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Cna a Sestri: ‘Difendere il cuore del turismo italiano’

Lunedì un convegno per fare il punto della situazione insieme al coordinatore nazionale Cristiano Tomei.

Lunedì 21 marzo Cna Balneatori Liguria organizza il convegno “Difendere il cuore del turismo italiano”, in programma alle ore 16 a Sestri Levante, nella sala convegni dell’Hotel Nettuno (piazza Francesco Bo 23).

Il coordinatore nazionale Cristiano Tomei e il presidente regionale Alessandro Riccomini illustreranno ai balneari liguri la linea sindacale su cui Cna è attestata a difesa del comparto balneare italiano:

  • Proroga di trent’anni per le attuali concessioni;
  • Avvio dell’evidenza pubblica solo per le nuove;
  • Mobilitazione generale della categoria;
  • Richiesta al governo italiano di far sentire la propria voce in Europa con assoluta determinazione.

Al convegno parteciperà anche l’avvocato Ettore Nesi, redattore del “Memorandum sulla questione balneare italiana” e autorevole difensore della categoria per conto di Cna Balneatori nei confronti della Corte di giustizia europea.

Altri inviti sono stati estesi ai rappresentanti del mondo politico ligure, dai sindaci ai consiglieri e agli assessori regionali. Porterà i suoi saluti il sindaco di Sestri Levante Valentina Ghio.

Modera il convegno Angelo Matellini, segretario regionale Cna Liguria.

Questa la dichiarazione di Riccomini per invitare tutti i balneari, anche non aderenti a Cna, a partecipare all’incontro: «È in gioco una partita che il sistema Paese non si può permettere di perdere: sono in ballo 30 mila imprese, un contributo del 65% al movimento turistico generale, lo svolgimento di funzioni di interesse pubblico come la pulizia delle spiagge o il salvamento, esercitando una funzione sussidiaria allo Stato. Non solo: vantiamo esempi di imprenditori che, con l’assunzione della responsabilità sociale di impresa, si pongono come portatori di una modalità sostenibile di utilizzo del bene in concessione: cito a titolo di esempio il progetto "Lidi ecosostenibili" di Donnedamare, un percorso di ricerca di buone prassi etico ambientali. È dunque necessario chiedere con forza e determinazione trent’anni di periodo transitorio e poi fuori dalla Bolkestein».

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