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Capalbio: ottenuto il colloquio con Fini, si pensa a Napolitano

Il sindaco della località maremmana Luigi Bellumori si è attivato notevolmente per impedire la rovina delle imprese balneari

Il Comune di Capalbio ha iniziato di recente un’aspra battaglia contro la direttiva Bolkestein. La riunione dello scorso 29 novembre ha avuto un consenso totale da parte di tutte le amministrazioni e associazioni locali, tanto da portare all’approvazione unanime di una bozza di delibera anti Bolkestein. Ma il sindaco di Capalbio Luigi Bellumori (nella foto), dal quale sono partite tutte le iniziative, ieri si è spinto ancora più avanti: prima ha scritto una lettera al presidente della Camera Gianfranco Fini, con il quale ha ottenuto un colloquio per il prossimo 20 dicembre, e poi ha girato l’invito anche al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il tutto per esporre ai nostri governanti i problemi dei balneari italiani. Ecco il testo della lettera inviata da Bellumori a Napolitano.

Gentile Presidente,

voglio portare alla sua attenzione il fatto che molte località in Italia, in Toscana, in Maremma, nella Costa d’Argento e a Capalbio sono divenute note a livello nazionale e internazionale proprio perché spesso associate all’attuale sistema delle concessioni balneari, che vede di regola singoli operatori, solitamente piccole imprese familiari, organizzare in forma diversificata la propria offerta turistica a beneficio degli stessi consumatori, che in tal modo possono scegliere di volta in volta l’opzione strutturale, organizzativa e gestionale che ritengono più idonea alle esigenze proprie e della propria famiglia.

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A tale proposito, le sarei grato se fosse possibile programmare un incontro tra una delegazione dei sindaci della Maremma con il suo ufficio al fine di poter ragionare sulla questione opponendo alla Commissione europea la validità del sistema normativo italiano in materia di concessioni demaniali. Sarebbe utile porre l’attenzione sulla risoluzione europea del 27 settembre 2011 per poter considerare un apposito e specifico ‘statuto normativo’ dell’impresa turistico-balneare e delle sue funzioni di pubblico rilievo e interesse e che possa essere prevista per esse un’apposita deroga, sulla base della procedura prevista dalla direttiva medesima (clausola di revisione), in virtù della specificità del settore delle concessioni demaniali, fortemente caratterizzato da rilevanti investimenti materiali e occupazionali, della sua unicità a livello europeo, dei motivi di interesse generale, di sicurezza e tutela ambientale previsti dalla direttiva medesima quali fattori di esclusione, del sussistere della libertà di stabilimento in ragione della vastità delle risorse naturali presenti lungo le coste italiane e della possibilità di rilascio di nuove concessioni. Su questi temi riteniamo utile un confronto con il tavolo tecnico legislativo della presidenza e confidiamo in un suo attento riscontro.

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