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Balneari, dopo i 15 anni arriva legge Emilia-Romagna su valore commerciale

Lo ha annunciato l'assessore regionale Corsini intervenendo alla convention di Cna Balneari, che ha fatto il punto della situazione insieme a tutte le forze politiche.

L’Emilia-Romagna sta per varare una legge sul riconoscimento del valore commerciale per gli stabilimenti balneari. Lo ha annunciato l’assessore regionale al turismo Andrea Corsini, intervenendo venerdì pomeriggio alla convention di Cna Balneari Emilia-Romagna che ha ospitato un dibattito politico-sindacale sul futuro delle spiagge italiane, tenutosi nella sede Cna di Ravenna. Insieme a Corsini (Pd) hanno partecipato in rappresentanza delle forze politiche Samantha Gardin (Lega), Raffaella Sensoli (Movimento 5 Stelle) e Andrea Dionigi Palazzi (Forza Italia), oltre al sindaco di Ravenna Michele De Pascale e ai vertici di Cna Balneari – dal coordinatore nazionale Cristiano Tomei alla portavoce regionale Natascia Casali e quello provinciale Bruno Borghetti.

Interessanti novità sono arrivate anche dal fronte nazionale: secondo quanto riferito dalla Gardin, il governo sarebbe infatti in procinto di varare il decreto che contiene i capisaldi della riforma del demanio marittimo, mantenendo dunque fede alla scadenza del 30 aprile che lo stesso consiglio dei ministri si è dato. Ma i balneari sono preoccupati su alcuni dettagli come il "partenariato pubblico-privato" di cui si parla nella legge di bilancio, e la cui attuazione resta ancora tutta da capire.

La posizione di Cna

Aprendo i lavori, il portavoce territoriale Bruno Borghetti ha ricordato come «Cna è stato l’unico sindacato a non rassegnarsi alle evidenze pubbliche, mentre tutti gli altri ci davano per spacciati e ritenevano le aste inevitabili». E come ha ricordato la rappresentante regionale Natascia Casali, «abbiamo lavorato senza usare slogan da social network, bensì collaborando costruttivamente con le istituzioni. Ma ancora l’allerta non è finita: dobbiamo continuare a lavorare per ottenere le certezze definitive di cui il settore ha bisogno».

Sull’applicazione dei 15 anni restano però ancora troppe differenze, come ha ricordato il coordinatore nazionale di Cna Balneari Cristiano Tomei: «I Comuni stanno procedendo a macchia di leopardo e invece occorre un lavoro omogeneo. Come associazione abbiamo fatto la nostra parte, ritrovando l’azione congiunta con le altre principali sigle del settore che auspichiamo possa diventare un’unità definitiva sulla stessa posizione: l’uscita definitiva dalla direttiva Bolkestein, che è oggetto di uno studio in fase di pubblicazione grazie al pool legale di Cna Balneari».

Il dibattito politico

Unanime il consenso all’estensione di 15 anni istituita dal governo, mentre sugli scenari del settore dopo il 2033, gli esponenti politici sembrano avere idee molto diverse. La priorità di Gardin (Lega) e Dionigi Palazzi (Fi) è «l’uscita dalla Bolkestein», mentre Sensoli (M5S) precisa che «le gare non vanno intese come procedure indiscriminate, ma come un modo per mantenere la tipicità e incentivare l’innovazione». Infine, Corsini (Pd) precisa di «non essere pentito per avere appoggiato il disegno di legge del precedente governo, anche se io lo avrei scritto in modo diverso».

Nel suo intervento, Dionigi Palazzi ha detto che «non si può ragionare sul futuro degli stabilimenti balneari finché non avremo ottenuto l’uscita dalla Bolkestein. Tutte le forze politiche devono fare un mea culpa per avere sottovalutato la portata di questa direttiva – ha aggiunto l’esponente azzurro – ma ora abbiamo questi 15 anni che non sono un arrivo bensì un punto di partenza».

Sulla stessa linea anche la leghista Gardin, che ha inoltre ricordato come «le imprese balneari ora possono tornare a investire mentre il governo continuerà a lavorare per risolvere gli altri problemi, non solo negoziando l’uscita dalla Bolkestein – per la quale ci recheremo presto a Bruxelles – ma anche riguardo ai canoni, a partire dai pertinenziali».

Per Sensoli «la priorità ora è armonizzare l’estensione di 15 anni a livello nazionale, magari cercando di eliminare le troppe competenze burocratiche sul demanio marittimo che spesso mettono in difficoltà i balneari». La consigliera cinquestelle ha anche fatto un passaggio sulla «necessità di riqualificare l’intero settore».

Infine, Corsini si è concentrato sui provvedimenti regionali di imminente adozione in Emilia-Romagna: oltre alla già annunciata legge sul valore commerciale, l’assessore al turismo ha infatti sottolineato come «grazie ai 15 anni, gli stabilimenti balneari quest’anno potranno finalmente accedere ai 25 milioni di euro che la Regione mette a disposizione per incentivare la riqualificazione e gli investimenti nel settore turistico».

Uno scenario su cui è d’accordo anche il sindaco di Ravenna Michele De Pascale, che ha sottolineato come «le gare avrebbero rischiato di spazzare via l’intero sistema turistico balneare italiano, che invece è un’eccellenza nel mondo e che ora si può finalmente rimettere in moto».

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Alex Giuzio

Caporedattore di Mondo Balneare, dal 2008 è giornalista specializzato in demanio marittimo, turismo e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge. Ha pubblicato "La linea fragile", un'inchiesta ecologista sulle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022).
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