“Confimprese Demaniali Italia è costretta ancora una volta – lo facciamo da circa 20 anni – a lanciare un ennesimo grido d’allarme circa l’impossibilità dei concessionari demaniali marittimi balneari di poter reagire nei tempi dovuti a ripristinare lo stato dei luoghi danneggiati dalle forti mareggiate”. Lo afferma Mauro Della Valle, presidente di Confimprese Demaniali, in seguito ai fenomeni avvenuti lo scorso fine settimana in Puglia (nella foto).
“Le attuali norme regionali non permettono una reazione tempestiva in quanto occorrono mesi di istruttorie demandate ai Comuni costieri anziché alla responsabilità dei singoli balneari con il termine ultimo di ultimazione dei lavori entro il primo maggio”, spiega Della Valle. “La regione Puglia bene ha fatto a promuovere un crescente numero di presenze turistiche in Puglia, riscontrate maggiormente a partire da aprile con il picco più alto nei mesi estivi per ovvi momenti di vacanza da trascorrere al mare”.
“Come Confimprese Demaniali abbiamo volutamente disertato la nostra presenza alla BIT perché consapevoli che maggiori flussi di turisti previsti per la primavera estate 2026 possano essere un vero boomerang sull’insufficienza del prodotto spiagge sia essa in concessione che libera”, prosegue il presidente. “Di spiagge non si può parlare ed intervenire a partire da maggio di ogni anno. Facciamo un appello al neo Presidente della Regione Puglia Antonio Decaro a convocare urgentemente un tavolo operativo che provi a semplificare le attuali norme regionali che ad oggi hanno ingessato le procedure di intervento e che purtroppo hanno contribuito a non fare nulla. Il presidente Decaro prenda esempio da regioni più virtuose come ad esempio l’Emilia Romagna, che per una manutenzione ordinaria e programmata delle spiagge pubbliche e private ha ridotto del 70% l’arretramento della linea di costa, senza delegare alcun Comune costiero, vero elemento di debolezza riscontrato negli anni”.
Conclude Della Valle: “In Puglia abbiamo eccellenti università e dipartimenti di ingegneria costiera invidiati in tutto il mondo che sono anch’essi fermi per una burocrazia eccessiva. A nostro avviso sarebbe auspicabile la nascita di una Società Pubblica regionale che si occupi esclusivamente della salute della costa pugliese. Il mare non ragiona in termini di confini amministrativi ed è la nostra Industria Green da valorizzare, tutelare, proteggere e manutenere: è un bene inestimabile con i suoi 1000 Km di bellezze paesaggistiche che meritano priorità ed attenzione.
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