Itb Italia

Balneari, l’appello di Ricci: “Task force di avvocati tra i nostri figli”

Il presidente di Itb Italia invita i colleghi con familiari laureati in diritto a mettere in piedi un pool di legali per far valere le istanze della categoria

Cari colleghi, a voi che come me vivete di turismo balneare, e che lottate per il buon turismo balneare dal volto umano, a voi che questo modello vincente di turismo volete difendere, rivolgo un accorato invito: costituiamo insieme una task force di avvocati e di esperti di diritto marittimo per difendere noi, i nostri lavoratori, i nostri bagnanti e soprattutto le nostre imprese.

È giunto il momento di fare uno sforzo comune per lottare per i nostri diritti e difenderci dagli avvoltoi che vogliono trasformare le nostre concessioni in anonime strutture commerciali in mano ad avidi investitori, privi di ogni esperienza e competenza sul cosa significa essere balneari.

Il turismo balneare dal volto umano non è quello del business a ogni costo, anonimo e industrializzato, e noi dobbiamo difenderlo in nome della nostra categoria e dei bagnanti che da tanti anni sono soddisfatti dei nostri servizi. Pertanto vi chiedo di cercare chi fra di voi e i vostri parenti è un avvocato, così da organizzare un gruppo di lavoro che possa adeguatamente difendere i nostri diritti acquisiti sul campo da decenni di duro lavoro e di storia. Prego quindi coloro che avessero voglia di impegnarsi di scrivermi, così da organizzare un incontro e pianificare una serie di azioni nei confronti dei politici che ci governano e che applicheranno soluzioni assolutamente incompatibili con la realtà balneare, fuori da quel buonsenso che dovrebbe contraddistinguere i nostri rappresentanti politici. Questo servirà anche ai nostri colleghi che, forse, non hanno ancora capito cosa significhi la direttiva Bolkestein, per il nostro lavoro e il futuro del turismo balneare italiano.

Confidiamo molto nell’aiuto di questi legali e, se sapremo fare squadra, potremo sensibilizzare l’opinione pubblica e organizzare con voi delle azioni legali a difesa della categoria affinché tutti capiscano che mandare le nostre concessioni a gare d’appalto internazionali sarebbe la fine del modello di turismo dal volto umano e di successo per cui tanto abbiamo lottato. Se ciò avverrà, sarà un grande ferita inferta alla certezza del diritto in questa bella Italia. Confidiamo quindi che ci saranno un diritto e una giustizia che ci riconoscano tutto ciò, e confidiamo in questa task force legale per veder trionfare la nostra giusta causa. Ma è importante essere tutti uniti, concessionari e legali, perché come dicevano gli antichi romani, lottando da soli si perde, mentre lottando insieme e uniti dalla stessa passione, si vince!

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Giuseppe Ricci

Giuseppe Ricci

Presidente Itb Italia, associazione degli imprenditori turistici balneari con base a San Benedetto del Tronto.
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    Piras claudio says:

    Carissimo Beppe il tuo interessamento è ammirevole se la categoria riuscisse a copiare da te forse in questo momento non ci troveremo in questa situn’azione comunque noi siamo solidali con te

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    Egr.Sig.Ricci, concordo pienamente con la Sua idea di mobilitare avvocati specializzati,per la difesa degli interessi comuni, ma, se siamo a questo punto, la responsabilità principale è dei nostri politici che non si fanno rispettare in Europa. Quindi oltre agli avvovati ci sarebbe bisogno di un nutrito gruppo di politici in grado di battere i pugni sul tavolo a muso duro, per tutelare gli interessi della categoria, che contribbuisce in modo significativo alla creazione di centinaia di migliaia di posti di lavoro tra diretto e indotto, oltre che contribuire sufficientemente alla formazione del Pil nazionale, ricevendo attestazioni di grande soddisfazione dai turisti stranieri e nazionali. A disposizione per eventuali iniziative. Salvatore, Dott. In Scienze Economiche Marittime.

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    Le aree dove viene svolta l’attività dal ” volto umano” sono pubbliche.
    Non bisogna dimenticarlo.
    Utilizzate pagando pochi euro ( rispetto ad altre attività svolte nel mercato privato) x grossi guadagni ( immagino legittimi!). Ricordo che il diritto di insistenza è stato abrogato con legge dello stato italiano. Anche il legittimo ” affidamento”, sarebbe comunque da ponderare con il ” ritorno” degli investimenti effettuati…prima del recepimento delle norme comunitarie… ( così pare).
    Ma poi che prove ci sono che dopo una gara il servizio prestato peggiori ?

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      Angelika Gauss says:

      È sempre facile a fare i conti in tasca a altri ma ti voglio ricordare che le nostre attività non sono paragonabile ad altre nel settore privato. Lo stato ci affitta solo un pezzo di sabbia (o ghiaia) mentre le strutture e la loro manutenzione sono pagate da noi. In più ci sono tutti i costi di una normale impresa che lavora tutto l’anno anziché 4 mesi. Come ultimo voglio ricordare che queste aree pubbliche in tanti comuni d’Italia non esisterebbo più se i concessionari non farebbero con enorme spese loro ripasciamenti o altre opere di difesa.

