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Barnier: ‘In Italia occorre riassegnare le concessioni demaniali’

Oggi il commissario europeo al mercato interno Michel Barnier ha risposto a due interrogazioni di Claudio Morganti e Mara Bizzotto in merito alla proroga di cinque anni istituita dal governo italiano per le concessioni demaniali marittime. Ci limitiamo a riportare i testi per informazione.

Interrogazione di Mara Bizzotto, 4 marzo 2013

Oggetto: Proroga delle concessioni demaniali marittime in Italia e compatibilità con la direttiva «Servizi»

Con l’articolo 34 duodecies del decreto-legge n. 179 del 18 ottobre 2012, convertito successivamente nella legge n. 221 del 17 dicembre 2012, il governo italiano ha introdotto la proroga fino al 31.12.2020 delle concessioni demaniali marittime in scadenza e aventi finalità turistico-ricreative, come ad esempio gli stabilimenti balneari e i punti di ormeggio. La Legge di stabilità 2013 approvata con la legge 24 dicembre 2012 n. 228, pubblicata sulla Gazzetta ufficiale n. 302 del 29 dicembre 2012, ha esteso la portata della proroga anche alle concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali aventi finalità sportive e di nautica da diporto. La Commissione è a conoscenza dei fatti sopra descritti? Il governo italiano si è fatto carico di comunicare ufficialmente alla Commissione il provvedimento normativo approvato e i suoi contenuti, per agevolarne la verifica della compatibilità con i disposti della direttiva 2003/126/CE nota come direttiva «Servizi»? Se sì, quando è stata fatta la comunicazione? Qual è la posizione della Commissione in merito alla concessione di tale proroga?

Risposta di Michel Barnier a nome della Commissione, 24 aprile 2013

La Commissione è a conoscenza del fatto che la Legge di stabilità 2013 ha esteso la portata della proroga delle concessioni alle concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali aventi finalità sportive e di nautica da diporto. Spetta agli Stati membri, e non alla Commissione, stabilire la durata adeguata di dette autorizzazioni, qualora il loro numero sia limitato per via della scarsità delle risorse naturali o delle capacità tecniche utilizzabili (articolo 12, paragrafo 1, della direttiva Servizi). Ai sensi dell’articolo 12, paragrafo 2, della direttiva, le autorizzazioni sono rilasciate per una durata limitata adeguata e non possono prevedere la procedura di rinnovo automatico. La durata dovrebbe essere tale da garantire l’ammortamento degli investimenti e una remunerazione equa. Spetta inoltre agli Stati membri stabilire la procedura di rilascio delle autorizzazioni ai sensi degli articoli 9 e 10 e dell’articolo 12, paragrafo 1, della direttiva Servizi. Il governo italiano non ha ancora comunicato ufficialmente alla Commissione il provvedimento normativo approvato.

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Interrogazione di Claudio Morganti, 5 marzo 2013

Oggetto: Proroga delle concessioni demaniali marittime

Nello scorso dicembre, il Parlamento italiano ha approvato una legge che proroga la scadenza delle attuali concessioni demaniali marittime aventi finalità turistico-ricreative fino al 31 dicembre 2020, rispetto all’attuale limite stabilito al 31 dicembre 2015, posticipando di fatto la piena applicazione direttiva servizi per questo settore. Si tratta sicuramente di un provvedimento utile per permettere di ammortizzare, almeno in parte, gli investimenti già intrapresi dalle imprese balneari e, nel contempo, favorire una eventuale ricollocazione dei lavoratori del settore. Secondo molti osservatori, inoltre, questa misura è indispensabile per la sopravvivenza stessa delle attuali imprese balneari e per il rilancio dell’economia turistica nazionale, soprattutto in un periodo di crisi. Da più parti si sottolinea, tuttavia, come l’arco temporale aggiuntivo sia ancora limitato rispetto ad un ottimale periodo di rientro per gli investimenti già intrapresi. Ritiene la Commissione che questa norma sia compatibile con le disposizioni comunitarie vigenti? Ritiene che tale periodo di proroga sia congruo o potrebbe eventualmente valutare la necessità di stabilire un orizzonte temporale più esteso?

Risposta di Michel Barnier a nome della Commissione, 24 aprile 2013

La Commissione è a conoscenza dei problemi connessi alla proroga delle concessioni demaniali marittime in Italia. Come spiegato nella risposta data di recente all’interrogazione E-01198/2013, spetta agli Stati membri, e non alla Commissione, stabilire la durata adeguata delle autorizzazioni, tenuto conto dell’esigenza di garantire al prestatore l’ammortamento degli investimenti e una remunerazione equa. La Commissione è cosciente della complessità della situazione. Da un lato, uniformando il termine di scadenza per tutte le concessioni in essere, si rischia che non tutti i titolari di concessioni riescano ad ammortizzare i loro investimenti; dall’altro, prorogando la validità delle concessioni attuali fino al 2020, si ritarda di 11 anni l’applicazione della direttiva Servizi nel settore delle concessioni marittime. Occorre tuttavia fissare una data per l’introduzione di una nuova procedura di attribuzione delle concessioni. La Commissione ritiene pertanto che occorra esaminare in modo pragmatico le disposizioni transitorie proposte in vista dell’introduzione della corretta procedura per l’attribuzione delle autorizzazioni. Prima di esprimersi in modo definitivo, la Commissione intende esaminare la situazione in modo approfondito e seguirne l’evoluzione.

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