Cna Balneari

Balneari, Cna: ‘No alle gare, sì al legittimo affidamento’

Un'intervista a Cristiano Tomei, coordinatore Cna Balneatori, sulla situazione delle concessioni di spiaggia.

Cristiano Tomei, come commenta le recenti parole del ministro allo sviluppo economico Carlo Calenda, che ha definito “vergognosa” la situazione delle concessioni balneari, invitando a istituire subito le gare (vedi notizia)?

accessori spiaggia

Esprimiamo forte contrarietà rispetto alle parole del ministro, che ha dimostrato di non conoscere affatto la situazione di trentamila imprese familiari. Si tratta di attività che non possono essere messe in liquidazione come propone Calenda, che ha guardato all’ago in un pagliaio – citando i presunti canoni bassi – per renderlo un caso generalizzato. E poi, perché il ministro ha proposto delle tutele per gli ambulanti e non per i balneari? Qual è la differenza?

Il disegno di legge presentato lo scorso 27 gennaio dal governo, seppure non sia schietto come le parole di Calenda, vuole comunque predisporre le evidenze pubbliche delle concessioni. Qual è la vostra posizione in merito?

Contrastiamo in toto il ddl varato dal governo, perché riteniamo che non vi siano dei criteri tutelanti per le attuali imprese. Anzi, ci sembra di capire che si vada nettamente verso delle procedure di gara che non salvaguardano le aziende balneari, con dei meccanismi di tutela solo presunti, poiché concetti come il “valore commerciale” e la “professionalità” sono stati già bocciati dalla Commissione europea nel corso dell’incontro tra il sottosegretario Sandro Gozi e la funzionaria Lowri Evans tenutosi lo scorso luglio.

Quindi secondo Cna gli stabilimenti balneari non devono essere messi a evidenza pubblica, come impone la direttiva europea Bolkestein?

Assolutamente no, le attuali imprese balneari non devono andare all’asta e devono essere escluse dall’ambito di applicazione della Bolkestein. Abbiamo ricevuto una concessione ma vi abbiamo realizzato importanti investimenti e il lavoro di una vita, e nessuno ci potrà espropriare attraverso una direttiva che non può essere applicata in maniera retroattiva. Lo abbiamo detto chiaramente al ministro agli affari regionali Enrico Costa anche lo scorso 16 febbraio a Roma (vedi notizia) e lo ribadiremo il prossimo giovedì a Roma, nel corso della nostra presidenza nazionale, e il 3 aprile all’assemblea regionale in programma a Cervia.

Qual è allora la vostra soluzione per scongiurare le gare?

Chiediamo alla politica e al governo che riconosca nel disegno di legge il pieno legittimo affidamento per le attuali imprese, come anche ribadito dalla recentissima sentenza del Tar Campania (vedi notizia). Gli stabilimenti balneari sono un orgoglio per l’Italia in Europa e nel mondo ed è necessario un confronto con il governo per fare chiarezza su questo, dati alla mano. Proprio nei giorni scorsi abbiamo pubblicato sul nostro sito i principali dati di un settore che produce ricchezza e occupazione per il Paese (vedi articolo).

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Alex Giuzio

Dal 2008 è giornalista specializzato in economia turistica e questioni ambientali e normative legate al mare e alle coste. Ha pubblicato "La linea fragile", un saggio sui problemi ecologici delle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022), e ha curato il volume "Critica del turismo" (Grifo Edizioni 2023).
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