Attualità

Concessioni balneari, storia e prospettive

Ripercorriamo in dodici minuti gli eventi degli ultimi quindici anni, per capire quali sono gli scenari con cui il settore deve oggi fare i conti

Perché siamo arrivati alla sentenza del Consiglio di Stato che ha imposto di riassegnare le concessioni balneari tramite gare pubbliche entro il 2023? E quali solo le prospettive future del settore? Lo spieghiamo in dodici minuti nel video qui sopra, che ripercorre le vicende delle concessioni balneari italiane dalla legge 88/2001 che ha introdotto il rinnovo automatico dei titoli fino alla recente sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato la proroga al 2033 e imposto la riassegnazione tramite gare pubbliche entro due anni.

Guardare a quanto accaduto negli ultimi quindici anni è fondamentale per comprendere quali sono gli inevitabili scenari che attendono le imprese balneari, le quali dovranno per forza affrontare un nuovo e non più rinviabile regime normativo.

Il video riassume tutti i tentativi di riforma presentati al settore, dalla “bozza Fitto” alla legge 145/2018 passando per la “bozza Gnudi” e il “ddl Arlotti-Pizzolante”, e traccia il quadro della situazione attuale.

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Alex Giuzio

Caporedattore di Mondo Balneare, dal 2008 è giornalista specializzato in turismo, demanio marittimo, economia costiera e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge.
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  1. Lorenzo Pinto says:

    Disamina precisa.
    Inutile ormai tirarsi le colpe tra balneari e politica, ognuno ha le sue.
    La strada è obbligata, ognuno se ne faccia una ragione, e i funzionari procurino di scrivere dei bandi equi, e compatibili con la difesa del nostro territorio e della nostra economia.
    Certamente, anche in relazione agli investimenti effettuati dai vecchi gestori, che ovviamente non potranno non risultare congruenti alla fiscalità delle rispettive imprese.
    Perché per “imprese virtuose” si intende ovviamente anche sotto il profilo amministrativo e tributario.
    Non saranno due anni, certamente ci vorrà di più.
    Ma questo è.

  2. Certo non saranno due anni, prendiamo altri due anni poi altri due e cosi via…
    Tanto della sentenza del Consiglio di stato che ha stabilito : ..al 1 Gennaio del 2024 le 1.concessioni sono automaticamente decedute
    2.sono da considerarsi tamquam non esset

    3. qualsiasi rinnovo sara’ illegittimo…

    Chi se ne importa? Alla fine siamo in italia e 20 anni per fare unq riforma non sono sufficienti…
    La commissione europea si farà prendere ancora in giro?

  3. Ottima disamina e ascoltandola si comprende anche il vissuto degli altri non balneari rispetto alla categoria…ascoltando la sintesi mi chiedo come faccia ricci, licordari, capacchione, ecc ha non dimettersi riconoscendo quanto la loro assenza di lungimiranza abbia devastato il settore oppure…….oppure si puntava a guadagnare un anno in più a prescindere dagli altri e allora bravissimi!..pessimi sindacalisti ma ottimi imprenditori!

  4. Esatto si sta puntando a guadagnare altri anni, questo e’ ,nella permanente speranza che ancora una volta la Commissione Europea continui a dormire senza dare seguito alla procedura di infrazione: doveva emettere il parere motivato gia ‘ l anno scorso

  5. Una spiegazione, per la quale, non avrei nulla da eccepire, se non il mancato riferimento all’applicazione DISOMOGENEA, della famosa direttiva, nel contesto europeo. Ci sarebbe da chiedersi quali sono i Paesi che avranno maggiori opportunità, e quali invece, dovranno subire la competizione, accentuando in modo esponenziale, le differenze di sviluppo e di ricchezza, che ahi noi, sono già notevoli tra gli Stati membri; senza voler considerare l’annullamento di migliaia di piccole imprese familiari e i gravissimi disagi che, a differenza delle altre Nazioni, dovremo affrontare.

  6. diciamo che la politica non ha brillato x solerzia nel trovare una soluzione ( 24 anni x un riordino legislativo della categoria !!) complici i sindacati balneari che hanno puntualmente bocciato ogni proposta, confidando nel solito sistema dell’Italietta del “ne riparliamo più avanti” sperando sempre che nel frattempo qualche Santo gli cavasse le castagne dal fuoco….

  7. Le concessioni del centro nord saranno prese d’assalto dalle multinazionali quelle del sud andranno tutte in mano alla malavita con prestanomi o con altre forme.
    Spero che tutta questa gente contraria ai balneari si senta realizzata. A sto punto dovrebbero fare concorsi per tutti gli impieghi pubblici, per le farmacie,per i notai ecc. Sono un balneare che ha iniziato ad investire il 2002 dove il rinnovo della concessione era automatico e ho rifatto investimenti il 2019 dopo la proroga per questi 2 anni non pagherò più niente ,dal 2024 non mi preoccupo tanto poi c’è il reddito di cittadinanza.

  8. Elvo Alpigiani says:

    Non sono d’accordo sulle conclusioni.
    Non ci sono soltanto due soluzioni possibili del problema concessioni demaniali, ne esiste una terza:
    la corretta applicazione della direttiva Bolkestein e delle 4 sentenze della Corte di giustizia europea.

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