Eventi

Balneari, ambulanti e tassisti contro la Bolkestein: assemblea a Rimini

Appuntamento domani alle 15 all'Hotel Ambasciatori

Le categorie colpite dalla direttiva Bolkestein uniscono le forze per salvaguardare le proprie aziende. Il primo passo dell’alleanza sarà siglato domani a Rimini, in occasione di un’assemblea organizzata dal comitato “Salvataggio imprese e turismo”, dall’Associazione nazionale ambulanti UGL e da TNI Horeca, sigla che rappresenta oltre 40 mila ristoratori tra cui molti titolari di attività sul demanio. Gli imprenditori coinvolti nell’iniziativa si oppongono all’errata applicazione della famigerata direttiva europea, chiedendo che la liberalizzazione delle concessioni non diventi una scusa per espropriare migliaia di imprese.

L’appuntamento si terrà domani alle ore 15 all’Hotel Ambasciatori di Rimini (viale Vespucci 22) ed è aperto a tutti gli interessati.

Interverranno Nando Cardarelli e Walter Maretti (comitato “Salvataggio imprese e turismo”), Gabriele Boldrini (presidente Rete imprese mare di Rimini), Raffaele Madeo, Simone Giannerini e Cristina Tagliamento (TNI Horeca), Claudio Giudici (presidente Uritaxi – Unione di rappresentanza italiana dei tassisti), Ivano Zonetti, Vittorio Pasqua e Marrigo Rosato (rispettivamente presidente, vicepresidente e segretario nazionale di Ana UGL). È inoltre previsto un intervento giuridico sulla Bolkestein a cura dell’avvocato Ettore Nesi. I lavori saranno moderati da Alex Giuzio, caporedattore di Mondo Balneare.

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  1. Questi 3 anni concessi dal Consiglio di Stato nella speranza di adeguare il settore ai bandi al 2024, si stanno utillizzando per buttarli in casciara con dibbattiti pseudogiurici, in danno dell intero settore.
    Continuiamo cosi, facciamo una proroghina.

    • Ricordati di commentare anche l’articolo sulla plastica free…non vorrei ti sfuggisse…ovviamente sempre con le parole “soldini” “proroghina “, ecc. Insomma quelle che usi ad ogni singolo commento.
      Si dice caciara poi, non casciara.

    • Non sai neanche contare non sono 3 anni in teoria a giugno 2023 quindi tra un anno e mezzo i bandi dovrebbero essere già fatti!!!

    • Non sai neanche contare non sono 3 anni in teoria a giugno 2023 quindi tra un anno e mezzo i bandi dovrebbero essere già fatti!!!

    • i tassinari, come li chiami tu, sono un servizio pubblico essenziale… e non rientrano nella direttiva bolkestain al pari delle autoambulanze… Poi sai cos’è una lobby? Il tassista può farlo chiunque per bando o per voltura… Parli per luoghi comuni e dici solo sciocchezze che multinazionali corrompendo governi e media ti mettono in testa 🤪. Informati prima di parlare a vanvera

  2. Ma falla finita.. qui si chiede solo di ridarci i soldi nostri che abbiamo messo sulle nostre imprese, punto! Le spiagge riprendeteveli e fateci vedere come siete meglio di noi ma con i vostri soldi dovete fare impresa non con i nostri!
    Speriamo sia stato chiaro, magari stravolgete anche quello che scrivo come fate con i dati dell’argomento!

    • Nikolaus Suck says:

      I vostri soldi non li avete regalati ma investiti per guadagnarci e ammortizzati, su una concessione per definizione a tempo che non è mai stata perpetua.

      • Suck, NON È AFFATTO COSÌ
        Art. 10 della Legge 16 marzo 2001, n. 88
        (Disposizioni concernenti le concessioni dei beni demaniali marittimi)
        1. Il comma 2 dell’articolo 01 del decreto-legge 5 ottobre 1993, n. 400, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 1993, n. 494, è sostituito dal seguente:
        «2. Le concessioni di cui al comma 1, indipendentemente dalla natura o dal tipo degli impianti previsti per lo svolgimento delle attività, hanno durata di sei anni. Alla scadenza si rinnovano automaticamente per altri sei anni e così successivamente ad ogni scadenza, fatto salvo il secondo comma dell’articolo 42 del codice della navigazione».

        • Nikolaus Suck says:

          Ancora Renzo? Sta norma l’abbiamo già sviscerata, spiegata e commentata cento volte e in ogni modo possibile, anche di recente. Semplicemente non dice quello che le vuoi far dire, fattene una ragione.

          • “sviscerata” per niente caro Suck, se non c’era questa legge, ed anche il fatto che nessuna concessione era mai stata revocata per scadenza dei termini, per più di un secolo, col c…o il sottoscritto e altri migliaia di persone, avrebbero investito tutta la loro vita è i loro soldi. Chi non condivide, è completamente fuori di testa.

            • Nikolaus Suck says:

              Fuori di testa era ed è chi ha – se ha – investito “tutta la vita e i soldi” in base ad una norma del genere.
              Rivediamola insieme, per l’ennesima volta, come a scuola:
              1) “Le concessioni di cui al comma 1 […] HANNO DURATA DI SEI ANNI.”
              Parla chiaramente di una durata, e quella durata è di sei anni. NON parla di concessioni perenni o perpetue. Avrebbe potuto farlo, ma NON lo ha fatto. E “in claris non fit interpretatio”.
              2) “Alla SCADENZA si rinnovano automaticamente”.
              (a) Conferma che c’è una scadenza. Che quindi resta e non è mai stata eliminata, anzi è stata confermata. (b) Il rinnovo è possibile certo e perché no, ma è solo “automatico”, NON “sicuro”, NON “dovuto”, NON “garantito”, NON “perpetuo”. Come ti dice qualsiasi dizionario, automatico vuol dire “senza intervento diretto”, non “per sempre”. Infatti la norma prosegue precisando che il rinnovo dura ed è solo:
              3) “per ALTRI SEI ANNI”
              ovvero per un altro periodo ben definito e uguale al precedente NON indefinitamente o per sempre, E
              4) “così successivamente ad ogni SCADENZA”,
              ripetendo e confermando che le scadenze ci sono, si verificano, e vanno tenute presenti. Tanto che vanno anche “rinnovate”, ogni sei anni, sia pure “automaticamente”. Ma automaticità e durata sono due cose diverse e non collegate tra loro, né lessicalmente, né fattualmente, né giuridicamente.
              5) “FATTO SALVO il secondo comma dell’articolo 42 del codice della navigazione”,
              il quale come sai dice che le concessioni “sono REVOCABILI per specifici motivi inerenti al pubblico uso del mare o per altre ragioni di pubblico interesse, A GIUDIZIO DISCREZIONALE dell’amministrazione marittima”.
              Ovvero, a prescindere dalla durata di sei anni in sei anni prevista dalla legge e dal rinnovo anche automatico, l’amministrazione comunque nell’interesse pubblico te la può levare in qualsiasi momento NON solo alla scadenza. Che questo sia possibile basta, che succeda o no è irrilevante, non interessa e non crea diritti o aspettative.
              Ovvero, che la revoca, alla scadenza o anche prima e in qualsiasi momento e per motivi di interesse pubblico, fosse e sia prevista e POSSIBILE per legge, basta per doverne tenere conto in diritto, e rende totalmente IRRILEVANTE che, in tesi “non sia mai stata fatta” come sostieni tu, cosa tra l’altro tutta da vedere e verificare.
              Ora in tutta onestà “interpretare” una norma che a) prevede chiaramente una scadenza, b) individua quella scadenza in sei anni, c) stabilisce che ogni sei anni la concessione vada rinnovata, d) precisa che pure quel rinnovo dura altri sei anni, e d) definisce il rinnovo limitato nel tempo come “automatico” ovvero non richiedente l’intervento di nuova domanda e procedimento E BASTA, come una norma che garantirebbe rinnovi eterni ed illimitati, è decisamente sbagliato, per non dire altro.
              Puoi farlo, certo, è possibile (come è possibile il contrario), ma a tuo rischio e pericolo, lo Stato e la legge non hanno mai detto e tanto meno garantito nulla del genere.
              L’interpretazione chiara e testuale – che come tale è quella da preferire per legge – è quella di cui sopra, che ti piaccia o no.
              E tra l’altro solo tra il 2001 ed il 2010, NON prima, e NON dopo.
              Non potete porre a carico dello Stato e della collettività le conseguenze di una vostra diversa e molto meno evidente interpretazione di comodo di una norma durata appena dieci anni che vi ha portato, sbagliando, a decidere che dei titoli per definizione temporanei e sempre previsti e disciplinati come tali, con durate e scadenze, sia pure rinnovabili, fossero “perpetui”. Che i rinnovi, automatici o meno, fossero possibili, non significa e non ha mai significato che fossero certi, dovuti o eterni, tanto meno come “diritto”.

