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Balneari, Regioni a Garavaglia: “Circolare applicativa su 2033 e rivedere aumento canoni minimi”

Le richieste degli assessori al demanio sono state sottoposte stamane al ministro del turismo

Le Regioni chiedono al governo di emanare una circolare applicativa per l’estensione delle concessioni balneari al 2033 e di rivedere l’aumento dei canoni minimi a 2500 euro per i piccoli concessionari. È quanto è emerso dalla riunione tenutasi stamane in videoconferenza tra gli assessori regionali al demanio e il ministro del turismo Massimo Garavaglia: «Un incontro positivo che ha portato a un confronto costruttivo su temi importantissimi per gli operatori balneari, alla vigilia di una stagione estiva cruciale dopo un anno di pandemia», commenta l’assessore al demanio della Regione Liguria Marco Scajola, coordinatore del tavolo nazionale sul demanio marittimo.

«Ringrazio il ministro che ha risposto immediatamente alla nostra richiesta di incontro – afferma Scajola – e che si è dimostrato disponibile per un confronto costante, purtroppo mancato in passato ma ora quanto mai necessario e utile per tutti. Per questo ci siamo lasciati con l’impegno a rivederci presto e con maggiore frequenza, nell’ottica della massima collaborazione tra governo e territori».

Durante l’incontro, riferisce Scajola, il ministro ha confermato che anche quest’anno saranno utilizzate le linee guida per il contenimento del coronavirus che erano state predisposte dalle Regioni per l’estate 2020 e che avevano garantito la sicurezza sulle spiagge. In merito all’estensione delle concessioni balneari al 2033, disposta dalla legge italiana 145/2018 ma non ancora applicata da molti Comuni costieri, «abbiamo chiesto un aggiornamento sullo stato dell’arte – rende noto Scajola – e con piacere ho ascoltato dal ministro che la legge 145 sulla estensione al 2033 è vigente. Per questo molte regioni hanno chiesto al ministro l’emanazione di una circolare tecnica che possa fare chiarezza, fugare i dubbi e dare garanzie agli operatori».

Infine, sulla questione dell’aumento dei canoni minimi statali a 2500 euro «le Regioni – conclude Scajola – hanno chiesto di intervenire perché l’aumento sta determinando gravi difficoltà soprattutto alle piccole realtà, come quelle del mondo dell’associazionismo o della pesca che pagavano anche 350 euro di canone annuo. Anche su questo tema il ministro ha mostrato disponibilità al confronto: sarebbe importante che il governo riportasse i canoni minimi ai valori del 2020, in linea anche con quanto deliberato da molte regioni tra cui la Liguria, che ha cancellato ulteriori costi regionali per l’estensione dei dehors delle attività commerciali sul demanio marittimo».

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