Attualità

Bolkestein, direttiva o “mostro”? Un saggio sulle ingiustizie subite dai balneari

La rivista Federalismi ha pubblicato un paper gratuito che racconta tutti i paradossi dell'annosa vicenda

In questi giorni di sospensione forzata delle attività e di obbligo a restare in casa a causa dell’emergenza sanitaria del coronavirus, la rivista Federalismi ha pubblicato un saggio molto denso e interessante che ripercorre tutte le ingiustizie subite dagli imprenditori balneari italiani negli ultimi dieci anni, nonché la sciatteria con cui è stata trattata la loro vicenda da parte dei vari governi. A metà fra il racconto e il trattato giuridico, il testo è firmato da Giampiero Di Plinio (professore di diritto pubblico all’Università di Chieti-Pescara) e ha un titolo molto esplicito: “Il Mostro di Bolkestein in spiaggia. La terribile direttiva e le concessioni balneari, tra gli eccessi del Judicial Italian Style e la crisi del federalizing process“.

Si tratta a nostro parere di un saggio indispensabile per gli operatori del settore e per i giuristi specializzati in demanio marittimo, soprattutto in questi tempi in cui abbiamo un po’ di tempo in più da dedicare alla lettura, a causa delle misure sanitarie straordinarie imposte dal governo.

Di Plinio, nel suo saggio, inizia raccontando un ricordo analogo a quelli che sono impressi nella memoria di moltissimi italiani, esplicitando il suo rapporto affettivo con gli stabilimenti balneari e con gli operatori che si sono inventati quello che non è solo un lavoro, bensì un pezzo di identità e di tradizione del nostro paese. Da questo presupposto parte per affermare che «le vicende italiane della direttiva Bolkestein sono l’effetto di paradossi partoriti da altrettanto sbalorditivi equivoci e fraintendimenti in cui, a differenza di quelli degli altri Stati membri, sono incorsi i formanti del nostro diritto nel contesto di un originale e devastante Italian Style di interpretazione e di attuazione del diritto europeo. È così che la Direttiva Bolkestein diventa il Mostro di Bolkestein. È così che l’Europa appare sempre più incomprensibile, crudele e lontana».

Quello che segue a tale premessa è un trattato che, con puntuali riferimenti giuridici e con una lucida visione d’insieme del problema, racconta tutti i paradossi della “questione balneare” in un testo che andrebbe fatto leggere ai politici e ai tecnici ministeriali, alle prese proprio in questi giorni con il dpcm di riforma del demanio marittimo.

Per leggere il paper, lungo 24 pagine e disponibile gratuitamente, clicca qui.

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    Le aziende si comprano o si affittano, vanno all’asta quando falliscono. Solo in Italia, peraltro sulla base di una direttiva non applicabile agli stabilimenti balneari come confermato dallo stesso Sig. Bolkstein, il governo e la giurisprudenza si sono sottomessi ad un interpretazione dei trattati e del diritto europeo fornita dai burocrati di Bruxelles e dalle sottese forze economico-finanziarie, a quanto pare interessati ad espropriarci delle nostre aziende. Con la vicenda ancora non risolta della proroga delle concessioni di 15 anni poi, si è arrivati all’assurdo per cui una legge dello stato in vigore è tutt’ora disapplicata. La disunione europea non è stata in grado di affrontare l’attuale l’emergenza sanitaria (lasciamo perdere il tema dell’immigrazione..) e neppure organizzare una produzione e fornitura di mascherine al nostro paese (sono arrivate dalla Cina).
    Se nessun ruolo ed autorevolezza ha dimostrato l’europa su temi così importanti, a maggior ragione non può averne in altri di minor rilievo europeo, quali la gestione del nostro demanio marittimo.

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    Giancarlo says:

    Che ne direste di affrontare anche il problema dei chioschi di bibite che sono una tradizione Siciliana e particolarmente di Catania.
    La normativa è la stessa.
    Grazie.

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