Opinioni

”Balneari: no alla Bolkestein assassina, ma la proroga è sbagliata”

Riceviamo e pubblichiamo una lettera del deputato Andrea Mazziotti inviata alla redazione di Mondo Balneare, dopo essere stato attaccato da numerosi balneari per la sua campagna ''Spiagge trasparenti''.

di Andrea Mazziotti

Gentile direttore,

ho ricevuto moltissime mail a seguito dell’articolo di Mondo Balneare che ha citato la mia polemica con l’onorevole Deborah Bergamini (Forza Italia) sulla sua proposta di proroga delle concessioni balneari fino al 2080 (vedi articolo, NdR). È il segno che Mondo Balneare è una testata molto letta e seguita dagli operatori del settore ed è dunque lo spazio più adatto per un confronto diretto e aperto sulle questioni poste dal disegno di legge delega in discussione alla Camera.

Le mail che ho ricevuto hanno toni e contenuti tra loro opposti e contrastanti. Mi hanno scritto giovani che vorrebbero entrare nel settore e aprire uno stabilimento, ma non riescono a ottenere una concessione. Mi hanno scritto concessionari pertinenziali, sottolineando gli alti canoni a loro applicati, e mi hanno scritto, infine, altri concessionari per così dire “storici”.

Non ho ricevuto solo critiche. In molti mi hanno segnalato disparità assurde, canoni eccessivamente bassi e situazioni in cui il concessionario non paga il canone da decenni. Per questo serve trasparenza sui canoni, sugli investimenti e sulle morosità. Gli operatori virtuosi potranno solo trarre beneficio dalla mia proposta “Spiagge trasparenti”: vale il detto “male non fare, paura non avere”.

Voglio dire con chiarezza che io non sono assolutamente contro la “categoria dei balneari”, come qualcuno ha detto, e sono sempre contrario alle generalizzazioni. Sono anzi consapevole dell’importanza di assicurare servizi di qualità in questo settore, perché il turismo è fondamentale per la crescita del Paese.

Questa categoria diventa però lobby quando dimentica che i beni demaniali sono beni che appartengono allo Stato, beni che vengono dati in concessione con un canone adeguato per un periodo capace di consentire un ragionevole ritorno sugli investimenti. La concessione, in breve, non vuol dire usucapione, né configura alcun diritto a tenersi la spiaggia per sempre a canoni irrisori e senza fare investimenti. Questo tipo di stabilimenti fa solo male al Paese.

Per questo ho attaccato la proposta dell’on. Bergamini: una proroga a tappeto al 2080 chiude per sempre ogni possibilità di accesso di nuove imprese al settore e a mio giudizio pregiudica la qualità dei servizi. Perché solo la concorrenza garantisce qualità e vantaggi agli utenti ed è un valore che va coniugato con la tutela di un adeguato ritorno degli investimenti, ma solo a favore di chi gli investimenti li ha fatti.

Per lo stesso motivo va respinta la visione di chi, come l’on. Abrignani, propone un decreto ministeriale per individuare alcune aree del demanio da trasferire al patrimonio disponibile, con opzione d’acquisto a favore del concessionario. Le spiagge sono e devono rimanere un bene dello Stato.

Io non voglio una Bolkestein “assassina” che rovina le famiglie e gli imprenditori seri, ma non voglio nemmeno uno Stato piegato a pochi, pronto a dismettere pezzi di spiaggia e di bellezza per sbrigare così il problema delle proroghe e dei canoni.

Sono assolutamente contrario a proroghe generalizzate che si traducono in regali a chi specula senza investire. Ne sono ancora più convinto dopo le mail favorevoli che ho ricevuto da giovani volenterosi che vogliono entrare in questo settore.

Spero con questo di avere chiarito meglio la mia posizione e di poter avere il supporto di chi rappresenta la parte virtuosa del mercato.

Per trasparenza totale, allego a questa lettera tutti gli emendamenti che ho presentato al disegno di legge delega e i subemendamenti agli emendamenti dei relatori che introducono un periodo transitorio diversificato rispetto a quello già previsto dalla proposta di legge (clicca qui per scaricare il pdf con gli emendamenti di Mazziotti, NdR).

Grazie per l’attenzione.

Andrea Mazziotti, deputato di “Civici e Innovatori” (ex Scelta civica, il movimento di Mario Monti), è presidente della commissione Affari costituzionali.

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