Attualità

Di Finizio, vietato l’accesso a Roma. ‘Come potrò parlare col governo?’

L'imprenditore balneare arrampicatosi in cima a San Pietro non potrà più mettere piede nella capitale per tre anni

di Alex Giuzio

ROMA (ore 14.30) – Marcello Di Finizio ha pagato la sua pericolosa protesta con l’esilio forzato da Roma. L’imprenditore balneare triestino ha infatti ricevuto dalla questura di Roma il divieto di recarsi dentro i confini della capitale per tre anni a partire da domani. Colpa dei suoi ripetuti gesti che, oltre a mettere a repentaglio la sua stessa vita, sono stati accusati di procurato allarme: Di Finizio si era già arrampicato sul lucernaio della cupola di San Pietro lo scorso 30 luglio (vedi notizia), dove era rimasto per quattro ore e senza alcuno striscione, ottenendo però un colloquio col ministro al turismo Piero Gnudi.

Martedì, invece, l’atto di protesta è stato ancora più pericoloso e prolungato: Di Finizio è salito sullo stesso lucernaio alle cinque del pomeriggio, ed è sceso alle ore 21 del giorno dopo. Riuscendo persino ad appendere un enorme striscione contro il governo Monti e la direttiva Bolkestein. I ministri Gnudi e Moavero Milanesi gli hanno accordato un incontro insieme ai presidenti dei sindacati Sib, Fiba, Cna Balneatori e Assobalneari e a una delegazione scelta dallo stesso Di Finizio (nella foto, l’imprenditore appena sceso e scortato dalla polizia. Fonte EPA/Massimo Percossi).

Il foglio di via da Roma, però, rischia di mettere in difficoltà l’imprenditore triestino, che ci racconta: «Come farò a parlare con il ministro, se mi è stato imposto questo divieto? Spero che si tratti della svista di un questore poco attento. Farò presente il problema alla segreteria del ministro Moavero Milanesi».

L’avviso ha colto di sorpresa Di Finizio, che si aspettava un divieto di accesso alla Città del Vaticano ma non dall’intera Roma: «L’utilizzo di questi mezzi dimostra il fallimento del governo Monti, costretto a raggiungere tali livelli di bassezza morale, etica e politica per impedirmi di manifestare i miei diritti», accusa l’imprenditore balneare. «Che nessuno pensi, però, alla possibilità di bloccare tali proteste tramite stratagemmi così subdoli. Credo di avere acceso la fiamma nella protesta dei balneari, che non ha mai avuto una tale visibilità mediatica: ora tutta la categoria deve continuare a tenere acceso il fuoco tramite nuove manifestazioni, a partire dal 9 ottobre a Senigallia». Per il prossimo martedì, infatti, i sindacati hanno organizzato una protesta per gli stessi motivi di Di Finizio: segnalare al governo le difficoltà dei balneari, colpiti da una direttiva europea che, aprendo alle evidenze pubbliche delle loro concessioni, farà perdere loro le imprese su cui hanno investito notevoli somme per decenni.

Questa sera Marcello Di Finizio sarà ospite in diretta alla trasmissione "Piazza Pulita", in onda alle ore 21 su La7, per parlare dei problemi della categoria che lo hanno portato a un tale livello di esasperazione. Poi, entro domani mattina, sarà costretto ad abbandonare la municipalità di Roma: la questura di Roma gli ha dato 48 ore di tempo a partire da ieri mattina per rientrare nel suo comune di residenza, Trieste.

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Alex Giuzio

Caporedattore di Mondo Balneare, dal 2008 è giornalista specializzato in turismo, demanio marittimo, economia costiera e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge. Ha pubblicato "La linea fragile", un'inchiesta ecologista sulle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022).
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