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Balneari, il governo conferma: breve proroga, poi gare con paletti

I contenuti della riforma delle spiagge, annunciati ieri alle Regioni, saranno comunicati domani anche alle associazioni di categoria. Si tratta per 10-15 anni di periodo transitorio.

di Alex Giuzio

La strada è quella delle “evidenze pubbliche con paletti”: il governo vuole tutelare gli attuali imprenditori balneari, ma lo farà solo istituendo delle procedure di selezione con dei meccanismi di premialità tali da favorire in ogni modo il concessionario uscente. Mentre per quanto riguarda il periodo transitorio prima dell’applicazione delle gare, l’entità sarà piuttosto breve: non si parla di più di 10-15 anni e non si sa a partire da quando. Un aspetto che il governo intende ricominciare a negoziare con l’Ue dopo il 14 luglio, non appena sarà cioè arrivata la sentenza europea sulla proroga al 2020 delle concessioni balneari.

Questi gli aspetti principali dell’imminente riforma delle spiagge, comunicati ieri dal governo alle Regioni. E domani toccherà alle associazioni balneari: il ministro agli affari regionali Enrico Costa le ha infatti convocate per mezzogiorno a Roma, tutte insieme, anche se le richieste di incontro sono arrivate separatamente (il blocco Sib-Fiba-Oasi-Assobalneari da una parte, Cna dall’altra).

L’incontro di ieri pomeriggio era della massima importanza: per il governo hanno presenziato il ministro Enrico Costa, il viceministro all’economia Enrico Zanetti, il sottosegretario al turismo Dorina Bianchi e quello agli affari europei Sandro Gozi. Per le regioni hanno invece partecipato gli assessori Giovanni Lolli (Abruzzo), Marco Scajola (Liguria) e Andrea Corsini (Toscana) in rappresentanza di tutte le regioni costiere.

Il governo avrebbe confermato le indiscrezioni già pubblicate ieri da Mondo Balneare: la legge delega sarà presentata con la massima urgenza, entro una settimana, insieme a una norma temporanea di salvaguardia concordata con l’Europa, che scatterà dal 15 luglio fino all’approvazione della nuova legge per evitare che le concessioni diventino “abusive” in seguito alla sentenza negativa della Corte di giustizia europea sulla proroga al 2020, attesa per il 14.

«L’incontro nel complesso è stato positivo – commenta l’assessore romagnolo Corsini – ci sono ancora alcuni aspetti da approfondire su cui manca un’intesa totale, ma il punto di partenza è buono. Da parte del governo abbiamo notato una grande apertura sulla valorizzazione della professionalità acquisita, come è stato fatto con gli ambulanti, che rappresentano un modello eccellente da ricalcare. Le procedure di selezione per la gestione delle spiagge garantirebbero così la continuità imprenditoriale, perché non ci sarà nessun altro offerente a poter garantire un’esperienza superiore».

«L’unico aspetto controverso è quello del periodo transitorio – aggiunge Corsini – il governo non sembra disposto a concedere 30 anni perché significherebbe non risolvere il problema dei balneari, dal momento che il concetto di proroga sta per essere bocciato dall’Unione europea. Ma occorre comunque un lungo periodo transitorio, in modo da fare ammortizzare gli investimenti più recenti da una parte e lasciare il tempo ai Comuni di organizzarsi e rivedere i piani degli arenili dall’altra. Tutto ciò sarà da negoziare con la Commissione europea. Ma qualsiasi strada si intraprenda, l’importante è garantire il diritto di impresa agli attuali concessionari».

Più preoccupato è l’assessore ligure Scajola: «Il governo continua a parlare di “congruo periodo transitorio” senza definirne l’entità, ma abbiamo ormai capito che non hanno intenzione di trattare sui 30 anni. Si tratta di una posizione debole e ingiusta. Per questo, oggi ho ribadito al governo la nostra ferma posizione sui 30 anni di proroga, che vogliamo ottenere a tutti i costi. Apprezzo l’attenzione del governo sul problema e la sua velocità a convocarci non appena lo abbiamo chiesto, ma sono preoccupato per la sentenza europea del 14 luglio che potrebbe compromettere l’economia turistico-balneare delle regioni costiere».

«Eppure – prosegue Scajola – in queste settimane post-Brexit il governo potrebbe godere di una maggiore forza contrattuale in Europa e dovrebbe approfittarne per tutelare le imprese balneari».

Da parte delle Regioni, Scajola ha inoltre assicurato che «in accordo con il collega Lolli, convocheremo una conferenza Stato-Regioni sul tema del demanio marittimo subito dopo la sentenza europea del 14 luglio, per poter analizzare la situazione e capire le prime mosse del governo in una fase che sarà di emergenza. Continueremo a fare squadra tra regioni costiere per portare a casa dei risultati concreti; la nostra posizione coesa ci ha già fatto ottenere degli importanti risultati, ma questo non basta e andremo avanti con determinazione».

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