Coronavirus, l’idea per i balneari: servizio in spiaggia per evitare assembramenti

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Il settore balneare sta cercando di capire che direzione prendere per la nuova stagione che solitamente parte in primavera ma che, a causa dell’epidemia di coronavirus, quest’anno tarderà il suo inizio.

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Le notizie a riguardo sono ancora piuttosto confuse e incerte: di sicuro si sa che in alcune regioni i lavori di manutenzione degli stabilimenti balneari sono stati avviati, ma il desiderio di avere la possibilità di ripartire è vivo nelle spiagge di tutta Italia.

Idee per salvare la stagione balneare

In questi giorni si è parlato molto del binomio “spiaggia e coronavirus” attraverso soluzioni che permettessero di avviare la stagione in sicurezza. L’Organizzazione mondiale della sanità, nelle “Linee guida operative per la gestione del coronavirus nel settore ricreativo”, tra le numerose attenzioni da prendere indica, per il servizio al tavolo, di avere al massimo 4 persone in 10 metri quadrati. Il settore balneare sta facendo sue queste indicazioni, in assenza di altre più specifiche per questa tipologia di strutture. Quindi anche per il posizionamento di ombrelloni e sdraio potrebbero valere le stesse regole, tanto più che, in questo caso, ci si troverebbe in uno spazio aperto.

Adattare l’offerta e innovare la spiaggia contro il coronavirus

Come ha dichiarato in una recente intervista il sindaco di Rimini Andrea Gnassi (che è anche responsabile nazionale turismo dell’Anci), in questa emergenza cambia la domanda e quindi dovrà cambiare anche l’offerta. L’amministrazione della nota località balneare romagnola sta lavorando insieme alla Regione Emilia-Romagna per dare delle risposte concrete, che prevedono comunque innovazioni di prodotto. Si parla quindi di trasformare le strutture ricettive, dotandole di spazi adattati alla situazione attuale e alzando al massimo i livelli di igiene e qualità. Oltre a questo si punterà sulla rimodulazione dei servizi turistici, con servizi distanziati e food delivery in spiaggia per limitare le possibilità di contagio.

«Attualmente teniamo le spiagge aperte fino alle 18 – ha detto Gnassi – e possiamo immaginare di aprirle fino a mezzanotte, organizzando la consegna del cibo in spiaggia. Siamo sempre quelli che hanno inventato i bike hotel e i family hotel». Insomma, per cercare di superare i periodi più difficili bisogna sempre cercare di rinnovarsi e ampliare le proprie vedute, fuori dai soliti schemi sempre seguiti.

Ordini via app dall’ombrellone per evitare assembramenti al bar

Già negli scorsi anni era stata introdotta in diversi stabilimenti balneari una possibilità molto apprezzata dai clienti, ovvero la possibilità di ordinare cibo e bevande direttamente dall’ombrellone tramite app, come per esempio SmartTouch Menu. Si trattava di un servizio in più, che veniva dato agli utenti per evitare di fare la fila al bar.

Ora con le nuove restrizioni, nel momento in cui sarà possibile riaprire, l’ordinazione a distanza via smartphone verrà percepita come uno strumento indispensabile per mantenere attiva la ristorazione in spiaggia. Con queste app si potrà infatti mantenere il distanziamento fisico richiesto, evitare code e assembramenti al chiosco dello stabilimento balneare e allo stesso tempo non rinunciare a gustarsi un pranzo, un aperitivo o un gelato vista mare. E se fosse possibile attivare anche i tavoli per pranzo o cena per quegli stabilimenti che ne dispongono, ci si potrebbe avvalere sempre delle stesse app: il cliente potrebbe così effettuare l’ordine a distanza con lo smartphone e ridurre ulteriormente i contatti e la vicinanza con il cameriere. A vantaggio di entrambi.

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  1. Avatar

    Penserei ad una modulazione delle tariffe dei servizi di spiaggia con tariffe anche orarie sia giornaliere che di periodo. Io per esempio vado al mare solo la mattina e il mio ombrellone rimane inutilizzato per il resto della giornata. Vedrei volentieri una tariffa tot ore (sempre quelle) per tot giorni. Meno ombrelloni quest’anno ma più giro di bagnanti.

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