Norme e sentenze Puglia

Aste lidi a Castellaneta: offerte shock e tensioni tra i balneari

Ricorso al Tar di Lecce inevitabile

Nuovi investitori stravolgono la graduatoria con rialzi record. I vecchi concessionari ricorrono al Tar di Lecce.

L’apertura delle buste economiche per le concessioni demaniali di Castellaneta Marina ha ridisegnato gli equilibri del litorale jonico tarantino, accendendo forti polemiche tra gli operatori storici. La gara, avviata nel marzo 2025 e relativa a 35 lotti (tra stabilimenti balneari e spiagge libere con servizi), ha registrato offerte economiche del tutto fuori scala rispetto ai valori medi della zona.

Sono arrivate 48 domande (18 da gestori uscenti e 30 da nuovi soggetti) per 35 concessioni disponibili, con il vincolo di una sola aggiudicazione per concorrente. A fare notizia sono state soprattutto le cifre proposte da due nuovi investitori, capaci di presentare rialzi percentuali fino al 1.250% rispetto alle basi d’asta.

Offerte da record e nuovi attori in vetta

Il caso più discusso riguarda una società d’ingegneria di Laterza, la Todo, risultata prima in quattro lotti grazie a offerte fino a dieci volte superiori alla base di gara. Le sue proposte hanno toccato circa 174mila euro per la spiaggia di Borgo Pineto, 146mila per lo storico stabilimento Albatros, 58mila per il lido Margherita e ulteriori 50mila per una delle nuove spiagge attrezzate con servizi.

Ancora più alta la cifra messa sul piatto da uno studio professionale di Palo del Colle per lo storico Ticho’s: intorno ai 220mila euro, un importo che ha immediatamente sollevato interrogativi sulla sostenibilità economica delle offerte e sul futuro assetto gestionale del litorale. In altri due lotti si è invece posizionato al primo posto il gruppo turistico Bluserena.

Operatori storici fuori e il caso della spiaggia per la disabilità

Il forte rialzo dei prezzi ha di fatto tagliato fuori diverse realtà storiche del territorio. Tra le esclusioni più discusse figura quella della cooperativa Osmairm, che fino ad oggi gestiva un tratto di costa interamente dedicato ad attività riabilitative per persone con disabilità, un elemento che ha alimentato ulteriori critiche sul piano sociale e di accessibilità.

Mentre l’imprenditoria locale ritiene che un canone stagionale equo per Castellaneta Marina debba oscillare tra i 30 e i 60mila euro, la gara ha preso una piega inaspettata, con offerte che superano di molto questa forbice e che rischiano di modificare radicalmente il modello gestionale della marina.

La partita non è chiusa: ora decide il Tar di Lecce

La procedura amministrativa dovrà ora essere esaminata in via definitiva dal Tar di Lecce. Sul tavolo del tribunale amministrativo finiranno non solo le eventuali contestazioni sugli esiti della graduatoria, ma anche i profili legati alla sostenibilità delle offerte e al rispetto dei criteri di aggiudicazione previsti dal bando, che attribuisce 30 punti all’offerta economica con il maggiore rialzo percentuale.

Per gli operatori del litorale jonico, la decisione del Tar rappresenterà il vero spartiacque: da un lato c’è chi teme che offerte “fuori mercato” possano tradursi in gestioni insostenibili o in un ricambio forzato della filiera locale; dall’altro, chi vede nelle nuove entrate un segnale di appetibilità turistica dell’area, da leggere però con attenzione per evitare distorsioni nel medio periodo con ripercussioni negative.

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