Attualità

Di Finizio ancora in cima a San Pietro con uno striscione

L'imprenditore balneare si trova a 380 metri di altezza dalle cinque del pomeriggio per protestare contro la direttiva europea Bolkestein

di Alex Giuzio

ROMA (ore 21.00) – L’imprenditore balneare Marcello Di Finizio è salito di nuovo in cima alla cupola di San Pietro per protestare contro le evidenze pubbliche delle spiagge. Con lui un enorme striscione contro il governo Monti e l’Unione europea: "Basta, ci state ammazzando tutti. No aste, no Bolkestein" (nella foto). L’uomo si trova ancora in cima alla cupola, dove è salito intorno alle cinque del pomeriggio.

Di Finizio, triestino di 47 anni, era già salito in cima alla cupola di San Pietro lo scorso 30 luglio, dove era rimasto per 4 ore per ottenere un colloquio con il ministro del turismo Piero Gnudi. Ora invece la partita è più alta: Di Finizio ha dichiarato alle autorità che scenderà da quell’altezza di 135 metri solo se il presidente del consiglio Mario Monti e i ministri Piero Gnudi ed Enzo Moavero Milanesi si riuniranno in una stanza insieme ai rappresentanti sindacali e tecnici dei balneari.

L’uomo non è nuovo a queste proteste che mettono a serio repentaglio la sua incolumità: lo scorso inverno era già salito in cima a una gru di Trieste alta 80 metri, dove era rimasto per tre giorni, e ha inoltre alle spalle tre scioperi della fame (di cui uno di 54 giorni) e un’altra arrampicata in cima alla cupola di San Pietro.

L’ultima volta, nello scavalcare il parapetto di protezione, Di Finizio aveva perso lo zaino con il suo striscione, mentre questa volta è riuscito ad attuare in pieno la sua pericolosa impresa. Il motivo della protesta è la direttiva europea Bolkestein, che permetterà al governo italiano di mettere all’asta le trentamila imprese situate su concessione marittimo-demaniale, tra cui quella di Di Finizio, titolare de "La Voce della Luna" di Trieste. Gli imprenditori balneari stanno protestando da anni perché pare che il governo non intenda liberalizzare gli stabilimenti balneari – aprendo cioè a nuove concessioni – bensì toglierle agli attuali titolari, le cui famiglie ci hanno investito per oltre un secolo, e metterle a delle evidenze pubbliche in cui potrebbero dominare i grandi gruppi multinazionali, con un potere d’acquisto maggiore rispetto ai piccoli imprenditori.

Le trattative tra Di Finizio e le forze dell’ordine vaticane stanno andando avanti da diverse ore, ma l’imprenditore sembra essere intenzionato a non scendere finché non otterrà ciò che ha chiesto.

Di seguito, alcuni articoli che parlano della storia di Marcello Di Finizio e delle sue precedenti proteste.

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