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Baldini all’attacco: ‘No all’esproprio delle imprese balneari’

Riceviamo e pubblichiamo qui di seguito un comunicato stampa dall'ex senatore in merito all'incontro tenutosi ieri a Viareggio.

L’ex senatore Massimo Baldini (nella foto) ha tenuto ieri al Bagno Balena di Viareggio una conferenza-dibattito alla quale hanno partecipato numerosi concessionari di stabilimenti balneari, i rappresentanti sindacali e dei movimenti Carlo Monti ed Emiliano Favilla, diversi amministratori comunali, il coordinatore e capogruppo regionale di Forza Italia Stefano Mugnai, il capogruppo della Lega al consiglio regionale della Toscana Manuel Vescovi e il vicepresidente di Assobalneari-Confindustria Massimo Ronzi.

Nel corso della riunione è emersa una posizione unanime: «Il governo si deve impegnare fino in fondo per uscire dalla Bolkestein e rispristinare il rinnovo automatico delle attuali concessioni. La nuova normativa che nasce dalla direttiva Bolkestein dovrà essere applicata esclusivamente per le nuove concessioni, ma non per quelle esistenti».

Tutti gli interventi hanno sottolineato che il governo non potrà né dovrà procedere all’esproprio delle aziende balneari e qualunque proposta fondata sulla direttiva Bolkestein sarà decisamente respinta. «Migliaia di aziende daranno vita ad altrettanti contenziosi con una paralisi totale delle procedure di esproprio e con conseguenze disastrose per il turismo balneare, per gli investimenti e per l’occupazione», sostiene Baldini.

«Il governo italiano – prosegue l’ex senatore – non può favorire un disegno che distruggerà le aziende balneari e getterà nella disperazione migliaia di famiglie che in tanti anni di lavoro e di investimenti hanno costruito non solo il loro futuro, ma anche una eccellenza italiana nel mondo del turismo. Il governo però balbetta, non ha le idee chiare, è rinunciatario rispetto alle posizioni europee, avanza riserve ideologiche di vecchio stampo ottocentesco, considera la concessione come una elargizione di un favore, in conseguenza del quale i concessionari dovrebbero riconoscenza e sudditanza. Da parte del governo e di alcune regioni si tenta di imporre limitazioni alla libertà di impresa, si impongono limiti e direttive agli investimenti e ai loro obiettivi. In sostanza stiamo tornando ai tragici tempi di un economia diretta e programmata dal potere, che ha prodotto recessione e disagio sociale. Questa linea però non potrà passare perché è contro le imprese, contro i principi e lo sviluppo dell’economia, contro gli interessi nazionali».

Aggiunge Baldini: «Il governo italiano deve fare quello che già hanno fatto i governi spagnolo e portoghese. Questi, senza curarsi dell’Europa, hanno introdotto il diritto di insistenza e prorogato fino a 75 anni le concessioni demaniali marittime in essere. I totolari delle concessioni demaniali oggi hanno un’arma dirompente per dire no alle aste, no all’esproprio, no alle assurde limitazioni della libertà di impresa».

Infine, un invito da parte dell’ex senatore: «Organizzare i comitati per votare NO al referendum. Infatti Renzi ha ribadito più volte che se al referendum vince il NO lui se va a casa. Quindi è necessario votare NO al referendum per mandare a casa Renzi, prima che Renzi mandi a casa gli attuali concessionari delle imprese balneari. Ogni stabilimento balneare deve diventare un punto di aggregazione per costituire, tutti insieme, 30.000 comitati per il NO. Questa iniziativa è in grado di muovere circa 300.000 fra addetti diretti e indiretti del settore, circa 1.000.000 di elettori che possono determinare in via definitiva la sconfitta di una politica distruttiva».

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