Campania

Campania, sequestrati 10 lidi balneari: “Concessioni scadute per occupazione abusiva”

Il gip ha contestato il reato ai titolari di alcuni stabilimenti di Castel Volturno: in caso di illeciti, le proroghe automatiche non possono essere applicate.

Il tribunale di Santa Maria Capua Venere ha disposto il sequestro di dieci stabilimenti balneari sul litorale di Castel Volturno, ritenendo le loro concessioni scadute e accusando i titolari di occupazione abusiva di demanio marittimo e in alcuni casi di mancato versamento dei canoni. Su un totale di 120 concessioni esaminate dal gip Sergio Enea, solo per questi dieci lidi sono stati contestati gli abusi e l’invalidità sia della proroga al 2020 che di quella al 2033: questo perché la legge italiana ha escluso la possibilità della proroga automatica dei titoli ai concessionari colpevoli di abusi. Non si tratterebbe quindi di una disapplicazione della 145/2018, bensì della contestazione di un reato che impedirebbe a questi dieci concessionari il diritto a godere dell’estensione.

Tuttavia l’avvocato Luigi Roma, che difenderà i dieci concessionari nell’udienza del riesame fissata per il prossimo lunedì 3 maggio, non è d’accordo con la tesi del gip: «Il Comune di Castel Volturno ha adottato una deliberazione di giunta comunale, la n. 85 del 29 dicembre 2020, nella quale si prende atto della validità dei titoli esistenti “ope legis” fino a tutto il 2033, e se ciò non bastasse, il dirigente ha fatto lo stesso con la determinazione n. 489 del 29 dicembre 2020 con la quale ha predisposto e avviato una procedura finalizzata alla richiesta di tale proroga e ha inviato una nota ai concessionari ove prendeva atto dell’articolo 1 della legge 145/2018 e dell’articolo 182 del decreto n. 34/2020, che prorogano la scadenza delle concessioni demaniali marittime al 31 dicembre 2033. Nonostante tutto ciò, ci troviamo di fronte a un’accusa dove, secondo la tesi del pm, di fronte alla contestazione del reato formulata, i balneari indagati avrebbero dovuto procedere a un’immediata derelictio dei beni che l’autorità concedente mostra di considerare ancora affidati a loro, con ciò esponendosi addirittura al rischio di incorrere in taluna delle responsabilità espressamente previste dal titolo concessorio: una sorta di spontaneo e immediato allineamento alla normativa europea che soltanto a loro – e non anche all’autorità concedente – dovrebbe ritenersi imposto dal quadro legislativo venutosi a stratificare con notevole difficoltà».

Prosegue Roma: «È arduo insomma affermare che i balneari indagati continuino a occupare la porzione di arenile in questione esercitando un arrogante atto di forza nei confronti di un Comune che appare, per contro, del tutto acquiescente, piuttosto che nella legittima convinzione di avvalersi di norme di legge che sono state sì dichiarate incompatibili con la normativa europea, ma che nessun giudice civile o amministrativo ha disapplicato a seguito di una richiesta, il cui esperimento spetta pur sempre al Comune di Castel Volturno, di dichiararlo decaduto dal titolo concessorio che gli stessi, come noto, propugnano con forza. Resterebbe incomprensibile la ragione per la quale gli stessi debbano subire una misura cautelare reale, pur vantando una serie ininterrotta di titoli concessori muniti di una loro intima coerenza con la legislazione statale».

«È evidente – conclude l’avvocato – come in ogni caso nella vicenda sia insussistente l’elemento soggettivo delineato nella forma del dolo specifico. Gli odierni indagati, difatti, non trattengono l’area demaniale in questione nella loro disponibilità in assenza di un qualsivoglia titolo o in forza di una concessione “naturalisticamente” scaduta, cioè nonostante il pacifico decorso del suo termine di efficacia. Nel caso in esame, comune a tutti gli altri esercenti nelle medesime condizioni, è una sovrapposizione di contenuti normativi a determinare, nell’opinione del pm procedente, l’ormai risalente scadenza del titolo concessorio originariamente e validamente rilasciato in favore degli indagati: ma tale opinione non è affatto condivisa dal Comune di Castel Volturno quale autorità concedente. Lunedì cercheremo di convincere di questo anche il collegio».

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Alex Giuzio

Alex Giuzio

Caporedattore di Mondo Balneare, dal 2008 è giornalista specializzato in turismo, demanio marittimo, economia costiera e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge.
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    Qua non ho capito se sussistono abusi e allora il provvedimento ha senso o si mette in dubbio l’estensione , se così fosse allora la procura deve imporre misure cautelari in tutta Italia , stanno fuori di testa . Non conosco le carte ovviamente .

