mq di spiaggia libera. Il noleggiatore – il cinquantenne T.R. – è stato denunciato all’autorità giudiziaria di Cassino. Nel frattempo, dell’altro personale in borghese ha restituito al pubblico godimento ulteriori 600 metri quadri di spiagge libere, trasformate di fatto, a danno degli ignari bagnanti, in stabilimento balneare. In questo caso, sono state duecento le attrezzature balneari sequestrate dai militari, che, dopo aver liberato l’ampio tratto di spiaggia occupato illecitamente, hanno proceduto a denunciare il noleggiatore – D.M. di Gaeta – alla Procura della Repubblica di Cassino.

Analoghi fatti sono avvenuti negli stessi giorni a Napoli, dove la Guardia di finanza ha sequestrato tre stabilmenti balneari completamente abusivi. I finanzieri del I Gruppo Napoli, nell’ambito dell’intensificazione dell’azione di contrasto all’economia illegale e sommersa in corso per la stagione estiva 2017, hanno individuato tre floride attività economiche riconducibili ad altrettanti soggetti che, in spregio di quanto disposto dalla normativa tributaria e dal codice della navigazione, sono stati trovati intenti a effettuare, su un’area demaniale di oltre 1500 metri quadrati, attività di noleggio di attrezzature balneari in maniera del tutto abusiva. Le Fiamme Gialle, accedendo presso quelli che apparivano veri e propri stabilimenti balneari, con tanto di tavolini, sedie e bancone per frigobar, hanno constatato l’omessa installazione del misuratore fiscale, prevista dalla legge per chi esercita un’attività commerciale al dettaglio, ma poi, approfondendo le investigazioni, hanno accertato come i tre lidi balneari stessero operando del tutto privi delle previste autorizzazioni e concessioni. Pertanto, i militari hanno provveduto a sottoporre a sequestro circa 300 lettini, più di 250 sedie, un centinaio di tavoli e più di 50 ombrelloni, nonché un prefabbricato di legno a uso deposito. L’intervento della Guardia di finanza ha permesso così di liberare un tratto di spiaggia di notevole importanza, permettendo alla cittadinanza e ai turisti di poter passeggiare liberamente sul litorale occupato in modo abusivo. I titolari dei tre lidi, tutti italiani, sono stati segnalati alla Procura della Repubblica di Napoli: dovranno rispondere all’autorità giudiziaria del reato di abusiva occupazione di spazio demaniale, previsto dal Codice della navigazione.

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