Attualità

‘Balneari, la riforma è equilibrata. Non credete alla demagogia’

Il ministro Costa ieri a Rimini ha illustrato i prossimi passi del disegno di legge per il riordino delle concessioni di spiaggia.

«Il nostro disegno di legge rappresenta la soluzione più equilibrata possibile: congruo periodo transitorio, poi evidenze pubbliche con importanti tutele per gli attuali concessionari. Rispettiamo chi parla di proroghe trentennali o esclusione dalla Bolkestein, ma si tratta di posizioni demagogiche e senza alcun fondamento giuridico». Lo ha detto il ministro agli affari regionali Enrico Costa, intervenuto ieri all’Hotel Savoia di Rimini in un incontro istituzionale organizzato dai deputati Sergio Pizzolante (Ncd) e Tiziano Arlotti (Pd) per presentare il disegno di legge approvato lo scorso 27 gennaio in consiglio dei ministri che ha dato inizio al riordino delle concessioni balneari. «Il testo sarà approvato dal parlamento, mi auguro in tempi rapidissimi – ha assicurato Costa – così da permetterci di concludere la riforma anche in meno di sei mesi, scrivendola insieme alle associazioni di categoria». Il prossimo appuntamento tra il ministro Costa e i rappresentanti nazionali dei balneari è previsto per venerdì 16 febbraio.

Intanto si apre una spaccatura tra le Regioni, con l’assessore al turismo dell’Emilia-Romagna Andrea Corsini che si dissocia pubblicamente dalle posizioni della Liguria: subito dopo l’approvazione del ddl governativo, l’assessore ligure Marco Scajola ha infatti promesso una legge regionale per istituire 30 anni di proroga agli stabilimenti della sua riviera. «Questo significa illudere e fare del male alla categoria balneare», ha commentato ieri Corsini, mettendo così fine al fronte comune che le Regioni hanno costituito fino a ieri nel sollecitare il governo a presentare il ddl. Ma ora che il testo è approdato in consiglio dei ministri e le reazioni sono state diverse, si è generata una crepa che è molto probabile si allargherà il prossimo venerdì, quando la Conferenza delle Regioni si riunirà a Roma su convocazione di Scajola, proprio per commentare la proposta di riforma del demanio marittimo.

Qui di seguito i video con le nostre interviste a Enrico Costa e a Sergio Pizzolante e l’intervento integrale del ministro in conferenza stampa. Più sotto, il riassunto scritto di tutti gli interventi pronunciati nella conferenza stampa che ha anticipato la pubblica assemblea, seguita da oltre duecento operatori balneari in una sala gremita, dove si è registrata attenzione senza alcuna contestazione.

Enrico Costa (ministro agli affari regionali): «Mezzo governo ha la competenza sulle concessioni balneari, dal ministero del turismo a quello delle infrastrutture, dal ministero agli affari regionali a quelli dell’economia e dell’ambiente. Se volevamo arrivare a una riforma che non procedesse per compartimenti stagni, occorreva un coordinamento come quello a cui ho dato inizio sin dalla mia nomina un anno fa. E infatti, pur partendo da situazione molto complessa, siamo arrivati a definire delle linee guida poi convertite nei princìpi che abbiamo approvato con il disegno di legge di tre settimane fa. Conto che il testo possa andare in parlamento già nei prossimi giorni, vista l’urgenza, per essere esaminato in tempi rapidi e darci modo di varare il decreto attuativo – che è l’aspetto più importante – anche in meno di sei mesi.
Abbiamo scritto un provvedimento più equilibrato possibile, che tiene in considerazione l’attuale panorama normativo europeo ma che allo stesso tempo non tira una riga sulle imprese che hanno operato fino a oggi, riconoscendo il loro valore commerciale, gli investimenti e la professionalità nelle future evidenze pubbliche. Riteniamo che questi princìpi siano assolutamente compatibili con la sentenza della Corte di giustizia europea “Promoimpresa” dello scorso 14 luglio e sarà mia cura incontrare la commissaria Elżbieta Bieńkowska, che ha espresso alcune posizioni troppo rigide, per argomentare le nostre posizioni.
Spero che la categoria dei balneari capisca la nostra scelta di equilibrio e spero che la demagogia non prenda il sopravvento. Le lunghe proroghe paventate da alcuni politici e rappresentanti di associazioni sono illusorie, infondate e poco serie, non poggiandosi su alcuna certezza giuridica. Il disegno di legge del governo vuole invece essere credibile e prevede un adeguato e congruo periodo transitorio, che è necessario per mettere in asse il sistema con il nuovo assetto normativo, facendo andare la nuova macchina in maniera efficiente. L’entità di questo periodo non potrà essere una scelta discrezionale, ma dovrà essere argomentata e dipenderà dai tempi necessari per attuare il riordino complessivo della riforma. Tutto ciò dovrà essere definito nel decreto attuativo, che non scriveremo chiusi dentro ai ministeri, ma anzi chiederemo la collaborazione di tutti i rappresentanti degli operatori balneari. Chi ha idee diverse da questa, sottoponendo alla nostra attenzione le proposte di proroghe trentennali o di esclusione dalla Bolkestein, ha comunque il mio rispetto ed è stata mia cura studiare tali documentazioni, ma devo dire che si tratta di prese di posizione politiche e senza alcun fondamento giuridico, che determinano solo fibrillazioni illusorie e ulteriore precarietà nella categoria balneare».

Tiziano Arlotti (deputato Pd): «Ho chiamato stamane in Quirinale per sapere quanto mancasse alla firma del presidente della Repubblica e mi hanno assicurato che il vaglio di Mattarella è imminente. Abbiamo scelto lo strumento della legge-delega proprio per evitare che la riforma si arenasse ancora, come è accaduto con il precedente tentativo governo Berlusconi, e per tenere conto di tutti gli interessi in campo. Infatti in dieci anni, senza una legge di riferimento, l’innovazione nel settore balneare è scemata e ora puntiamo a farla riprendere. Poi non sono da dimenticare i canoni, che saranno completamente riformulati per garantire un maggiore equilibrio in favore soprattutto dei pertinenziali e per aumentare gli introiti che saranno reinvestiti nel settore».

Andrea Corsini (assessore al turismo Regione Emilia-Romagna): «Dopo anni di sterili discussioni, la legge-delega è il primo atto concreto verso l’obiettivo di restituire certezza agli attuali operatori balneari, facendo così riprendere l’innovazione e la competitività del comparto turistico costiero. Come Regioni continueremo a stimolare il governo affinché definisca al meglio gli aspetti, nient’affatto scontati, del valore commerciale, del periodo transitorio e del riconoscimento della professionalità. Purtroppo però, quando sento che la Liguria parla di leggi imminenti per istituire una proroga di 30 anni, mi devo dissociare: queste posizioni fanno il male della categoria. Mi auguro invece che si costruiscano le condizioni perché tutti gli attori coinvolti, comprese le associazioni balneari, si allineino su questo testo».

Andrea Gnassi (sindaco di Rimini): «L’importante lavoro fatto finora dal governo va protetto e custodito per iniziare il delicatissimo percorso dei decreti attuativi che rendano concreto il perimetro tracciato dal disegno di legge. Bisognerà costruire un impianto solito per portare a casa la partita nel delicato negoziato che ci aspetta. La vicenda è molto logorata, ma occorre terminarla con lucidità, poiché è paradossale che un Paese a mollo nel Mediterraneo abbia impiegato dieci anni per elaborare una riforma sulle concessioni balneari.
Come Comuni, chiederemo l’istituzione di forme di premialità per gli imprenditori disposti a investire in progetti di riqualificazione delle aree in concessione, e lavoreremo affinché il periodo transitorio sia più congruo possibile, ma anche che sia un termine entro il quale tutte le amministrazioni debbano attrezzarsi per mettere in pratica il nuovo scenario. Sarebbe bello poter chiudere tutta la faccenda entro maggio».

Sergio Pizzolante (deputato Ap-Ncd) ha fatto una precisazione riguardo la sentenza del Tar di Milano pubblicata sabato da Mondo Balneare, che invita a disapplicare la proroga al 2020: «Si tratta di una pronuncia su un caso specifico – ha detto Pizzolante – in cui una concessione rilasciata nel 2010 conosceva sin dall’inizio la data del suo termine, e per questo al titolare non è dovuto alcun indennizzo. Ma la sentenza del Tar non si esprime affatto sull’attuale disegno di legge, che riguarda le concessioni balneari che hanno operato in regime di rinnovo automatico, dunque senza essere a conoscenza del loro orizzonte temporale che è mutato in corso d’opera».

A margine dell’incontro di ieri, è giunto il commento positivo di Simone Battistoni, vicepresidente Sindacato italiano balneari – Confcommercio: «Giudico assolutamente positivo l’impegno del ministro, ma ora bisogna al più presto completare l’iter e poi riempire la legge di contenuti. Il ministro, se da una parte ha detto che non possiamo aspettarci un periodo transitorio di 30 o 40 anni, dall’altra ha ribadito che “non si può tirare una riga su tutto quanto ha costruito la nostra categoria”. Positivo il taglio dato da Costa alla logica di tutela non tanto e non solo degli investimenti, quanto del lavoro svolto, delle famiglie e dei loro sforzi negli anni. Il responsabile per gli affari regionali ha anche detto che se l’Europa non ci farà sconti, noi non faremo sconti all’Europa, nel senso che i criteri scritti nel testo sono tutti assolutamente difendibili. Positivo anche il ruolo della regione Emilia-Romagna, che con il suo presidente Stefano Bonaccini e l’assessore al turismo Andrea Corsini hanno svolto appieno il proprio ruolo di stimolo. Ora dobbiamo sperare che il parlamento sia collaborativo nel rispetto di un crono-programma il più veloce possibile, pena il perdurare di una situazione non più sostenibile per le nostre imprese».

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Alex Giuzio

Dal 2008 è giornalista specializzato in economia turistica e questioni ambientali e normative legate al mare e alle coste. Ha pubblicato "La linea fragile", un saggio sui problemi ecologici delle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022), e ha curato il volume "Critica del turismo" (Grifo Edizioni 2023).
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