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        Evidentemente parlo con cognizione di causa. Non faccio conti in tasca a nessuno. Non mi compete. Xó conosco un ” po ” del vostro mondo per contatto privilegiato da oltre un decennio.
        Se è vero che certi interventi imprenditoriali debbano essere tutelati xché fanno parte della storia del nostro paese, altri spesso sono di basso profilo x non dire altro. Poi: chi ha preso le concessioni era ( o sarebbe dovuto essere) a conoscenza che si interveniva su un bene non di proprietà. Come minimo da 2009 la questione è stata resa più chiara con l’abrogazione del diritto di insistenza. Poi x quanto riguarda i ” ripascimenti” lasciamo perdere. Gli esempi meritevoli di citazione non sono tanti. Poi altra questione è lo scandalo del canone dovuto allo stato ( dell’ordine di poche centinaia di euro x una concessione, incrementato solo quest’anno il minimo a poche migliaia di euro/anno. I comuni subiscono l’onere della governance delle spiagge senza un euro di compenso. Poi altro aspetto poco chiaro e che dopo tutti i vantaggi derivanti dal monopolio…esiste anche il mercato dei subentri e delle cessioni dei rami di azienda etc x centinaia di migliaia di euro… c’è qualcosa che non quadra. Era il caso a due anni dalla scadenza del termine già contestato dalla UE, dare una proroga di 15 anni? O sarebbe stato meglio mettere mano all’intero comparto cosi come dovuto ? La verità è spesso il fine elettorale… non il bene della comunità e delle imprese.
        Spero si arrivi quanto prima a soluzioni condivise e certezze di diritto ” vere”.

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    antonella accardi says:

    Caro Presidente ricci è la terza volta che tento di scrivere il mio pensiero ma stasera di vede che non è serata, dopo un po si cancella. Eppure mi sembra di fare delle riflessioni giuste. O sono così giuste che neppure la tecnologia le vuole appoggiare e c’è qualcuno che anche qui rema contro non importa e come diceva rossella nel film via col vento
    Domani è un altro giorno e sicuramente riuscirò a condividere con te e altri balneari la tua proposta per il momento grazie

  5. Giuseppe

    Comunque dobbiamo insistere, condividere e URLARE le nostre Ragioni …i nostri Diritti.
    Non possono e non debbono neanche pensarlo il male che vorrebbero anora farci.
    Sono già possati 14 anni dall’inizio di questa brutta storia e ci avviamo lramai ad avere il 10° governo di incapaci o di corrotti, questo lo vedremo presto…sicuro è che noi diremo basta.
    Per questo motivo chiedo a tutti i nostri colleghi balneari di farci sapere se ci sono le condizioni per scendere in campo con le nostre forze, direttamente con le nostre potenzialità legali che abbiamo all’interno delle nostre 30 mila imprese balneari.
    Molti tra di noi sono avvocati, ma anche molti dei nostri figli hanno studiato legge… e questa sarà la nostra carta vincente POSSIAMO FARCELA . . . . LI FAREMO SMETTERE DI GIOCARE CON NOI E CON LE NOSTRE FAMIGLIE….la maledizione dei balneari colpisce sempre e questa volta anche LEGALMENTE .

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      antonella accardi says:

      Caro Presidente spero che in un modo o nell altro arrivi questa mia. Attraverso l articolo di Capacchione sul Tar Lecce giudice Pasca del 16 gennaio ho avanzato, attraverso un mio commento,una proposta a voi dei sindacati : una bella raccolta di firme. Non si può andare in corteo ma firmare ancora si. Se siamo 30000 imprese siamo 30000firme e quindi avanzare i nostri diritti al governo estensione e no Bolkestein. Comunque ho inviato una e mail alla ITB grazie

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    Gerardo Spira says:

    Pur sapendo che qualcuno ha il “Cassino” pronto a cancellare, ricordo a qualche legale che le concessioni sono facoltà dello Stato e non diritti.

  7. Giuseppe

    Sicuramente tutto è utile anche le firme magari raccolte da quel gruppo di avvocati che si potrebbe costituire con i nostri figli o titolari di concessione demaniale già laureati…ma tu non credi che potrebbe essere troppo faticoso? .. tu li conosci veramente i balneari? Se si… quanti ne conosci che partecipano o hanno partecipato alle manifestazioni o alle proteste che pur si sono fatte in questi anni …Non credi che quello che ci capita da oramai 15 anni lo meritiamo veramente?
    Scusami …ma dopo tanti anni spesi per il sindacato da presidente dei balneari nella Confesercenti costituendo la Fiba Nazionale (8 anni) come quello della Federturismo Confindustria che prima non avevano per altri 4 anni ed ogni volta ho dovuto cedere il posto ad altri…e per finire 15 anni con la mia itbitalia. Francamente ti dico di avere più la forza necessaria per continuare a battermi per un diritto che a noi balneari ci viene negato ingiustamente e illegalmente….Adesso tocca a voi. FORZA

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