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      Buongiorno Ernesto. Come spiegato nell’articolo, il gip ha contestato alcuni illeciti e pertanto ha ritenuto che questi dieci concessionari non avessero diritto a godere dell’estensione al 2033. Questo emerge dalle carte di cui siamo in possesso, e che non abbiamo pubblicato per questioni di privacy nei confronti degli indagati.

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            Nikolaus Suck says:

            Allora però forse la questione andrebbe spiegata meglio. Dedicare solo relativamente poche righe iniziali e abbastanza vaghe all’ipotesi accusatoria parlando solo di non meglio precisati “abusi” e basta, e tutto il resto dell’ampio articolo estesamente alle tesi difensive dell’avvocato degli indagati con tanto di virgolette, non aiuta la comprensione per chi è del settore, figurarsi gli altri.
            In effetti perché possa applicarsi una “proroga” di un titolo, questo deve anzi tutto esistere ed essere valido ed efficace in quel momento. Se costoro hanno fatto (o non fatto) qualcosa per cui non è così, la proroga non è invocabile. È la tesi del legale incentrata sembra su una “acquiescenza” del Comune e una non meglio precisata “serie ininterrotta di titoli concessori muniti di una loro intima coerenza con la legislazione statale” mi sembra un pò tirata per i capelli. Ma, soprattutto, a quel punto è o sarebbe inutile mettere in mezzo la normativa europea che non c’entra nulla perché la questione sarebbe molto a monte.

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          E quindi secondo lei il fatto che su 120 solo per 10 sia stato ribadito che non sono valide le concessioni al 2033 non le sembra irragionevole??mah

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            Nikolaus Suck says:

            No, perché pur non conoscendo le carte molto probabilmente la questione non è quella della durata al 2033 o meno, ma la loro esistenza ed efficacia a monte.

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        Alessandro says:

        Mondo balneare buongiorno
        Sarebbe interessante avere un articolo che spiegasse come si devono comportare quei concessionari (più fortunati) che hanno ottenuto i rinnovi al 2033 tempo fa e che ora hanno raggiunto la fatidica data dei 18mesi…importante perché normalmente superato questo periodo un atto non può più essere tolto in autotutela…
        Grazie mille
        Alessandro

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          Alessandro se la norma su cui poggia il rinnovo è considerata illegittima va da sé che il rinnovo è inconsistente ma forse potrete rifarvi sul comune ma forse gli avvocati possono rispondere meglio.

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    Nikolaus Suck says:

    Per come viene riferita si tratterebbe di una vicenda davvero assurda e suicida per la Procura. Bisognerebbe conoscere tutte le carte dell’indagine per capire perché proprio e solo quei dieci su 120 di cui si parla.

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    leggendo altri articoli sembra che quei dieci fenomeni non abbiano neppure chiesto i rinnovi e neppure pagato il canone dando per scontato che il rinnovo..sembra la conferma di quanto spesso ho letto nei commenti di nikolaus suck e cioè che non esiste il rinnovo implicito ma c’è sempre bisogno di un atto pubblico che quindi non legittima il concessionario ad indebitarsi per tre generazioni o ad accampare alcun diritto.

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    la questione non è chiara per come esposto, ma fatto sta che i giudici sono diventati il nuovo organo politico che anziché applicare le leggi emanate dal legislatore le modifica a piacimento a seconda del colore politico o di com’è andata la nottata…

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    Avv. Lucano says:

    Se hanno legittimato l’applicazione della misura a causa di un presunto abusivismo dovuto alle mancate proroghe al 2033 ( ma nn penso visto la salvezza delle altre 110 strutture ) allora la cantonata della procura è di quelle incommentabili, ma è praticamente impossibile, ci sono abusi edilizi certi e mancati pagamenti di canoni concessori da un po’ di anni.

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    Conosco la questione, ma non sono a conoscenza di eventuali abusi commessi dai dieci concessionari. Tuttavia vi posso confermare che la procura considera illegittime le proroghe al 2033, perché in contrasto con la direttiva europea, tanto da adombrare l’ipotesi del sequestro preventivo di tutti gli stabilimenti balneari che insistono sui 42 Km. di costa di sua competenza.

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      Avv. Lucano says:

      Pur non conoscendo le carte, dubito l’applicazione di una misura cautelare per la presunta proroga illegittima al 2033 , se così fosse siamo alla follia giuridica e all’autolesionismo. Ma nn mi meraviglierei , se una procura , così come avvenuto in Liguria pubblicizzi una propria azione su una questione del genere , sconfinando in settori che assolutamente non gli competono, anzi, su tali materie non dovrebbero proferire parola ne condizionare l’opzione pubblica, in caso contrario la strada è quella di candidarsi alle elezioni e abbandonare la toga .

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      Nikolaus Suck says:

      Questa mi sembra, o sarebbe, una sciocchezza colossale, sicuramente ha frainteso. Una cosa è ritenere un contrasto normativo, tutt’altra derivarne un reato a carico di privati.

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