    • Gianfranco noi ti diamo i soldi da te investiti e tu ridai gli utili da quando hai la concessione..se va bene io sostengo la proposta!

  3. Questa è l’Italia che lavora, non i fannulloni tanto cari a 5s e PD che vorrebbero il piatto pronto o il reddito di nullafacenza

  4. L’euro e’ un’imbroglio.Ci vogliono fregare con la Bolck. Difendiamo il lavoro italiano. Cliccate You Tube -: Le proroghe delle concessioni demaniali marittime all’ultima spiaggia?-
    Sentite il Professor Gaggero. Riunione della camera amministrativa di Bari del 14/12/21.Come da segnalazione dell’ avvocato Lucano.

    • Nikolaus Suck says:

      Già il prof. Gaggero, associato di diritto dell’economia che risulta essersi occupato, sicuramente in modo egregio, di mercati finanziari e agroalimentari e tante altre cose, ma salvo errore mai di diritto amministrativo, pubblico ed europeo, né accademicamente né professionalmente. Mentre giusto ieri ad un altro convegno a Roma due professori ordinari di diritto amministrativo e pubblico hanno confermato impianto e principi dettati dalle sentenze della Plenaria. Poi ognuno segua e creda quel che vuole.

      • Anche ieri non mi sembra non sia stata criticata la decisone della plenaria, anzi le criticità sollevate su alcuni punti sono simili a quelle poste dal prof gaggero. Poi se vogliamo stravolgere la realtà a piacimento e assottigliarla alle proprie posizione ne prendiamo atto. Addirittura Lipari si è posto alcuni dubbi, affermando la possibilità che successive pronunce che ci saranno moduleranno punti oscuri di questa sentenza, ad avviso di tanti generalista, fatta male e liquidata come granitica ma in realtà tutt’altro che solida.

      • suck il dottor pollici non si è allineato con i tuoi amici che praticamente hanno parlato per non dire nulla generalizzando . ci sono decine di contestazioni ( basta andare su youtube per vederle) ma tu parli alla tua cara sentenza del cds fatti da nomi illustri e di fama internazionale . valli a vedere e impara . tutti conoscono la verità compresi i tassisti e gli ambulanti.

        • Nikolaus Suck says:

          Certo la verità è su YouTube, massima fonte. E se la conoscono tassisti e ambulanti siamo a posto. D’altronde se non fate numero con loro valete poco e l’ultima iniziativa.
          Il “dottor pollici” per tua informazione è il Professor Police, docente ordinario di diritto amministrativo che mi onoro di conoscere di persona, e che ha detto che i principi della plenaria sono sacrosanti, e che per scriverla il presidente ha scelto e messo in campo i giuristi migliori. Cioé il contrario delle tue patetiche tesi complottiste. Ma tu segui pure la dottrina di YouTube & Co.

  5. Michele russo says:

    Ma se facessero tutti come gli ambulanti in Emilia Romagna non sarebbe una soluzione? Certo che chi non è in regola è tagliato fuori.

  6. Sono anni che non sappiamo ancora cosa fare se investite ho provare ha sopravvivere io come tutti gli ambulanti abbiano buttato via migliaia di euro per rinnovare le nostre dico nostre perché pagate con soldi buoni e adesso vi volete divertire a portarci via il nostro lavoro provateci se siete buoni branco di fannulloni buoni da niente

  7. Continuate con sta favoletta dell’indennizzo che copra solo investimenti non ammortizzati, ma l’impresa è il suo valore dove lo mettiamo? Ma volete farci credere che il valore dell’impresa fatta da queste persone sia stata creata dallo stato?? E i sacrifici di biase questa gente ? Dei propri familiari che dura da anni dove lo mettiamo, altro che violazione dei dietro dell’uomo. La realtà che non volete capire che sta emergendo una critica forte da parte di tutto il mondo scientifico sulle decisioni della plenaria, sconsiderate, spropositate e generaliste. Impossibile che il legislatore non tuteli le piccole e medie imprese fatevene una ragione soprattutto in campagna elettorale, visto che ci siano dentro.

    • Nikolaus Suck says:

      Non è una favoletta sono le norme e la giurisprudenza in materia di imprese su concessioni. Perché i titoli sono a tempo e le imprese ne seguono le vicende, e perché senza le concessioni il valore dell’impresa è pari a zero. Infatti Cassazione e giudici amministrativi da decenni escludono espressamente che per le imprese su concessione si formi e sia dovuto alcun avviamento.

      • Non europea, ci saranno modi e tempi per far valere le nostre ragione, anche alla corte europea dei diritti dell’uomo, le teorie che l avviamento segua il pezzo di spiaggia dato anni fa e rinnovato sistematicamente per decenni non regge. L’avviamento c’è ed è palese, anche un non esperto lo riconoscerebbe, si tratta di buon senso, che alla fine uscirà fuori anche nella giurisprudenza, io credo soprattutto europea, perché la storia non è finita qui come molti fanno credere.

