Attualità Emilia-Romagna Notizie locali Sib-Confcommercio Sindacati e associazioni

Cappelli (Sib): ‘Meglio che Gozi rimanga a casa’

Il presidente del Sib Emilia-Romagna commenta le dichiarazioni di Luca Coffari

In merito alle recenti dichiarazioni di Luca Coffari, candidato sindaco a Cervia per il Partito Democratico, è giunta una replica di Giancarlo Cappelli, presidente regionale del Sindacato italiano balneari – Confcommercio.

Ieri Coffari si era detto «pronto a difendere le nostre imprese balenari dalle evidenze pubbliche» e a «opporsi a qualsiasi proposta normativa che non vada in questo senso, anche se proveniente dal mio stesso partito».

Ecco il commento di Cappelli in merito alla questione:

Ritengo le dichiarazioni di Luca Coffari sulla Bolkestein sincere. Ma il problema proviene dal suo partito: giovedì 15 maggio scorso, a Bologna, il sottosegretario alla Presidenza del Cosiglio con delega ai rapporti con l’Unione Europea Sandro Gozi (PD) ha sostenuto l’esatto contrario di Luca Coffari, anzi, ha aggiunto che le concessioni demaniali scadranno nel 2015, data condivisa dall’Europa, mentre la scadenza al 2020 è tutta del governo italiano e la comunità europea non ha detto SI a questa proroga. Ma, io aggiungo, non ha detto nemmeno NO.

Se il sottosegretario intende andare in Europa a sostenere quello che ha detto a noi a Bologna, è meglio che rimanga a casa. Luca Coffari, ti ringrazio per le tue parole, ma il problema risiede a casa tua. Dico questo perchè nei vari incontri con la Regione e con certi parlamentari del PD è emerso che non è possibile uscire dalle direttive europee, ma la soluzione delle aste con i famosi paletti non è la soluzione che noi balneari vogliamo, e non vogliamo nemmeno il blocco degli investimenti che ci permettono di rinnovare la nostra offerta turistica balneare. Ma senza futuro delle nostre aziende è inevitabile questo fermo, che ci sta portando fuori mercato nei confronti di altri paesi a noi vicini.

La Spagna, la Francia, la Croazia non hanno questi problemi, eppure sono Stati comunitari come l’Italia. Sono diversi anni che noi chiediamo al governo italiano di difendere le imprese balneari italiane a Bruxelles, ma per debolezza politica, o per obbiettivi diversi, noi siamo ancora al palo di partenza. Tutti sostengono che il modello balneare italiano e sopratutto quello della Romagna "non si cambia," però un passo avanti non è stato ancora fatto.

Ultimamente a Rimini è scesa una delegazione cinese per vedere (copiare) il nostro prodotto balneare, e noi che siamo i primi vogliamo cambiare per dare la possibilità agli olandesi, ai tedeschi, eccetera di prendere le nostre imprese. I nostri politici non si preoccupano di conservare le 30.000 imprese che danno lavoro a 300.000 persone italiane, ascoltano la Comunità Europea che vuole da noi il rispetto delle normative sottoscritte, le quali valgono solo per l’Italia.

© Riproduzione Riservata

Mondo Balneare

Dal 2010, il portale degli stabilimenti balneari italiani: notizie quotidiane, servizi gratuiti, eventi di settore e molto altro.
Seguilo sui social: