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Bolkestein, i balneari tentano la strada delle petizioni

L'appello: 'Serve il sostengo di tutti per avere successo'. Più di 300 quelle già aperte, tanto che l'UE ha invitato a smettere.

Si chiamano “petizioni” e sono un diritto garantito a tutti i cittadini dell’Unione europea. Servono a fare richieste o denunce e gli imprenditori balneari le stanno usando come efficace strumento per segnalare la loro situazione di incertezza normativa che impedisce loro di continuare a svolgere il proprio lavoro.

Sono più di trecento quelle già presentate dai bagnini di tutta Italia, grazie al coordinamento svolto da Marco Deluca, balneare di Riccione che ha scommesso tutto su questo strumento. Ottenendo già un primo, significativo risultato: lo scorso 17 novembre la Commissione europea per le petizioni ha infatti pubblicato un comunicato evidenziando di avere ricevuto “un numero considerevole di petizioni relative all’applicazione della Direttiva Servizi 2006/123/CE sulle concessioni demaniali marittime per le spiagge italiane”, invitando a sostenere quelle esistenti anziché continuare ad aprirne di nuove.

Il meccanismo è semplice: basta connettersi al portale delle petizioni europee (link) e registrarsi con i propri dati personali: nome, cognome, indirizzo e-mail e informazioni sulla propria attività. In seguito, è sufficiente aprire una nuova petizione contro la direttiva nota come “Bolkestein“, che ha portato in Italia all’abrogazione del rinnovo automatico delle concessioni, a cui però non è ancora seguito un riordino della materia. Una volta registrata la petizione, la Commissione invierà una lettera di conferma tramite posta ordinaria e in seguito convocherà a Bruxelles i firmatari.

Chiunque può sostenere una petizione già esistente oppure aprirne una propria. «Il mio appello è di fare entrambe le cose», dice Deluca ai colleghi che non hanno ancora contribuito alla causa. Non si tratta solo di click, bensì di azioni molto concrete: gli imprenditori balneari spagnoli hanno già utilizzato questo meccanismo con successo, proprio per far accettare all’Europa la regolamentazione delle loro concessioni. E ora ci provano anche gli italiani: la speranza è che l’invasione di petizioni possa “mettere la pulce” all’interno della Commissione Ue, dal momento che il governo italiano sembra ancora fermo. Ma per ottenere il successo è necessario che ognuno faccia la sua parte: chi è interessato a saperne di più o vuole essere aiutato, può inviare un messaggio alla pagina facebook “Petizioni dei balneari“.

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Alex Giuzio

Dal 2008 è giornalista specializzato in economia turistica e questioni ambientali e normative legate al mare e alle coste. Ha pubblicato "La linea fragile", un saggio sui problemi ecologici delle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022), e ha curato il volume "Critica del turismo" (Grifo Edizioni 2023).
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