        • Nikolaus Suck says:

          Fino a ieri l’Europa era il demonio che ci vuole dire come gestire le nostre spiagge, e ora invece vi rifate all’Europa? Dissociazione interessante.

    • Si le critiche non mie ma del mondo scientifico si susseguono, le sentenze sono criticate da molti accademici e se notate i quesiti posti nelle discussioni vengono sistematicamente elusi da giuristi mega galattici del blog. Che giustamente sulla valutazione generalista fatta dalla plenaria su tutte le concessioni a prescindere non aprono bocca. Chissà perché , la valutazione di parte è evidente

      • Luigi l’unica sentenza che ad oggi vale è quella della plenaria, il resto sono bla bla bla che nulla e nessuno orientano. Giusto che tu rimanga convinto del contrario se ti aiuta a vivere meglio.

  8. Ernesto, è fiato sprecato con questi soggetti. Basta vedere che sono i primi a commentare gli articoli. Non contenti ogni due tre ore tornano sul portale per leggere di nuovo tutto e rispondere con le solite argomentazioni, chi sostiene le aste per interessi personali o terzi ( vedi i soliti due) e chi solo per contrastare la categoria (per invidia?).
    In entrambi i casi, ne hanno di tempo da dedicarci…gratuitamente

  9. Se il dirigente non mette a bando la concessione al 2024, la procura sequestrera’ l area, con relativa denuncia per abuso d ufficio.
    In realta’ la procura di Genova e’ gia intervenuta
    La vostra arroganza vi portera’ molto lontano

    • Nikolaus Suck says:

      Si pure io ho letto un altro articolo sensazionalista in cui con assoluta disinvoltura e e addirittura con sicumera si diceva che le ultime sentenze avrebbero “superato” quelle della Plenaria, “affermato implicitamente” la validità della proroga al 2033, “stabilito” il doppio binario e il legittimo affidamento per le concessioni ante 2009, e altre stupidaggini del genere, tutte insieme. Mi spiace, sinceramente, per quelli che non sapendo e capendo leggono, si affidano, e si cullano in false speranze destinate ad essere inevitabilmente smentite, e a breve.

  10. E certo , si denota una certa inesperienza se continuate a pensare che tutta sta gente, migliaia nn centinaia, esca di scena senza ricevere nulla. Vivete sulle luna e non in Italia , con tutto il rispetto per i giuristi europeisti. Nessun governo adotterà una riforma che spezzi totalmente le gambe alle imprese fatevene una ragione. Ma quel che adesso appare certo a breve avrà contorni molto diversi, sicuramente già dalle successive pronunce amministrative. Poi c’è una sentenza del 2019 della corte di giustizia che può fare al caso nostro. Approfondimenti a breve .

      • Cosa c’entra YouTube con quello che dicono i relatori , ma per cortesia, contano le riflessioni si chi parla , è tutta questa comunione d’intenti sulle sentenze della plenaria il nn la vedo. Poi se tu prevedi aste per tutti perché la plenaria ha fissato il suo principio indissolubile, bene per te .

  11. Molto bello il ragionamento sul diritto di insistenza che naturalmente non prevedeva un diritto eterno e perpetuo, lo sappiamo tutti, c’è scritto e non è quello il problema. Il vero problema è l’atteggiamento dello stato che di fatto, ripeto di fatto ha usufruito dello sforzo economico lavorativo e umano di questa gente e delle proprie famiglie. Questi signori lo hanno fatto certamente per un interesse proprio ma nn ditemi che lo stato, le coste la collettività e il turismo italiano oltre che l’erario non ne abbiano tratto vantaggio. Io parlerei di vantaggio reciproco, quel vantaggio, creato da questa gente che ha scommesso su questo lavoro, e la scommessa nn può essere ignorata, al di là del dato normativo che nn assicurava sulla durata della concessione. Per concludere , se questa gente prima e dopo fino ad oggi nel tempo hanno scommesso e curato la propria impresa hanno prodotto quello che oggi è accaduto, ovverosia l’interessa da parte di una grande fetta del mondo economico esterno al settore che vuole entrare e sfruttare il bene, bene che , OGGI Dopo questo sforzo di queste imprese è appetibile. Ora se da chi ha creato , costruito e prodotto per l’interesse suo della collettività e dello stato che ha ricevuto le sue tasse come è giusto che sia, sia cacciato con un calcio nel sedere non solo non è degno di uno stato di diritto ma lede la dignità e i principi su cui si fonda la nostra costituzione. La riforma che ci sarà , non solo terrà conto di questo, e ci mancherebbe, ma anche per mitigare i devastanti effetti economici ( per usare le paroline magiche ) di questo scempio di decisione, darà a questi imprenditori un riconoscimento che si tradurrà o nella vincita della gara o in un emolumento che il nuovo subentrante deve riconoscere a fronte di una concessione di lunga durata. Nessun concetto tipo barriera all’ingresso o altra definizione del genere può valere su questi argomenti, proprio per tutto il ragionamento fatto, ovverosia che l’impresa nn la consegnata lo stato a questi signori ma se la sono creata è costruita nel tempo. Buona giornata.

    • Nikolaus Suck says:

      Quel “vantaggio reciproco” era ed è previsto ed implicito nella concessione, ne costituisce proprio il cuore: il ti concedo la risorsa affinché tu mentre la usi a tuo vantaggio me la custodisca e migliori, e anche per questo te la faccio pagare poco perché lo sviluppo è parte dei tuoi obblighi, e alla scadenza me restituisci in quello stato. Quindi nessuno ha fatto nulla di più di quanto previsto e dovuto.

      • Sempre secondo il suo interpretare naturalmente. La questione credo sia priva di dubbi nelle sua valutazioni , non credo che il legislatore seguirà la sua strada .

        • Nikolaus Suck says:

          L’ha già fatto, con norme univoche che sono iniziate nel 1925 e continuate nel 1990, 1997, 1999, 2000, 2001, 2011, etc., etc., etc., etc., e uniforme giurisprudenza applicativa confermata in ogni sede anche da ultimo. Dovrebbero recisamente e radicalmente cambiare tutto. Per balneari e ambulanti? Io non credo e fino ad oggi ho avuto ragione io, ma vedremo.

      • Forse le concessioni che hai letto sono diverse da quelle che abbiamo qui in Liguria, o forse perseveri ad estremizzare ragionamenti giuridici poco fondati per portare acqua al tuo mulino. Se fosse vero quanto affermi, chi non ha sviluppato l’azienda sul demanio doveva vedersi revocata la concessione per inadempimento? E quindi il tanto vituperato (a mio parere ingiustamente) Flavio Briatore che di sicuro ha sviluppato più degli altri dovremmo farlo santo subito?
        Mi sono riletto tutte le concessioni rilasciate a me o miei clienti. Sta storia dello sviluppo non esiste, anzi. Mi dicono tutte che devo lasciare, alla fine, le cose come le ho trovate, salvo incameramenti.
        Se invece volevi fare riferimento a concessioni tipo porti turistici o altre opere, mi duole farti notare che non sono per nulla assimilabili, nei presupponti, nel testo e nelle conseguenze giuridiche, ma credo/spero che questo già lo sapessi.
        E sul legittimo affidamento sono d’accordo con Renzo. Quando uno Stato (ma anche un privato cittadino) si impegna a darti un futuro rinnovo (salvo le necessità del pubblico uso del mare, che tu sai non essere le spiagge libere ma ben diverse tipologie di opere pubbliche, vero?) e poi fa marcia indietro lede il tuo legittimo affidamento. E fa la figura che da noi viene chiamata “dello sciacquapapere”. Io sarei un cicinin diverso. Se ti prometto che ti rinnoverò il contratto di affitto del tuo studio, poi lo faccio. Perché i soldi vanno e vengono, mentre di faccia ognuno di noi ne ha una sola. Per ognuno di noi intendo un’insieme di soggetti che non comprende pentastellati e biestiario assimilabile, ovviamente. Da “apriremo il parlamento come una scatoletta di tonno” in poi è stato il più eclatante caso di suicidio collettivo dopo lo spiaggiamento delle balene

        • Nikolaus Suck says:

          Solito equivoco. Lo Stato non ha “promesso” nulla. Le norme vanno interpretate testualmente e per quel che può succedere, no per quel che succede o meno nei fatti.

          • Il cd “diritto di insistenza” non puoi bollarlo come qualcosa che può succedere o meno.
            La norma non la stai interpretando correttamente, altrimenti non ci sarebbe stato bisogno di abolirlo quel diritto.
            poi non ti inalberare se qualcuno ti bolla come “azzeccagarbugli”. Uno Stato con la S maiuscola non si rimangia la parola, tantomeno con voli pindarico/giuridici.
            E’ vero che l’inestimabile Flaiano diceva che in Italia la linea più breve tra due punti è l’arabesco, ma ahimé il tuo nome tradisce altre origini… credo che al di là del tuo gioco a provocare, data la tua formazione dovresti comprendere che non tutto è bianco o nero

            • Nikolaus Suck says:

              Lieto che sia tornato Nick ma mi dispiace, sbagli ancora. Soprattutto, mi spiace se decidi di argomentare al livello furbetto e approssimativo di Renzo visto che puoi fare decisamente di meglio.
              Ma di fronte al “provocatore” crolla qualsiasi gentiluomo. Quindi, in ordine sparso:
              1) Il “diritto di insistenza” intanto è cosa diversa e da non confondere con il rinnovo automatico di cui ha parlato Renzo. E si tratta effettivamente anche in questo caso di qualcosa che “può succedere o meno”. Perché non è un “diritto a stare lì” a prescindere, ma un mero diritto di prelazione, ovvero solo quello di essere preferiti ad altri concorrenti a parità di condizioni, null’altro. Se accetti e offri le stesse condizioni puoi restare, altrimenti te ne vai e si assegna al nuovo. Giurisprudenza pluridecennale assolutamente granitica.
              Anzi, proprio l’esistenza di tale “diritto di insistenza” così configurato ti dimostra che il confronto con i concorrenti e la possibilità di dover lasciare la concessione c’erano eccome, già allora e da sempre.
              2) L'”interpretazione” che ho dato è corretta ed è quella testualmente più chiara, ovvia e aderente. In claris non fit interpretatio. C’è stato bisogno di abolirla, al pari del diritto di insistenza, perché entrambi attribuivano delle posizioni di vantaggio ingiustificate ai concessionari attuali, discriminandoli rispetto ai potenziali concorrenti. Infatti bastava che accettassero le stesse condizioni per poter restare, senza dover fare niente. Ma il vantaggio era solo questo. Una preferenza soggettiva a parità di condizioni, NON un diritto a tenersi la concessione comunque e a prescindere e/o una durata oggettiva perpetua. Che era, appunto, solo qualcosa che nei fatti “poteva succedere” (ma anche no), NON un diritto, e nemmeno una semplice aspettativa tutelabile.
              3) Non mi sono inalberato e non mi inalbero per ben altri epiteti e addebiti, figurati quanto mi sposta quello davvero piccino, insignificante e decisamente banale e scontato di “azzeccagarbugli”; che oltre tutto evidenzia e conferma l’ignoranza di chi lo utilizza.
              4) Il che ci porta al bianco e nero. Saranno appunto le origini, ma almeno secondo me il diritto è una scienza e come tale quando studiato e applicato seriamente e oggettivamente è effettivamente o bianco o nero. Non per forza solo bianco, non per forza solo nero, ma per forza o l’uno o l’altro. Il mondo delle sfumature varie appartiene appunto agli “azzeccagarbugli” che imbrogliano le carte e pensano pure di essere fighi a farlo.
              In ogni caso, qui il bianco e il nero lo abbiamo abbandonato da tempo, i colori in gioco ormai sono altri. E se non erro Flaiano aveva qualcosa da dire pure su quello.

            • Non mi sembra corretto. Il diritto di insistenza non è il diritto di prelazione. mi astengo da pallose dissertazioni. Ti faccio solo notare che il diritto di insistenza non esiste più mentre la prelazione viene tuttora riconosciuta, per esempio in seno alla 392/78 per le locazioni di immobili non abitativi, e pacificamente anche nel caso di immobili di proprietà statale o di enti pubblici. La differenza, succintamente, è che il diritto di insistenza si esercitava e l’ente pubblico non faceva una gara per l’affidamento del bene che restava al concessionario. Il diritto di prelazione consente al concessionario di pareggiare la migliore offerta ALL’ESITO DI UNA GARA. Non è la stessa cosa.

  12. Certo, come no? il cuore della concessione.. anche i Benetton hanno sapientemente custodito e migliorato per l’interesse reciproco.
    Ah no! Ne mancava un pezzettino!
    E sono allora stati cacciati con un calcio nel culo.
    Ah no! Lo stato gli ha scucito 9 miliardi di euro!
    Il cuore della concessione! Cosa dobbiamo sentire..

  13. Esattamente, Benetton e’ l esempio dell oligopolio che non si deve imitare in un paese civile:
    Alti prezzi per i consumatori
    Danno erariale per lo stato che ha incassato poco dalla concessione
    Scarsi investimenti con gravi pericoli per l incolumita’ pubblica

    Ma in italia e’ basta finanziare i partiti: non chiamiamolo pero’ traffico illecito di influenze

    • Non si finanziano i partiti!
      E’ fondamentale il marketing.
      Suggerirei ai sindacati dei balneari di sottoscrivere un contratto con qualche blogger, magari autorevole e di fama.
      Mi dicono che 120.000€ all’anno potrebbero bastare.
      mala tempora currunt

          • Nikolaus Suck says:

            Immagino sia un’altra “battuta di spirito” e quindi evito di rispondere per non incorrere nei tuoi strali, poi scappi di nuovo! 🙂

            • Purtroppo nessuna battuta, solo cronaca giudiziaria e tanta amarezza a vedere il tono delle comunicazioni interne al movimento.
              Forse per voi è stata una sorpresa… noi liguri un’idea sull’uomo la avevamo già chiara.

  14. Puo’ essere che abbiano finanziato qualche altra fondazione, considerato che le proroghe illecite sono state concesse da tutti i partiti

  15. Ho poco da dire dopo questo profluvio di interventi, solo a proposito degli indennizzi.
    Condivido in pieno ciò che dice Suck e colgo perfettamente il senso della posizione di Luigi. Devo solo aggiungere qualcosa. L’indennizzo, che penso verrà riconosciuto, spero come ho proposto io in due parti, non può essere pagato dal subentrante, perché in questo caso i partecipanti alla gara non partirebbero tutti dallo stesso punto di partenza. Nessuno dovrà versare nulla all’uscente. L’unico sistema per indennizzare i concessionari uscenti (e poi spiego come) è che anticipi lo Stato e poi recuperi sui canoni delle nuove concessioni che non dovranno più essere meramente simbolici, ma a valore di mercato e con il ricarico delle somme anticipate.
    Altra proposta “irricevibile” di Luigi è che la norma farà vincere il concessionario uscente. Questo non solo non è contemplabile con l’attuale ordinamento europeo, ma sarebbe perfino contro le norme nazionali più permissive o demagogiche.
    Il motivo poiché ritengo utile l’indennizzo, posto che Suck ha perfettamente ragione in linea generale, è che ogni miglioria al bene demaniale (se regolarmente autorizzata dall’Agenzia del Demanio che l’ha ritenuta utile e valida), ha come conseguenza che l’imprenditore ha tutto l’interesse ad investire, perché più investe e più migliora e più guadagna in costanza di concessione e al momento del passaggio ad altro concessionario.
    Quanto al riconoscimento dell’indennità di avviamento (commisurata alle imposte pagate e ai contributi versati e non al canone pagato) ha lo stesso effetto virtuoso, perché un’azienda ben avviata porterà maggiori introiti allo Stato al momento del pagamento del canone, visto che l’offerta al rialzo sul canone è tanto più efficace, quanto più l’azienda è appetibile. Fermo restando che nell’offerta economica mente più vantaggiosa il rialzo del canone non dovrebbe superare il 10/15% dei punti da assegnare.

    Giusto un inciso per Jhonny:

    “Basta vedere che sono i primi a commentare gli articoli”:
    I primi a commentare gli articoli sono i vari frequentatori del blog, a volte i sostenitori della primazia del diritto della UE e del libero mercato, a volte i sostenitori del diritto di insistenza, a volte qualcuno che “stuzzica”… certo mai un certo Jhonny, ma probabilmente perché farebbe sorgere il sospetto di avere veramente poco da dire e ha il buon senso di tacere per evitare di confermare ciò che è solo un sospetto.

    “Non contenti ogni due tre ore tornano sul portale per leggere di nuovo tutto e rispondere con le solite argomentazioni”:
    Anche questo mi sembra più un “outing”, visto che non viviamo tutti assieme e perciò Jhonny può testimoniare solo per sé stesso.

    “chi sostiene le aste per interessi personali o terzi ( vedi i soliti due)”:
    Chissà come Jhonny ottiene queste informazioni? Può sembrare incredibile, ma nel mondo c’è perfino chi fa le cose senza interesse (economico, s’intende). Esistono delle cose, che si chiamano passioni, che vengono fatte senza un corrispettivo. Tra le passioni può esserci anche il “diritto”, lo studio e l’approfondimento… ma capisco che alcuni non ne abbiano mai avuto notizia.

    “e chi solo per contrastare la categoria (per invidia?). In entrambi i casi, ne hanno di tempo da dedicarci…gratuitamente”.
    Voglio solo risponde sulla questione “tempo”. Dipende. C’è chi ha tempo da dedicare perché lavora 18 ore al giorno, anche senza fare il Balneare, e trova qualche ora per approfondire i temi che questo blog suggerisce, e chi ha tempo perché il mondo lo trascura e nessuno lo cerca… Allegro Jhonny, oggi qualcuno si accorto di te.

    …e meno male che avevo poco da dire… 🙂

    • perdonami Mistral, ma proprio non riesco a persuadermi.
      Se, poniamo, l’indennizzo per la mia azienda è 100 ed è a carico del subentrante non vedo la distorsione. Se vince Pinco pallino deve rinunciare a 100 per darli a me. Se vinco io devo rinunciare a 100 che non incasserò da Pinco pallino.
      La rinuncia ad un credito (o meglio la confusione ex art 1253 codice civile, se non ricordo male) è comunque un onere.

      E comunque, prendendola all’incontrario, se lo Stato da 100 a me e non a Pinco pallino, comunque io parto avvantaggiato perché ho avuto un’iniezione di liquidità?

      Non torna. Anche moralmente. Siamo sicuramente esseri abietti noi balneari, ma ci sembra più corretto che l’indennizzo per la nostra azienda ce lo dia chi se la godrà e non la collettività.

      Come già argomentato, poi, vorrei che il subentrante, alla fine del suo periodo, avesse titolo ad un analogo indennizzo a sua volta da chi lo sostituirà, non tanto per equità 8che è importante) ma perché è l’unico modo per essere certi che il concessionario gestirà diligentemente: peggio ti comporti e meno riceverai alla fine del tuo periodo perché l’azienda si sarà depauperata

      • L’obiettivo della norma sarà far incassare di più lo stato per cui ci saranno dei punti per il rialzo sul canone..se io subentro e devo dare a nick 100+il canone mentre nick deve pagare solo l’aumento del canone, nick può offrire di più perché non ha i 100 del subentrante che può investire nell’offerta

        • ma lui i 100 li ha già investiti creando l’azienda, e rinuncia ad incassarli dal subentrante. La rinuncia ad un corrispettivo è comunque un onere

          • Ecco Niick i balneari non sono il centro della norma che dovrà tenere anche conto di TUTTI gli altri..se non devo dare a te i 100 vuol dire che anche io posso offrire quanto te per il canone altrimenti sarei svantaggio rispetto a te che puoi alzare l’offerta più di ogni altro concorrente e quindi…..rivincere sempre!

      • Scusa Nick,ma chi decidera’ di partecipare ai bandi lo dovra’ fare presentando un progetto il piu’ possibile competitivo e vincente tenendo conto di parametri il piu’ possibile premianti.Perche’ dovrebbe prendere il pacchetto cosi’ come e’ piaciuto a voi? E se decidesse di fare una cosa completamente diversa?

        • Vedi Ilaria, come spiego più sotto a Suck, le aziende balneari sono nate sotto una norma (giusta o sbagliata che fosse) che per agevolare gli investimenti sul demanio garantiva di non essere estromessi dalla concessione, salvo pubbliche necessità (che non sono la necessità del cugino dell’assessore di avere una spiaggia, ma la necessità del Comune a fare un’anfiteatro sul mare per esempio)
          Nella mia via c’è uno che vende una villetta col terreno. Io la villetta la avrei fatta diversa, ma non posso andare a dirgli “vendimi tutto al prezzo del solo terreno perché tanto la villetta io voglio farla diversa”, perché prima di mandarmi a quel paese lui mi raccomanda anche per un TSO e chiama il reparto neurodeliri dell’ospedale di zona.
          Dovete rassegnarvi al fatto che gran parte dei balneari hanno legittimamente maturato un legittimo affidamento, e non stanno accampando scuse per non liberare gli arenili.
          Una piccola nota a margine: la mia concessione per vari motivi che non ti sto a dettagliare non è soggetta ad evidenza pubblica, quindi della materia non me ne fregherebbe niente, personalmente ed egoisticamente, ma non posso stare zitto quando vedo cosa sta accadendo: per giustificare le vostre pretese (che a mio modestissimo avviso sono insensate) fate taglia e cuci del corpus normativo pregresso e del buon senso.
          Ma davvero pensi che se i balneari fossero tanto nel torto nessun governo negli ultimi 20 anni avrebbe trovato modo di cacciarli via? E non mi tirare fuori la panzana della lobby: 12.000 imprese, la maggior parte di dimensione infima, nelle urne conta come il due di picche con briscola a cuori.
          Il problema è che puoi anche convincerti che tutto sia semplice, e che il parlamento si può aprire come una scatoletta di tonno, ma la realtà è più articolata. E alla fine scopri che tu sei il tonno

        • Nikolaus Suck says:

          Cara Ilaria forse dobbiamo davvero lasciar perdere. Di fronte a uno che “spiega” lui a me quello che sarebbe il mio pane quotidiano, di cui bene o male mi nutro da 30 anni, non posso che alzare le mani.

      • Nikolaus Suck says:

        Non vorrei inserirmi in una discussione altrui, ma credo ci sia un duplice equivoco di fondo: l’identificazione tra concessione e azienda, e, a cascata, l’identità tra concessione (e azienda) precedente e concessione (e azienda) da assegnare. Per cui il nuovo concessionario “si gode l’azienda”. Ma chi lo ha detto? E dove sta scritto?
        E se non se la volesse affatto godere, e invece volesse fare qualcosa di totalmente nuovo e/o diverso? Perché deve pagare qualcosa che non vuole e non usa?
        E se la stessa amministrazione, da cui parte tutto, mettesse a bando una concessione totalmente diversa da quella precedente? Più piccola, o più estesa, o configurata in altro modo, e/o che non prevedesse (più) uno stabilimento, o QUELLO stabilimento, ma qualsiasi cosa di in tutto o in parte diverso (il recente piano di Marina di Pietrasanta, che guarda caso nessuno ha voluto commentare, insegna)?
        Stavolta non sono io quello del bianco o nero…

        • Alcune volte certi commenti ti lasciano senza parole. Ma come concessione e azienda non le assimili?? Fanno la gara per fare qualcosa di diverso?? Utopia , faranno le stesse cose di prima, ma cosa cavolo possono fare su una spiaggia?? Ahahah. Ma come si fa a ragionare in questo modo, stesso posto, stessa realtà e abitudini consolidate nello stesso spazio geografico urbanistico da 30 – 40 anni poi improvvisamente l’amministrazione farà un bando con illuminate nuove valutazioni sull’utilizzo del bene? Ma dove in Italia ?? O a Dubai. Qualcosa di diverso ?? Usa un altra argomentazione che questa da proprio ridere.

          • Nikolaus Suck says:

            Ancora una volta, dove sta scritto? E anzi cosa ci sarebbe di strano o “utopico” se ad es. un’amministrazione, preso atto dei cambiamenti climatici, ambientali, di disciplina urbanistico edilizia, etc. nei decenni, decidesse di spacchettare certi anacronistici mega-stabilimenti in cemento armato tipo colonia sorti tra gli anni 20 e 60/70, in una serie di concessioni più snelle, facilmente gestibili e ambientalmente sostenibili? Soprattutto per alcune realtà localmente ben note che ho in mente, mi sembra anzi un’opzione molto probabile e concreta e so di Comuni che ci stanno pensando concretamente.

        • Non ho mai equivocato tra concessione ed azienda, di cui la concessione è un elemento ma non l’unico. Ebbene, sulla base di una normativa basata sul diritto di insistenza io ho creato la mia azienda. Ed il diritto di insistenza, tu mi insegni, era stato proprio voluto dal legislatore per favorire ed incentivare gli investimenti sulle concessioni demaniali. Ora è cambiato lo scenario normativo, mi sta (più o meno) bene, ma quello che ho creato in buona fede sulla base di uno Stato che mi diceva “tranquillo che alla scadenza non ti manderò via, investi pure…” qualche diritto me lo deve pur dare. Perché vedi Suck, gli Stati che si rimangiano la parola, che non tengono fede agli impegni, non vanno molto lontano.
          Oggi pensate di aver fatto uno sforzo di democratizzazione degli arenili (e vedremo l’effetto specifico, di cui io sono già certo come ho ampiamente scritto) e non vi rendete conto di aver forse fregato 12.000 bagnini, ma di aver spiegato a centinaia di migliaia di imprenditori e professionisti che l’Italia non mantiene la parola data, e che quindi se capita l’occasione è giusto fregarla a sua volta, tanto non merita rispetto perché non ne porta ai suoi cittadini.
          Ora che si parli di indennizzo da parte del privato, da parte dello Stato, di mero diritto di prelazione in sede di gara o di qualsiasi altra cosa si può discutere. Se invece il tuo punto di vista si sintetizza in “dovete morire”, beh… μολὼν λαβέ

          • Nikolaus Suck says:

