Attualità

Erosione, petrolizzazione e Sid: tutti i nodi del demanio marittimo

La Consulta delle città del mare, organizzata ieri dall'Anci, è al momento l'unico organo che sta affrontando con serie proposte i problemi degli imprenditori balneari italiani

Si è tenuta ieri mattina a Roma, nella sede dell’Anci, la riunione della Consulta della città del mare, un organo collegiale voluto da Luciano Monticelli – delegato Anci al demanio marittimo e sindaco di Pineto – per occuparsi dei numerosi problemi delle imprese balneari italiane, dalla direttiva Bolkestein all’erosione costiera.

giochi festopolis

Hanno partecipato alla riunione i rappresentanti dei sindacati Sib-Confcommercio, Cna Balneatori, Fiba-Confesercenti, Assobalneari-Confindustria e Itb Italia. Tra gli argomenti discussi, oltre alla legittimazione della proroga delle concessioni demaniali al 2020, gli interventi si sono concentrati sul Sistema informativo demanio, sulla petrolizzazione del mare e sulla grave erosione costiera che sta colpendo l’intera Europa.

In un momento di assenza di un governo con cui dialogare, con la riunione della consulta l’Anci ha dimostrato di avere a cuore le numerose questioni che affliggono gli imprenditori balneari, i quali rimangono tra gli attori principali dell’importante economia turistica italiana. L’incontro di ieri è servito ad avanzare proposte e stimoli sui numerosi problemi da risolvere, in attesa che il governo Bersani, una volta formatosi, convochi un tavolo tecnico tra tutti i rappresentanti del comparto turistico demaniale per per affrontare una delle questione più urgenti del paese.

Raccogliamo di seguito le dichiarazioni in merito ai principali interventi tenutisi alla consulta.

Questa è la sintesi dell’intervento di Cristiano Tomei, coordinatore Cna Balneatori, riguardo ai vari argomenti messi sul tavolo.

La proroga. Attualmente le regioni Liguria, Abruzzo, Puglia e Basilicata hanno diramato le indicazioni operative per procedere alla proroga fino al 31 dicembre 2020 per le attuali concessioni demaniali marittime nel rispetto di quanto stabilito dalla legge di conversione del decreto legge n. 179 ("decreto sviluppo"). È importante che l’Anci, e in particolare la Consulta delle città del mare, si pronuncino chiedendo che le restanti regioni costiere esprimano ai comuni rivieraschi le indicazioni sulle procedure, il più possibile semplificate, per la proroga delle attuali concessioni demaniali marittime.

Il Sistema informativo demanio (Sid). In ottemperanza a quanto disposto dall’Agenzia delle entrate, le pubbliche amministrazioni hanno l’obbligo entro il 31 marzo 2013 di adempiere alla trasmissione dei dati relativi alle concessioni demaniali marittime ricadenti sul proprio territorio. Tali nuove disposizioni prevedono, tra le altre, anche quella di comunicare i dati – con l’utilizzo dell’apposito modello denominato D1 – su supporto informatico contenenti i dati amministrativi completi e i rilievi tecnici in coordinate Gauss Boaga relativi all’ultima concessione demaniale marittime rilasciata. Tali modelli, secondo le suddette disposizioni, dovranno successivamente essere inviati al competente ministero ai fini dell’inserimento nel Sistema informativo demanio per l’aggiornamento del sistema gestionale comunale e per il relativo adempimento rispetto a quanto richiesto dall’Agenzia delle entrate. I concessionari demaniali hanno già fornito, a proprie spese, questi dati alle amministrazioni regionali nel 2001 in occasione del cosiddetto passaggio di competenze amministrative da parte dei compartimenti marittimi delle Guardia costiera. Successivamente, e precisamente entro il 31 gennaio 2004, tali dati dovevano essere trasmessi dalle regioni ai comuni costieri in occasione dell’ulteriore conferimento di funzioni sul demanio marittimo a questi ultimi. Riteniamo che tale attuale competenza non inerisca ai concessionari demaniali, in quanto da essi già a suo tempo assolta (salvo in caso di innovazioni in seguito intervenute). I dati in questione, in ogni caso, sono reperibili presso i servizi preposti delle amministrazioni regionali.

Il futuro delle concessioni demaniali marittime. È altresì necessaria la riapertura del confronto con la commissione europea al mercato interno e la rappresentanza parlamentare italiana in Unione europea per una corretta interpretazione e applicazione della vigente direttiva servizi, in modo da favorire la tutela delle specificità nazionali e un riassetto organico della normativa, per garantire maggiore coerenza e certezza giuridica in un quadro organico e uniforme tra le nazioni facenti parte dell’Unione europea. Riteniamo sia importante mettere in campo questo lavoro da subito per confrontarsi con quanti sono deputati a rappresentarci in Italia e soprattutto in Europa. Il 2020 è un risultato minimo, e alla politica chiediamo adesso chiarezza sui nodi principali che ci stanno a cuore. Vogliamo che la discussione non riparta da zero, ma dai punti che sono al centro della mobilitazione delle imprese turistiche italiane e indicati nel documento politico programmatico delle maggiori sigle sindacali del settore (Sib-Confcommercio, Fiba-Confesercenti, Cna Balneatori e Assobalneari-Confindustria). In Europa occorre iniziare a rivedere con l’Unione europea il capitolo delle attività da sottrarre alla direttiva e tra queste, prioritariamente, quella delle concessioni demaniali marittime italiane.

