Emilia-Romagna

Coronavirus, i balneari di Cervia chiudono le spiagge per evitare assembramenti

La decisione volontaria presa in seguito al decreto di stanotte che chiede a tutti gli italiani di restare in casa: "Ieri troppa gente all'aria aperta"

La Cooperativa bagnini di Cervia chiude le spiagge e chiede ufficialmente a tutti i 200 imprenditori balneari associati di sospendere ogni attività di bar e di ristorazione fino a giovedì 2 aprile «per attenersi con scrupolo, rigore e senso civico alle disposizioni fornite dalle istituzioni che in questi giorni d’emergenza vedono il coronavirus avanzare nella sua diffusione». La decisione è stata presa dal consiglio di amministrazione straordinario di ieri sera, subito dopo le ultime affermazioni del presidente del consiglio Giuseppe Conte che ha dichiarato tutta Italia zona protetta per evitare spostamenti, assembramenti e di conseguenza, contagi. La cooperativa ha altresì segnalato ai soci come tutti gli spostamenti siano vietati se non per comprovate necessità, in tutto il paese come fino a oggi era avvenuto in Lombardia e nelle 14 province focolaio dell’epidemia di coronavirus.

«La decisione della Cooperativa bagnini di Cervia è successiva anche alla presa di coscienza di un afflusso massiccio, domenica scorsa, dei turisti sulle spiagge cervesi diventate in giornata meta di migliaia di persone che si sono riversate sul mare per passare una domenica all’aria aperta, complice il sole e il clima mite», spiega una nota della cooperativa. «È comprensibile la voglia di stare all’aria aperta ma oggi, nel giro di poche ore, la situazione è cambiata. La soluzione al problema del coronavirus dipende dalla capacità di limitare volontariamente gli spostamenti e chiede a tutti un sacrificio inevitabile per chi ha a cuore la incolumità del nostro paese».

«Siamo certi che tutti quanti aderiranno rafforzando il valore della responsabilità sociale, della coesione e del rispetto per le istituzioni che contraddistingue i nostri imprenditori», afferma il comunicato della coop. «È il momento delle decisioni e, come in altre occasioni, la Cooperativa bagnini di Cervia si impegnerà fino in fondo per onorare i valori di solidarietà e di eticità indispensabili per garantire il senso di appartenenza a una comunità in nome di una grande responsabilità, che è quella di sconfiggere un virus mondiale che si può debellare solo con la solidarietà e il rispetto delle regole che ci vengono richieste dal governo. La Cooperativa bagnini di Cervia, inoltre, si rivolge a tutti gli amici e ai turisti delle spiagge di Cervia, chiedendo di non spostarsi nei prossimi giorni: un appello alla maniera che permetterà di sconfiggere il virus per poi potersi rincontrare proprio sulla riva del mare di Cervia, Milano Marittima, Pinarella e Tagliata».

Sottolinea inoltre Fabio Ceccaroni, presidente della Cooperativa bagnini di Cervia: «Dopo le dichiarazioni di ieri sera del premier Conte in una conferenza stampa storica, e l’annuncio che da stamattina l’Italia è tutta “zona rossa” cioè protetta, non ci sono più i margini per ospitare turisti e visitatori sulle spiagge di Cervia. Nel weekend dell’8 marzo abbiamo visto tantissime persone spostarsi per raggiungere la nostra costa, per cui abbiamo deciso di chiudere le spiagge di Cervia, Milano Marittima, Pinarella e Tagliata per quanto riguarda i servizi degli stabilimenti balneari aperti con la somministrazione di servizi, ristorazione e altro. È una misura di cautela che non possiamo esimerci di prendere per disincentivare il pubblico ad assembrarsi sulle nostra spiagge in un momento di crisi sanitaria che può essere sconfitto solo con la quarantena volontaria di ognuno di noi. Inoltre chiediamo ai nostri amici e ai nostri turisti di restare in casa. È una misura temporanea, ma è chiaro che è una necessità obbligatoria per quanto riguarda la nostra incolumità e quella di tutti gli italiani. Cogliamo l’occasione per ringraziare tutti i medici e il personale medico che in questo momento stanno portando avanti in tutta Italia, in modo particolare negli ospedali della nostra Regione, un lavoro straordinario, oltre agli amministratori pubblici del Comune di Cervia e della Regione Emilia-Romagna per il carico di responsabilità particolarmente gravoso che stanno affrontando e alle forze dell’ordine e i militari impegnati in questa delicata fase del Paese».

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