            Nick ma perché devi per forza voler avere ragione su argomenti che, senza nulla togliere al tuo impegno argomentativo, non solo appartengono maggiormente ad altri, ma risultano smentiti oggettivamente sia da solide evidenze testuali (e l’argomento testuale prevale ed è da preferire sempre, v. ad es. art. 12 Preleggi e 1362 c.c.) che da giurisprudenza granitica e pluridecennale che ti smentisce (molto meglio di quanto possa fare io)?
            Ti abbiamo dimostrato in ogni modo che le norme non solo non dicono quello che gli volete far dire (se non forzandole), ma testualmente dicono altro; e che lo Stato in effetti non ha mai “promesso” o “garantito” nulla, non ha dato nessuna “parola”, e non ha mai affermato nemmeno implicitamente “tranquillo che alla scadenza non ti manderò via, investi pure…” (aggiungo che ove mai lo avesse fatto, ad essere “truffata” semmai sarebbe stata tutta la collettività che di quei beni è proprietaria, e sarebbe quella collettività a dover essere risarcita ed indennizzata per la sottrazione ad essa delle risorse a suon di rinnovi e proroghe).
            Ribadisco che il diritto di insistenza a te tanto caro era descritto e configurato espressamente solo come un tipo di prelazione; sia testualmente (“è PREFERITO”/data PREFERENZA” implica necessariamente una pluralità e comparazione di elementi, in mancanza dei quali non ha senso, infatti contrariamente a quanto sostieni tu era previsto solo in caso di “pluralità di domande”); sia dalla coerente giurisprudenza pluridecennale di tutte le Corti (ti ricordo per comodità TAR Lombardia 2106/2019, 275/2019, 1112/2018, 1233/2016, 187/2016, TAR Liguria 721/2013, TAR Campania 2432/2020, Consiglio di Stato 3588/2018, 1502/2013, 7239/2010, 3145/2009, 3642/2008, 725/2000).
            Sul rinnovo “automatico” non torno, lo abbiamo davvero sviscerato e commentato oltre lo sfinimento e lì il dato testuale ex art. 12 Preleggi è, se possibile, ancora più chiaro.
            A tali argomenti normativi, testuali e giurisprudenziali tu opponi solo pure speculazioni interpretative prive di (anzi smentite dalle) evidenze testuali; che hanno lo stesso valore del “Ma non è mai successo” di Renzo: nessuno. Non possono creare e non creano diritti, e nemmeno affidamenti, o anche solo aspettative (che sono tutti istituti con nozioni e presupposti precisi).
            Questa e non altra è la attuale, unica, realtà giuridica e legale. Se poi il legislatore vorrà cambiarla per qualsiasi motivo, lo vedremo.
            Nel frattempo se vuoi l’ultima parola te la lascio ben volentieri, come a tutti quelli che prima di te hanno fondato e fondano certezze e ragioni secondo loro granitiche ed evidenti sul poco o nulla, per evidente mancanza degli strumenti necessari (e questo non è né un torto né un addebito, la divisione del lavoro esiste apposta).

        • Ovviamente le discussioni sono di tutti e ogni contributo è utilissimo. In particolare il focus di Suck è molto importante: non può esserci confusione tra “concessione” e “azienda”. Intanto perché la concessione non è un asset dell’impresa (al contrario della locazione o dell’affitto che è regolata da un contratto tra le parti e non un diritto creato e gestito dalla P.A.), e poi perché il substrato necessario della concessione è l’erogazione di un servizio e non la mera produzione di reddito.
          Detto questo, la mia proposta di buonuscita ha funzione transitoria e si compone di due elementi:
          1) ha funzione transitoria perché pone rimedio ad una condotta dello Stato (in particolare il legislatore e non gli apparati burocratici) che ha indotto alcuni imprenditori (non esenti da colpa o dolo) a ritenere (credere ingenuamente) che le concessioni fossero perenni. Se così fossero equivarrebbero ad una cessione del bene demaniale, ma il demanio non è né commerciabile, né usucapibile, né cedibile, perciò l’assioma rinnovo automatico = concessione perenne è insostenibile. Tuttavia molti sono stati indotti a ritenere che questo fosse l’indirizzo della normativa e hanno (ingenuamente?… colpevolmente?… dolosamente?) investito e messo a rischio la loro stabilità economica e quella della loro famiglia. Dunque un problema sociale di cui tenere conte, ma che non può dare luogo alla prosecuzione di un sistema patologico di uso del bene pubblico e di fare impresa. La transitorietà è limitata, dunque, al superamento di questo particolare momento.
          2) Il primo elemento della buonuscita è l’indennizzo per gli investimenti che aumentano oggettivamente il valore del bene da dare in concessione, che non può essere riconosciuto puramente e semplicemente, ma solo nella stretta misura in cui è utile per il successivo sfruttamento economico del bene demaniale. Quindi se si tratta di pertinenze demaniali ha un senso e serve a compensare il concessionario uscente che ha investito in qualcosa di utile per lo sfruttamento economico del bene, mentre è irrilevante se l’investimento viene effettuato su opere di facile rimozione o beni mobili (i quali sono commerciabili e rivendibili a chi si vuole). Altrettanto se si tratta di investimenti per beni voluttuari o campagne di fidelizzazione.
          3) Perché deve pagare lo Stato e poi rivalersi sulla concessione. Lo ha già detto Ilaria: perché se il nuovo concessionario deve versare al concessionario uscente, il secondo ha un’enorme vantaggio nel proporre un canone più alto (anche se vale solo il 10/15%), ma soprattutto perché può proporre un progetto di miglioria più consistente del nuovo che deve sobbarcarsi i costi dell’indennizzo e i costi del progetto. Non vincerà mai, salvo le famose multinazionali che tanto sono temute. Il vecchio concessionario dovrà fare i conti con i debiti (indennizzo solo per gli investimenti documentati) e solo a questo serve l’indennizzo, ad evitare di perdere la casa utilizzata come garanzia.
          4) il secondo elemento è l’indennità di avviamento che consente a chi subentra di godere dei benefici di una buona attività d’impresa portata avanti dal precedente concessionario. Questa, però deve essere commisurata alle imposte pagate e ai contributi versati e non al canone effettivamente pagato (uguale per tutti). Questa, però è dovuta solo se il concessionario esce dal giro per almeno 5 anni e viene corrisposta solo dopo tale periodo, proprio per evitare distorsioni del mercato.
          Buona giornata

        • No Suck, non sei affatto credibile, la tua personale interpretazione dell’art. 10 della 88/2001 è semplicemente ridicola, d’altronde, non si capirebbe nemmeno il motivo, per cui, la legge è stata “curiosamente” abrogata!
          Sono certo, verità e giustizia sarà fatta, nonostante l’enorme interesse dei poteri forti, soprattutto stranieri, in questo “business”. È triste però, osservare, come gli italiani si lasciano imbrogliare.

          • Nikolaus Suck says:

            Renzo lo so che per te è troppo, e anche che sono ulteriori parole inutili perché sei e sarai sempre impermeabile anche a mille ripetizioni, ma la mia “personale” interpretazione si basa su questa semplicissima e chiarissima norma fondamentale delle “Preleggi”:
            “art. 12. Nell’applicare la legge non si può ad essa attribuire altro senso che quello fatto palese dal significato proprio delle parole secondo la connessione di esse.”
            E sia “durata”, che “scadenza”, che “rinnovo”, che “automaticamente”, che a maggior ragione la loro ripetizione e connessione, hanno appunto significati ben precisi, diversi e contrari rispetto a “perenne”, “perpetuo”, “per sempre”, etc..
            E pure il motivo per cui è stata “doverosamente” abrogata lo abbiamo detto più volte: anche se non prevedeva nessun diritto tanto meno di durata perpetua, la semplificazione procedimentale costituiva una agevolazione per il concessionario che gli attribuiva una posizione di vantaggio discriminatoria ed ingiustificata, il che era ed è stato sufficiente per doverla abrogare.