Ottavio Di Stanislao, presidente di Assobalneari Abruzzo, ha aggiunto quanto segue:

In rappresentanza di Assobalneari Italia-Federturismo-Confindustria ho preliminarmente messo in risalto il disagio per le imprese italiane in generale, e di quelle del settore balneare in particolare, di fronte a un clima culturalmente non favorevole al mondo produttivo, a una burocrazia asfissiante, a una stretta creditizia che si accompagna al crollo della domanda sui mercati. Nello specifico ho evidenziato come la norma di legge che proroga di diritto le concessioni al 2020 è norma precettiva di immediata applicazione, operando una proroga delle concessioni "ipso iure". Un’attività di "supplenza" della pubblica amministrazione può essere utile nella misura in cui certifica detta proroga nei confronti dei terzi, tutti coloro che sono estranei al rapporto concessorio (ad esempio le banche). A tal fine, un semplice timbro recante la disposizione di legge con la data di differimento sarebbe più che sufficiente. Personalmente ritengo anche che la circolare emanata dalla Regione Abruzzo sia tutto sommato utile e positiva, anche in considerazione degli inutili allarmismi sorti in Abruzzo a seguito di iniziative "avventurose" e non ben calibrate da parte di alcuni settori del mondo sindacale. Infine, riguardo al Sid, tutti gli adempimenti in questa materia competono alla pubblica amministrazione, perciò qualsiasi richiesta avanzata nei confronti dei concessionari è arbitraria e illegittima.

Luciano Monticelli, delegato nazionale Anci al demanio marittimo, si è concentrato soprattutto sulle dannose attività estrattive di idrocarburi in mare, proponendo l’istituzione di un tavolo nazionale sulla petrolizzazione che raccolga, oltre ai sindaci delle città costiere, i rappresentanti dei ministeri dello sviluppo e dell’ambiente, le associazioni ambientaliste e quelle balneari al fine di elaborare proposte efficaci per contrastare i progetti di ricerca degli idrocarburi gassosi che si tengono al largo delle coste italiane. Il notevole incremento dell’estrazione di petrolio dal mare (secondo l’ultimo studio di Legambiente, alle nove piattaforme già attive se ne sommeranno presto altre settanta) e il recente condono delle trivelle in mare (previsto dall’articolo 35 del decreto sviluppo) aprono a uno scenario disastroso per la salute del mare e dei suoi abitanti, compresi i turisti, senza che gli enti locali abbiano il potere di contrastare il fenomeno.

Sull’erosione si è concentrato soprattutto Angelo Zerilli, capitano di vascello, che ha sottolineato l’importanta della gestione mista pubblico-privato per i ripascimenti e la manutenzione della costa al fine di accelerare i tempi, abbattere i costi e ottenere risultati più efficaci.

Questo, infine, è il comunicato dell’Associazione concessionari ormeggi Liguria, rappresentata alla consulta dal presidente Angelo Siclari e dal consigliere Massimo Mascherpa.

Siamo molto soddisfatti e onorati che oggi Aco Liguria, grazie al gran lavoro fin qui svolto, faccia parte di tavoli tecnici istituzionali e sindacali in materia di demanio marittimo. Fin dalla costituzione di questa realtà ci siamo prefissati come obiettivo primario la salvaguardia del posto di lavoro dei nostri associati, che per colpa della direttiva europea Bolkestein corrono il serio rischio di veder vanificati anni di lavoro e investimenti. Tale direttiva, è bene ricordarlo, non interessa solamente il comparto balneare ma tutte le concessioni turistiche ricreative, e quindi anche gli specchi acquei ove insistono ormeggi come nei porti di Sestri Levante, Rapallo, San Michele di Pagana o Camogli, tanto per fare degli esempi. Non mi stancherò mai di dire che è un momento storico molto difficile e preoccupante, per cui occorre che anche il settore privato faccia la sua parte attivamente, affrontando i temi attraverso una giusta sinergia con il pubblico che deve, a sua volta, necessariamente tenerne conto, perché gli sforzi se saranno uniti potranno servire a raggiungere gli obiettivi perseguiti; viceversa diventerà sempre tutto più complicato. Per quanto riguarda gli aspetti generali sul demanio marittimo, sono d’accordo con lo stesso Monticelli circa la necessità di una riscrittura sistematica della materia.

Al termine dell’incontro è stato elaborato un documento di sintesi della consulta:

1. Proroga delle concessioni al 2020. La Consulta indirizzerà alle Regioni costiere che ancora non vi hanno provveduto la richiesta di trasmettere ai rispettivi Comuni rivieraschi le indicazioni circa la procedura da seguire per estendere al 31 dicembre 2020 la durata degli attuali titoli concessori, così come stabilito dal decreto sviluppo, in modo da rendere tale iter omogeneo e contestuale sull’intero territorio nazionale.

2. Sistema informativo demanio. Sarà inoltrata la richiesta di prorogare la scadenza 31 marzo 2013 inerente gli adempimenti Sid, in modo da poter istituire il tavolo tecnico necessario per esaminare e chiarire le procedure tecnico-operative di competenza dei Comuni.

3. Erosione costiera e onerosità dei canoni pertinenziali. La Consulta ha deciso di istituire tavoli tecnici per approfondire gli argomenti e prospettare procedure di risoluzione.

4. Rapporti politico-istituzionali in tema di demanio marittimo. È prevista la convocazione di uno o più incontri con gli esponenti delle forze politiche parlamentari che si occupano della problematica delle concessioni demaniali marittime, al fine di rivedere in Italia e in Europa l’applicazione della Direttiva Servizi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Mondo Balneare

Dal 2010, il portale degli stabilimenti balneari italiani: notizie quotidiane, servizi gratuiti, eventi di settore e molto altro.
Seguilo sui social:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.