Camerieri in spiaggia, 6 errori da non fare

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Il servizio al tavolo è uno dei fattori più importanti con cui l’ospite giudica la qualità della sua esperienza di ristorazione, anche negli stabilimenti balneari. Oltre alla qualità del cibo, infatti, occorre prestare attenzione alla gratificazione da regalare ai turisti per farli sentire a proprio agio e dunque averli nuovamente come propri ospiti. Il compito deve essere una vera e propria missione per tutto lo staff dello stabilimento balneare, quindi il titolare deve avere la premura di trasmettere certi valori ai suoi dipendenti. Per questo, elenchiamo i sei errori da non commettere mai per i camerieri che si occupano del servizio al tavolo nei ristoranti degli stabilimenti balneari.

Fare l’inquisitore

Quante volte capita di entrare al ristorante e di sentirsi chiedere, per prima cosa e con tono inquisitorio, la domanda “Avete prenotato?”. Si tratta di un’accoglienza sbagliata: la prima cosa da fare quando gli ospiti entrano all’interno del locale ristorante è sorridere e dimostrare educazione, senza permettere che siano i clienti a salutare per primi.

La domanda sulla prenotazione è legittima, ma è sempre meglio sottoporla in modo positivo. Per esempio: “A quale nome avete effettuato la prenotazione?”.

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Lasciare i clienti nel limbo

Mai lasciare gli ospiti in piedi, in attesa, senza accoglierli né salutarli. In quei minuti, che per l’avventore sono lunghissimi, l’insoddisfazione sale molto facilmente e il ristorante si mette subito in una posizione di difetto, da cui sarà poi difficile risollevarsi. Un cliente maldisposto per colpa di questo banale errore diventerà prevenuto, diffidente, predisposto alla critica e difficile da accontentare. Al contrario, un cliente rilassato e messo immediatamente a proprio agio sarà più disponibile e incline ad accettare consigli e a lasciar correre eventuali errori della cucina o piccoli incidenti di sala che possono verificarsi successivamente. Un’ottima idea è sempre quella di offrire un aperitivo di benvenuto (ma senza metterlo esplicitamente nel conto, altrimenti si trasmetterà l’idea di un inganno).

Non guardare i tavoli

Un bravo cameriere deve tenere sotto controllo la sala in ogni momento, guardando i tavoli e gli ospiti per essere in grado di capire eventuali problemi o esigenze, in modo da soddisfare l’ospite prima ancora che questo lo chieda. E soprattutto, non bisogna mai costringere i clienti a sbracciarsi per attirare l’attenzione: è una cosa molto fastidiosa. Sempre meglio anticipare le richieste, piuttosto che farsele domandare: se la bottiglia di vino è vuota, bisogna accorgersene e passare subito a chiedere se l’ospite ne desidera un’altra (ma senza essere troppo invadenti, altrimenti si genera l’effetto contrario del fastidio).

Portare i piatti separati

Mai lasciare un commensale a guardare gli altri che mangiano: è un supplizio inaccettabile per chiunque sia affamato. E nel caso in cui nella tavolata ci sia qualcuno a non avere ordinato l’antipasto, è sempre buona norma offrire un leggero stuzzichino.

Non raccontare il dessert

La domanda “Volete un dessert?” è sbagliata: non farà mai venire voglia di ordinarlo. Molto più efficace è elencare subito la lista dei dolci a disposizione, scatenando la golosità dei commensali. E vedrete che, se anche solo un ospite deciderà di ordinarlo, gli altri si faranno trascinare e lo seguiranno a ruota. Generando maggiori guadagni per il ristorante.

Dire di no

Alle domande dei clienti non si risponde mai di no. Se la richiesta dell’ospite non può essere esaudita, occorre essere sempre pronti a offrire una valida alternativa.

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