            • Egregio avvocato Suck, “Perenne, perpetuo, per sempre”, non è mai stato citato da nessuno, ed ancor meno pensato, consapevoli anche dell’art. 42 (riportato nell’art. 10 della 88/2001) del codice della navigazione, che non potrebbe mai essere applicato, se fosse stato “perenne, perpetuo, per sempre”.

  16. Segnalo uno studio del Prof.Di Plinio dell’Università di Pescara e Chieti. Cliccare: federalismi.it paper marzo 2020. Il Mostro di Bolkcstein in spiaggia.La terribile direttiva e le concessioni balneari, tra gli eccessi del judicial italian style e la crisi del federalizing process.Buona lettura.Fissare bene gli articoli della nostra Costituzione.

  17. Nikolaus Suck says:

    Per Nick: può non “sembrarti corretto”, anche se non so in base a quali elementi e quali titoli e competenze, ma è proprio questo che è il diritto di insistenza: una prelazione a parità di condizioni, nulla di più. Non servono “pallose dissertazioni” (sempre che tu abbia titolo a farne e francamente da quello che scrivi con un po’ troppa sicumera su quella che secondo te sarebbe la “differenza”, non mi sembra), è accertato e lo hanno detto sempre, da tempo e negli anni, ad es. TAR Lombardia 2106/2019, 275/2019, 1112/2018, 1233/2016, 187/2016, TAR Liguria 721/2013, TAR Campania 2432/2020, Consiglio di Stato 3588/2018, 1502/2013, 7239/2010, 3145/2009, 3642/2008, 725/2000 e tante, tante altre, in modo assolutamente netto e prevalente.
    Tra l’altro come la metti tu sarebbe pure illogico e contraddittorio. Che vorrebbe dire “il diritto di insistenza si esercitava e l’ente pubblico non faceva una gara”? Leggiti le sentenze e vedrai che era ed è l’esatto contrario! Senza procedura comparativa il diritto di insistenza, che significava appunto “”pareggiare le condizioni”, non aveva alcuna ragione di esistere e di venire esercitato! Ti confondi di nuovo con il rinnovo automatico, in assenza di altri pretendenti.
    Buonanotte.

      • Nikolaus Suck says:

        Ma certamente Renzo:
        In effetti la norma dell’art. 37 Cod. Nav. ante abrogazione devo essermelo inventato: “E’ altresì data preferenza alle precedenti concessioni, già rilasciate, in sede di rinnovo RISPETTO ALLE NUOVE ISTANZE”.
        Con te si vince facile!

  18. L’identificazione di concessione e azienda è nei fatti. L’ovvia conseguenza della messa a gara di una concessione esistente è il possibile avvicendamento nella proprietà di un’azienda. Ciò che guiderà gli interessati a prendere parte a questa o quella gara sarà molto verosimilmente il maggiore o minore pregio delle aziende esistenti. Quando a novembre anche gli organi di informazione nazionali avevano dato risalto alle sentenze ed erano partiti i tour domenicali degli avventurieri che battevano tutto il litorale con la macchina fotografica al collo, le foto le facevano ad aziende esistenti non a concessioni.
    Chi insiste a distinguere fra concessione e azienda sostenendo contro il più ovvio senso dell’assurdo che a gara andranno solo le prime confonde i piani astratto/concreto, collocando nel primo entrambi i termini concessione/azienda, dove invece ‘concessione’ e ‘azienda’ denotano lo stesso oggetto su piani diversi della realtà, rispettivamente nell’astratto-giuridico e nel concreto-economico.
    Che i piani di occupazione possano evolvere c’entra poco o nulla. Anzi, per esperienza non sbaglia chi sostiene che questi cambieranno in funzione delle esigenze dei futuri destinatari, esattamente come i terreni privati ad uso agricolo diventano o non diventano edificabili a seconda di chi li compra. Sta di fatto che da dieci anni a sta parte i nuovi piani di occupazione nella stragrande maggioranza dei casi hanno solo introdotto le libere attrezzate che altro non sono che stabilimenti ex bolkestein, che non differenziano i propri servizi rispetto agli stabilimenti pre bolkestein praticamente in nulla. Quando i grossi capitali entreranno massicciamente nel settore provvederanno anche a redigere i piani di occupazione secondo le loro esigenze. E non si risponda per favore che se vogliono possono già entrare ora red bull docet, con le gare lo faranno praticamente a costo zero, senza doversi prendere quel fastidio che si chiama ‘comprare’, e a tappeto su vasta scala. Se da 10/15 anni a sta parte la grande industria non è ancora entrata nel settore è solo ed esclusivamente perché aspetta di farlo col grimaldello della bolkestein (Bonomi docet).

    • Veramente BFo pensi che a far la differenze nella scelta di partecipare ad un bando siano quattro mura più o meno ammuffite o arrugginite e non il luogo e il paesaggio?..secondo te è più appetibile uno stabilimento ad Ostia rispetto ad una concessione ad Arzachena o Chia?..proprio non hai capito che a fare il vostro business non è la struttura ma l’essere davanti al mare e se sei alla foce del canale è diverso dall’essere accanto ad un bello scorcio..aggiungo che i bandi permetteranno anche di cambiare le dimensioni e magari utilizzo delle concessioni in accordo ad esempio al cambiamento climatico oppure all’associazione sportiva locale..i balneari sono gli unici che lamentano l’erosione costiera ma poi quando un piano dei litorali la riconosce per cui una concessione non potrà esistere (vedi il dibattito a Lecce) allora non è così importante da dover far modifiche. Godetevi l’ultima stagione certa.

  19. Beh….se Nick mi porta come esempio la villetta costruita su proprieta’ privata non mi stupisco piu’ di niente.Credevo che il massimo fosse quando mi e’ stato detto che allora la mia macchina e’ dello Stato perche’ circolo su suolo pubblico,ma non si finisce mai di imparare.

  20. Carissimi Suck e Mistral, oltre a citare la “vostra” giurisprudenza e il vostro “diritto”, ci potreste dire in quale altro Paese al mondo è mai successo quanto da voi auspicato?

    • Nikolaus Suck says:

      Sei un disco rotto, e hai rotto. Noi non solo te lo abbiamo già detto, come al solito più volte quindi mò basta, ma ti avevamo pure mandato i link alle gare nelle Gazzette Ufficiali dei vari paesi, compresa la Spagna a voi tanto cara.
      Dicci tu invece quale altro paese ha adottato norme di proroga unica, automatica e generalizzata di tutte le concessioni come ha fatto per tre volte di seguito l’Italia, perché è questo il punto.

  21. Suck, ci stai forse dicendo che esiste qualche Paese sul pianeta terra, dove ci sono migliaia di stabilimenti balneari, e tantissime altre aziende, dal valore di centinaia di migliaia di euro, se non di milioni, “sequestrate” o come tu dici “scadute”, dopo più di un secolo di attività, che sono state messe all’asta senza alcun indennizzo? Questo “avete detto più volte”? !!!

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