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Baldini: ‘La proposta Baretta distrugge le imprese balneari’

L'ex senatore commenta la recente intervista del sottosegretario su Mondo Balneare

«L’intervista del sottosegretario Pier Paolo Baretta rilasciata a Mondo Balneare (leggila qui) conferma purtroppo una posizione di sudditanza verso l’Europa, alla quale il governo italiano si piega passivamente. Baretta dichiara infatti: “È necessario che ci si organizzi al meglio nel contesto che la legislazione europea prevede”. Ma Spagna e Portogallo, contrariamente a quello che sta facendo il governo italiano, hanno prodotto leggi che tutelano le loro imprese balneari con il diritto di insistenza e proroghe fino a 75 anni». Lo afferma Massimo Baldini, ex senatore di Forza Italia, è fondatore del partito Imprese del mare.

«Baretta comunica di avere incontrato grandi difficoltà applicative, ma non dice quali, e continua a sostenere l’esigenza di un periodo transitorio», prosegue Baldini. «Intanto dovrebbe dire fra quali soggetti, in Europa, avviene la trattazione dei problemi nati con la Bolkestein; se le posizioni sono rappresentate dal governo italiano o dai funzionari; chi rappresenta eventualmente il governo (se il ministro Costa o i sottosegretari Baretta o Gozi); quali sono le posizioni del governo italiano e quali sono le osservazioni del Commissario europeo. L’Europa non può essere un soggetto astratto con cui tutti trattano, ma nessuno sa con chi sia stata aperta questa trattativa».

«Il sottosegretario dovrebbe dirci anche perché il Commissario europeo e l’Unione europea trattano l’Italia come un Paese che non ha gli stessi diritti della Spagna e del Portogallo e quali sono le ragioni di questa diversità», attacca Baldini. «In sostanza Baretta esprime una posizione che ha già prodotto guasti enormi nel comparto balneare e consegnerà le imprese balneari a una morte sicura. Mentre Baretta afferma che non intende andare contro gli attuali operatori balneari, in realtà, con le scelte che ha manifestato di voler perseguire, ha gettato migliaia di imprese familiari nella più totale incertezza e nella più cupa disperazione».

«In una precedente intervista ha dichiarato che, alla scadenza della concessione, nel caso si dovesse arrivare ad assegnare la concessione a un nuovo concessionario, al precedente dovrebbe essere corrisposto qualcosa. Questo “qualcosa” esprime una forma di elargizione e un disconoscimento del valore reale delle imprese, che è stato realizzato con gli investimenti e il lavoro dei concessionari», continua l’ex senatore azzurro. «Baretta insiste inoltre sul periodo transitorio per arrivare poi ad assegnare le concessioni attraverso la procedura di evidenza pubblica. Non si rende conto che il periodo transitorio già di per sé, per la precarietà della situazione che introduce, blocca nuovi investimenti e impedisce che le aziende possano crescere, svilupparsi e guardare verso prospettive di espansione e di sviluppo. Il concetto delle imprese che debbono avere una scadenza di vita è un concetto che si ricollega al pensiero del secolo scorso, quando il dirigismo e l’economia pianificata dall’alto hanno prodotto guasti economici e sociali di portata epocale, di cui ancora oggi si registrano le conseguenze».

Conclude Baldini: «Baretta, mentre si spinge a sostenere la necessità inevitabile di seguire la direttiva comunitaria, tenta però di indurre a miti consigli le imprese balneari promettendo loro che verranno introdotte misure per individuare le condizioni necessarie per creare dei vantaggi a favore degli operatori economici. Nel frattempo, però, da più parti si tenta di sopprimere l’art. 45 bis del Codice della navigazione, di considerare l’indennizzo nella misura pari al 90% del valore aziendale, di affidare le concessioni in essere mediante procedure di gara (si veda la proposta di legge della Regione Toscana). In conclusione, le posizioni espresse dal governo e da alcune Regioni fanno ormai capire chiaramente che il vero nemico delle imprese balneari non è tanto l’Unione europea, quanto il governo italiano che, attraverso suoi esponenti, non riesce ormai a nascondere la volontà di incamerare e di espropriare le imprese balneari, per impadronirsi di un sistema di grande qualità e che ha il grande merito di avere  realizzato lo sviluppo turistico del nostro Paese».

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