Toscana

Dune artificiali senza autorizzazione, denunciati 4 balneari

La Guardia costiera ha contestato la realizzazione delle barriere necessarie per proteggere le strutture dalle mareggiate invernali

Quattro titolari di stabilimenti balneari sull’Isola d’Elba sono stati denunciati dalla Guardia costiera di Portoferraio con l’accusa di avere eretto delle dune di sabbia senza autorizzazione. Ai quattro concessionari sono state anche comminate delle sanzioni amministrative, per una cifra complessiva di circa dodicimila euro.

Il presunto reato è stato contestato dai nuclei operativi per la protezione ambientale marittima dell’Isola d’Elba, coordinati dalla Capitaneria di porto di Portoferraio, i quali hanno accertato la presenza di estesi cumuli di sabbia per oltre 3000 metri cubi lungo i litorali di Marina di Campo, Seccheto e Capoliveri. In base all’accusa della Guardia costiera, le dune sarebbero state realizzate artificialmente senza alcun permesso e in spregio alle normative paesaggistiche, ambientali e del Codice della navigazione. Ora sarà un giudice a stabilire se i concessionari hanno effettivamente stabilito un reato amministrativo e ambientale, oppure se si è trattata di un’azione legittima.

La realizzazione delle dune artificiali di sabbia durante l’inverno è un tema molto controverso. Per gli imprenditori balneari, si tratta di una barriera indispensabile per proteggere le loro strutture dalle violente mareggiate che si abbattono sulla costa nei mesi freddi; tuttavia lo spostamento di questi ingenti cumuli di sabbia contribuirebbe a compromettere l’ambiente costiero e a favorire l’erosione (per approfondire, si rimanda alla lettura dell’articolo del geologo Enzo Pranzini “Dune invernali in spiaggia: vantaggi, svantaggi e incertezze“). Tali opere sono comunque sempre state regolarmente realizzate in moltissimi litorali italiani, con tutti i permessi rilasciati dalle amministrazioni locali. Farebbe eccezione il caso dei quattro concessionari elbani, ai quali la Guardia costiera contesta la mancanza di autorizzazioni e pertanto un presunto abuso e illecito uso del demanio marittimo.

L’argomento è particolarmente delicato nelle spiagge più delicate dal punto di vista ambientale, come quelle dell’Isola d’Elba. Infatti, come evidenziano le “Linee guida per la difesa della costa dai fenomeni di erosione e dagli effetti dei cambiamenti climatici”, elaborate nel 2018 dal Tavolo nazionale sull’erosione costiera tra Ministero dell’ambiente e Regioni col coordinamento tecnico dell’Ispra, le dune artificiali rappresenterebbero una «modalità non corretta che crea effetti negativi sulla dinamica litoranea, andando ad aumentare la pendenza della spiaggia e diminuendo al contempo la resistenza della stessa dalle mareggiate». Inoltre, prosegue il documento, «la movimentazione della sabbia dalla battigia verso l’interno è in generale sconsigliata perché comporta la modifica del profilo trasversale di spiaggia con aumento di pendenza, riduzione dell’ampiezza e quindi maggiore esposizione alle mareggiate. A seguito della movimentazione, il mare riforma il profilo naturale della battigia a scapito del fondale antistante che si approfondisce. L’effetto prodotto è una minore capacità di smorzamento dell’energia del moto ondoso in caso di mareggiata, anche ordinaria». Per questo, negli ultimi anni si è innescato un dibattito circa l’opportunità di proseguire con la costruzione di queste barriere temporanee di sabbia.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Mondo Balneare

Dal 2010, il portale degli stabilimenti balneari italiani: notizie quotidiane, servizi gratuiti, eventi di settore e molto altro.
Seguilo sui social:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.