Sib-Confcommercio

Canoni balneari, nuovo attacco di Calenda: la replica di Sib e Confturismo

Il ministro dell'economia torna sul controverso tema delle statistiche sui pagamenti delle concessioni demaniali marittime

Sui canoni demaniali marittimi, il ministro dell’economia Carlo Calenda è tornato all’attacco proprio durante l’assemblea nazionale di Confcommercio, citando ancora una volta delle cifre fuorvianti per sparare a zero su tutta la categoria dei balneari. A riferirlo è il Sindacato italiano balneari.

Il presidente di Confcommercio Grosseto Carla Palmieri e il presidente del sindacato Balneari Confcommercio Grosseto Enrico Franceschelli hanno espresso solidarietà ai titolari dello stabilimento balneare l’Ultima Spiaggia di Capalbio, in particolare ad Adalberto Sabbatini, associato e consigliere di Ascom, dopo quanto accaduto nell’assemblea nazionale di ieri a Roma. «È stata una bellissima assemblea – commentano Palmieri e Franceschelli – Unica nota dolente sono state le parole del ministro Carlo Calenda, che ha tirato in ballo, in maniera inopportuna e poco elegante, lo stabilimento Ultima Spiaggia di Capalbio parlando di cifre sulle concessioni, al fine di giustificare, in qualche modo, le prese di posizione del governo sulla Bolkestein, come se essa rappresentasse l’unica soluzione per adeguare e rimodulare i costi delle concessioni demaniali».

«Qui parliamo di persone serie, che pagano le tasse, che danno molti posti di lavoro e lustro al territorio – continuano Palmieri e Franceschelli – Ci preme anche sottolineare che gli imprenditori balneari pagano quanto lo Stato chiede loro e che il canone demaniale è solo una componente dei costi che ha la gestione d’impresa».

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Anche il vicepresidente nazionale del Sib-Confcommercio Alberto Bertolotti ha commentato pubblicamente l’accaduto: «Siamo stati testimoni dell’ennesimo attacco frontale rivolto alla categoria delle imprese balneari da parte di Calenda, che ha trattato la materia delle concessioni con imbarazzante semplicismo. Il ministro ha avuto addirittura l’ardire di utilizzare l’esempio specifico di una azienda associata al nostro sistema confederale della provincia di Grosseto. Tutto questo, in un momento di estrema delicatezza e pesante apprensione per le imprese del nostro sistema».

Anche Confturismo Veneto controbatte alle nuove dichiarazioni del ministro dell’economia Carlo Calenda: «Ho appreso che il ministro Calenda ha riproposto il tema di una statistica a sue mani secondo la quale il concessionario demaniale medio italiano verserebbe allo Stato solo 4.500 euro all’anno – dichiara il presidente di Confturismo Veneto Marco Michielli – Nella precedente occasione in cui il ministro ha citato il dato, per rafforzarlo ha fatto anche l’esempio di un concessionario che, in regione diversa dalla mia, versa al demanio 6 mila euro di concessione mentre venderebbe un singolo ombrellone a 3 mila euro a stagione».

«Con tutto il garbo istituzionale dovuto e, perché no, anche la stima personale per il ministro, vorrei osservare che forse è il sistema di riscossione, piuttosto che i canoni demaniali, che andrebbe rivisto – aggiunge Michielli – Personalmente opero in una località nella quale il principale concessionario paga 560mila euro all’anno di canone e vende ai privati l’abbonamento stagionale (dal 1° maggio al 30 settembre) a 700 euro. Con questo non dubito certo dei dati in mano al ministro, ma temo fortemente che la statistica che gli è stata fornita sia la classica dei polli di Trilussa».

Conclude il presidente Confturismo Veneto: «Confido nella notoria precisione di Calenda perché faccia affinare i dati in suo possesso a tutela di tutti gli onesti (e tartassati) operatori del settore che legittimamente non ci stanno a passare per scrocconi e/o furbetti».

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