Ambiente

Erosione costiera, è allarme nazionale. In arrivo grandi interventi

Il Tavolo nazionale per l'erosione costiera lancia le linee guida per le attività di contrasto, che riguarderanno tutta la penisola.

L’erosione costiera si fa sempre più grave in tutto il litorale italiano e le istituzioni si stanno attivando per garantire il futuro delle spiagge. L’allarme riguarda soprattutto le imprese balneari, la cui esistenza è fortemente minacciata da un fenomeno che va a colpire prima di tutto gli stabilimenti, in prima linea a subire gli effetti di un fenomeno che ha cause principalmente antropiche, e che anche nei giorni scorsi si è fatto sentire con le mareggiate che hanno provocato ingenti danni ai lidi del versante tirrenico, dalla Toscana alla Campania.

Lo scorso 8 novembre, in occasione della fiera Ecomondo di Rimini, il Tavolo nazionale sull’erosione costiera si è riunito per presentare le linee guida delle attività di contrasto al fenomeno, affidando alla Regione Emilia-Romagna il coordinamento per la stesura definitiva di un documento che ha un obiettivo ambizioso: «Fare fronte comune per difendere la costa come risorsa preziosa dal punto di vista ambientale, ma anche turistico ed economico, condividendo su scala nazionale ed europea conoscenze, informazioni cartografiche, metodi e strumenti di contrasto all’erosione e al cambiamento climatico». E ancora, «focalizzare come e dove reperire le risorse sabbiose disponibili per i ripascimenti e analizzare le tipologie di intervento più efficaci».

Alla definizione delle linee guida si sono impegnati il Ministero dell’ambiente, tutte le quindici Regioni costiere italiane, l’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) e la comunità scientifica specializzata. E ora l’Emila-Romagna, già artefice di un maxi ripascimento da 20 milioni di euro che lo scorso anno ha portato oltre un milione di metri cubi di sabbia sottomarina, in appena 82 giorni, lungo tutta la costa da Ferrara a Rimini, dichiara con l’assessore Paola Gazzolo, di voler «lavorare sempre più attraverso piani strategici pluriennali, che si basino sulla prevenzione dei rischi, la preparazione e l’intervento in emergenza. Fare squadra tra Regioni, nel Paese e nel contesto internazionale, per l’attuazione dei grandi interventi strategici e la ricerca di nuove risorse: è necessario ridurre i costi e reperire fonti costanti di finanziamento, a livello nazionale ed europeo. Infine, lavorare per un quadro normativo di riferimento che includa chiaramente l’erosione costiera nel quadro delle norme sul dissesto: a oggi è considerato principalmente solo il rischio di ingressione marina collegato a quello da alluvione».

Intanto il problema è stato portato anche all’attenzione di Palazzo Madama, con la senatrice Fabiola Anitori (Area poplare Ncd-Udc) che la scorsa settimana ha evidenziato le preoccupazioni dei balneari in un’interrogazione al Ministero dell’ambiente che criticava il progetto per la realizzazione di pannelli frangiflutti sul litorale di Ostia. «Anche il Segretariato Generale della Presidenza della Repubblica, prima di me, ha espresso parere negativo sull’intervento – ha detto la senatrice – che non risolve affatto il problema serissimo dell’erosione costiera a Ostia. Semplicemente lo sposta più a Sud, compromettendo sul piano paesaggistico e ambientale le nostre spiagge». Già lo scorso 20 febbraio, il deputato del Partito democratico Tiziano Arlotti aveva presentato un’interrogazione in materia di erosione, firmata da altri trenta parlamentari, in cui proponeva di istituire un fondo nazionale per contrastare e prevenire il fenomeno erosivo sulla costa italiana. L’interrogazione è disponibile cliccando qui.

Il problema, infatti, affligge la nostra penisola a livello nazionale ed esige una risposta di ampio respiro, che non sia un semplice tampone bensì un vero e proprio intervento strutturale. Andando magari a eliminare le attività che contribuiscono all’abbassamento del suolo costiero, come la cementificazione sui litorali e le attività di estrazione di idrocarburi sottocosta.

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Alex Giuzio

Dal 2008 è giornalista specializzato in economia turistica e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge. Ha pubblicato "La linea fragile", un saggio sui problemi ecologici delle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022), e ha curato il volume "Critica del turismo" (Grifo Edizioni 2023).
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