La direttiva Bolkestein è incompatibile con le aree costiere protette. È la tesi di una petizione presentata da una cittadina italiana, e accolta dalla Commissione petizioni del parlamento europeo, che solleva un tema di estrema attualità e impatto nazionale.
La petizione n. 0191/2025 è stata presentata da Coralba Bonazza, cittadina italiana residente a Comacchio (Ferrara), e riguarda la presunta incompatibilità tra l’applicazione della direttiva Bolkestein e la tutela ambientale delle aree costiere ricadenti nei siti Natura 2000, reti europee destinate alla conservazione della biodiversità. La questione tocca decine di migliaia di concessioni demaniali, spesso collocate in habitat marini protetti, e apre un fronte inedito di riflessione tra tutela ambientale, economia locale e sovranità territoriale.
Nei giorni scorsi la Commissione europea ha ufficialmente aperto un’indagine preliminare sulla questione e la petizione è stata trasmessa anche alla Commissione ambiente e alla Commissione per il mercato interno del parlamento europeo.
“È la prima volta che si riconosce a livello europeo la necessità di approfondire gli effetti ambientali della Bolkestein su territori così fragili e preziosi,” commenta Coralba Bonazza, che da anni si batte per la tutela delle coste italiane. L’attivista ha anche presentato una proposta di deroga alla direttiva Bolkestein per le concessioni balneari situate nelle aree Natura 2000.
Per approfondire
- Il testo della petizione >
- La risposta di accoglimento della Commissione petizioni >
- La proposta di deroga alla Bolkestein per le spiagge Natura 2000 >
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