Emilia-Romagna

Bagnini di salvataggio, la nuova ordinanza dell’Emilia-Romagna

Importante disponibilità della Regione sui servizi collettivi organizzati dagli stabilimenti balneari. Legacoop: 'Ora si avvii tavolo di confronto'

La Regione Emilia-Romagna riconosce per legge l’importanza dei sistemi collettivi di salvamento, ovvero la gestione dei servizi di salvataggio svolta direttamente dagli stabilimenti balneari e organizzati durante la stagione estiva, nelle acque di fronte alla spiaggia.

Quest’anno, infatti, l’Emilia-Romagna introdurrà nella sua ordinanza balneare alcune puntualizzazioni significative nella definizione di questo strumento, tra cui la necessità di avere almeno tre postazioni fisse contigue per poter definire il servizio “collettivo”. È quanto emerso dalla riunione svolta ieri con l’assessore regionale al turismo Andrea Corsini, i dirigenti regionali e le categorie.

Legacoop Romagna ha espresso il suo apprezzamento per questa novità: «Nei decenni i sistemi collettivi, in particolare cooperativi, hanno dimostrato di essere uno strumento che fornisce al sistema balneare investimenti, sicurezza, distintività che non ha altri riscontri in Regione, e forse nel Paese, con forti esternalità positive pubbliche: lavoro di qualità con formazione e sicurezza; servizi ai comuni, turisti, escursionisti, e soggetti pubblici in generale», dice il responsabile balneazione di Legacoop Romagna, Stefano Patrizi.

Per rafforzare questo sistema Legacoop Romagna propone che la Regione attivi un tavolo di confronto tra tecnici e rappresentanti di categoria per approfondire ulteriori proposte in tal senso. «Quella dei sistemi collettivi di salvamento è un’esperienza peculiare della nostra riviera che potrebbe diventare patrimonio collettivo di tutto il Paese se opportunamente divulgata», conclude Patrizi.

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