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Di Pietro: ‘Abbiamo chiesto la deroga all’Ue’

Dichiarazione inaspettata dal leader dell'Idv, che oggi ha incontrato i balneari a Termoli

di Alex Giuzio

L’Italia dei Valori è al fianco dei balneari, e a dirlo è il suo leader Antonio di Pietro, che oggi a Termoli ha incontrato gli operatori di spiaggia per discutere della direttiva europea Bolkestein contro la quale i balneari stanno protestando: a rischio ci sono le loro imprese che vogliono essere mandate all’evidenza pubblica nel 2015.

All’incontro erano presenti il parlamentare dell’Idv David Favia e i rappresentanti di Sib Molise Massimo Ballante, di Fiba Molise Pietro D’Andrea, della Federazioni Balneari Abruzzo e Molise Morgan Di Concetto e dell’associazione Non solo Mare Luigi Napolitano.

Così si è rivolto Ballante a Di Pietro: «Siamo preoccupati per il nostro comparto e soprattutto per le nostre famiglie che temono di essere sbattute fuori dalle aziende. Bisogna arrivare a un risultato celere, e per questo le chiediamo di passare dalle parole ai fatti». Stesse dure parole da D’Andrea: «Vorrei una posizione ferrea da lei. Noi vogliamo la deroga. Come mai la Merkel è riuscita ad averla per i mercatini tedeschi, e noi che lottiamo da anni non siamo riusciti ad avere risposte?». I rappresentanti sindacali hanno anche lanciato le loro proposte per evitare le evidenze pubbliche, tra cui la sdemanializzazione.

David Favia che ha ribadito che, per risolvere la faccenda, è necessario «lavorare ed essere presenti in maniera massiccia», mentre Di Pietro ha affermato che «per fare qualcosa in pratica ci vuole la maggioranza. Non dovete convincere noi, che siamo già al vostro fianco, ma tutti gli altri. Noi condividiamo l’obiettivo della deroga, e se necessario ci confronteremo ancora con l’Europa su questo, portando a Bruxelles le vostre ragioni. Ma vi ricordo che lo abbiamo già fatto: in Europa il gruppo dell’Italia dei Valori, con Uggias come primo firmatario, ha proposto una deroga alla Bolkestein. E questo non perché vogliamo un atto di favore, ma perché serve un atto di giustizia. L’Italia è l’unico paese che ha ottomila chilometri di coste ed è l’unico paese che ha in tutti e ottomila i chilometri di costa l’opportunità di realizzare un turismo di qualità per tutta l’Europa, non solo per l’Italia. C’è tutta un’economia italiana, europea e mediterranea che si sviluppa intorno a questi ottomila chilometri di costa, per cui continuare a promuovere una normativa europea prettamente ragionieristica, come fa la Banca centrale europea che dice che bisogna far quadrare i conti e prende soldi da dove le pare e piace, compromette questo sistema. Con questo principio della libera concorrenza non ci si rende conto che ogni attività ha una sua peculiarità e che non ci sono attività che si possono fare di tre mesi in tre mesi, perché gli investimenti devono avere una prospettiva, devono avere un ritorno e devono avere un’attività imprenditoriale dietro».

Da Di Pietro, insomma, oltre alle belle parole è arrivata la dichiarazione di un atto concreto già compiuto. Ma visto che questa deroga non è stata ottenuta, sembra che all’Unione europea servano dimostrazioni più forti di quanto questo atto sia necessario per l’economia turistica italiana.

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