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Dibattito tra Borgo e Giordano su Isoradio: la trascrizione

Oggi il canale 103.3 ha messo a confronto le posizioni dei presidenti di Sib e di Adiconsum. Quest'ultimo si è più volte schierato a favore delle evidenze pubbliche degli stabilimenti balneari.

di Alex Giuzio

Oggi si è tenuto su Isoradio un dibattito di venti minuti tra Pietro Giordano (Adiconsum) e Riccardo Borgo (presidente Sindacato Italiano Balneari-Confcommercio, nella foto). Il tema era, ovviamente, la liberalizzazione delle spiagge italiane.

Giordano, che ha parlato per primo, ha riepilogato correttamente la storia del contenzioso tra Italia e Unione Europea in merito alle concessioni demaniali, poi ha attaccato: «Noi come Adiconsum non vogliamo distruggere il patrimonio turistico-imprenditoriale, però questa storia che le liberalizzazioni devono essere sempre fatte per gli altri e mai per se stessi sta portando a un nulla di fatto: nessuna categoria viene liberalizzata. Noi siamo invece convinti che una sana concorrenza tra le imprese crei qualità, maggiori servizi e risparmi per i consumatori. Poi è importante non generalizzare: ci sono zone, come la riviera romagnola, in cui gli imprenditori balneari sono molto attenti e ospitali nei confronti dei consumatori, e ci sono altre zone, come Ostia, in cui la ‘muraglia’ di stabilimenti balneari impedisce l’accesso alla battigia, che è uno dei diritti dei consumatori».

La conduttrice ha notato che le evidenze pubbliche porterebbero alla fine del tradizionale turismo balneare italiano, favorendo il capitale straniero, e ha poi passato la parola a Borgo che si è difeso così: «Apprezzo che Giordano riconosca le peculiarità del nostro turismo, e ricordo che è stato grazie al rinnovo automatico delle concessioni (il cosiddetto 6+6), in vigore fino a qualche mese fa, che le imprese balneari hanno avuto le certezze necessarie per sviluppare il migliore modello turistico del mondo. Ma Giordano sbaglia quando parla di liberalizzare: questo termine significa ampliare il mercato e l’offerta, e questo è possibile: pur rispettando l’esigenza di mantenere delle spiagge libere, ci sono molti tratti che potrebbero essere messi in concessione. Noi invece stiamo vivendo un problema perché ci stanno dicendo che trentamila imprese balneari devono andare a casa, e con noi tutti i nostri dipendenti. Mi sembra che la questione sia molto diversa; vogliono toglierci il bene sul quale operiamo. Il problema è sociale, e il governo lo ha capito: occorre trovare una soluzione equilibrata, e crediamo che sia possibile salvare le imprese. Una nota anche su Ostia: il problema c’è, ma per risolvero basta convocare un tavolo con gli operatori di questa località. Ostia non può diventare la baia nera paragonata a tutte le altre piccole imprese che fanno bene il loro lavoro».

La conduttrice ha osservato che rimane il fatto che molte spiagge rimangono dei ‘fortini’ che, in barba alla legge, occupano la spiaggia come se fossero i padroni, ma Borgo ha detto che il Sib non approva questo modo di lavorare, facendo notare il grande lavoro operato dai balneari per garantire la pulizia della spiaggia e la sicurezza in mare. «Non si capisce per quale ragione, ma è stato bloccato un intero sistema che funziona bene e che porta un notevole contributo all’economia di questo paese», ha aggiunto Borgo.

Di nuovo è toccato a Giordano, al quale la conduttrice ha chiesto cosa ne pensa il ministro del turismo Gnudi: «Siamo sotto infrazione e spero che la questione si risolva, dato che le multe dell’Ue vengono pagate dai cittadini. Qui nessuno vuole criminalizzare la categoria balneare, e neppure voglio parlare solo degli abusi di Ostia, perché di esempi simili ce ne sono anche in Liguria. Comunque, i balneari possono salvarsi se rinunciano ai loro privilegi (come il canone basso) e cominciano a ragionare come fanno gli imprenditori della riviera romagnola, che non fanno pagare l’accesso alla spiaggia e garantiscono servizi a tariffe oneste. Noi siamo fieri dell’imprenditoria che abbiamo, ma è troppo polverizzata, non fa massa critica. Se invece faranno massa critica, eviteranno la concorrenza straniera (al contrario dei supermercati, che da quando sono stati liberalizzati sono dominati da catene straniere). Ma ricordiamo che la concorrenza esiste, e se vogliamo restare in Unione Europea dobbiamo accettarla».

A questo punto la conduttrice ha letto gli sms dal pubblico. Giusta osservazione nel primo: "Con le aste, gli stabilimenti balneari diventeranno preda della mafia, che ricicla tutto". Il secondo: "In Liguria non esistono spiagge libere". Il terzo: "A Sanremo mi hanno impedito di passeggiare sulla battigia". Il quarto: "In tutti i settori ci sono gare e investimenti e si parla di liberalizzazioni. Perché in questo settore non si deve liberalizzare?".

Questa la replica conclusiva di Borgo: «A Giordano rispondo che da pochi giorni siamo fuori dalla procedura di infrazione, e che il governo si è impegnato a normare sulla questione. Noi abbiamo già consegnato loro la nostra proposta di soluzione. Sui canoni, ricordo che nel 2008 abbiamo sottoscritto un accordo con governo e regioni per definire un aumento del 95% dei canoni demaniali; inoltre sottolineo che ci sono operatori con canoni da 200 mila euro: non riescono a pagarli e rischiano di perdere la loro attività. Occorre, ribadisco, un tavolo per stendere delle norme equilibrate: ad esempio, il canone non va né a Comuni né a Regioni, ma allo Stato, perciò i Comuni faticano a garantire servizi in spiaggia senza ricevere fondi. In risposta agli sms dalla Liguria: io sono ligure e non riconosco la Liguria di cui parlano questi messaggi. Gli stabilimenti hanno l’obbligo di garantire l’accesso alla spiaggia e il transito sulla battigia, e se qualche scriteriato non rispetta questi obblighi, avviso i cittadini di rivolgersi non solo alle forze dell’ordine, ma anche ai sindacati, che prenderanno provvedimenti. Concordo, invece, su quanto detto da Giordano sul capitale straniero e dall’sms sul riciclo mafioso: lo stabilimento balneare è la migliore lavatrice per riciclare quattrini».

Per ascoltare l’audio dell’intervista, clicca qui.

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