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Balneari Marche, scontro totale sulla Bolkestein: «Bandi carta straccia»

ITB Italia e gli operatori regionali compatti contro il rischio di "esproprio" delle attività

Nelle Marche, la partita sulle concessioni balneari è ormai arrivata a un punto di rottura. A poche settimane dall’avvio della stagione estiva, che si preannuncia ancora “normale” prima della rivoluzione delle gare pubbliche, il settore si scopre compatto nel respingere un impianto normativo percepito come distante dalla realtà.

Giuseppe Ricci, presidente di ITB Italia (Associazione Italiana Turismo Balneare), sottolinea la necessità di garantire continuità al comparto: secondo lui non servono indennizzi, ma norme che tutelino le imprese esistenti. «Questo bando per noi è carta straccia – afferma –. L’impegno politico deve essere rivolto alla salvaguardia delle attività».

Il nodo principale riguarda il cosiddetto “bando-tipo”, cioè le linee guida nazionali che i Comuni dovranno seguire per bandire le gare. Tali norme prevedono anche indennizzi per i concessionari uscenti, calcolati sugli investimenti non ancora ammortizzati. Una soluzione che però non convince gli operatori. «Non abbiamo bisogno di indennizzi – ribadisce Ricci – ma di continuità lavorativa».

Sulla stessa linea l’imprenditore Franco Neroni, che ricorda come in passato i concessionari abbiano sostenuto costi significativi per subentrare nelle attività: «Non si può oggi dire: andate all’asta e, se perdete, arrivederci e grazie».

La categoria si compatta nel tentativo di evitare quella che viene percepita come una “resa dei conti”, fissata al 30 settembre 2027, termine entro cui dovranno essere riassegnate le concessioni. Molti operatori parlano apertamente di un rischio di “esproprio” a costo zero, al termine di una battaglia che dura da oltre vent’anni contro l’applicazione della direttiva europea.

Un passaggio cruciale è atteso il prossimo 12 maggio, quando la Corte di Cassazione si pronuncerà su alcuni aspetti chiave della materia. La decisione potrebbe contribuire a fare chiarezza su un quadro normativo complesso e spesso contraddittorio.

«Si è creato un cortocircuito tra la direttiva Bolkestein e la sua applicazione nel contesto italiano», osserva l’avvocata Gabriella Guida, che invita a vigilare affinché le future gare non escludano completamente le piccole e medie imprese.

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