Abruzzo

Abruzzo: 4 concessioni balneari a gara, ma solo per gli albergatori

Accade a Martinsicuro: possono ottenere la spiaggia solo i titolari di strutture ricettive

Alla faccia delle gare “pubbliche, aperte e trasparenti”, come chiede l’Europa. Il Comune di Martinsicuro (Teramo) ha aperto il bando per assegnare delle nuove concessioni di spiaggia, ma possono partecipare alla gara solo i titolari di strutture ricettive. Pubblicato lo scorso 17 maggio con scadenza il prossimo 15 giugno, il bando riguarda quattro concessioni demaniali marittime per finalità turistico-ricreative con destinazione ombreggio e servizi. Ma la premessa chiarisce già nelle prime righe che «la presente procedura è riservata alle strutture ricettive, alberghi, campeggi e villaggi turistici ubicate nell’ambito del territorio comunale, in prossimità delle aree demaniali oggetto del presente bando, che ne risultassero prive».

Anche se il bando sottolinea subito dopo che «l’aggiudicazione avverrà a favore del soggetto che offra maggiori garanzie di proficua utilizzazione della concessione per un uso che risponda a un più rilevante interesse pubblico (art. 37 Cod. Nav.)», riservare la partecipazione alla gara ai soli titolari di strutture ricettive rappresenta una scelta con svariati profili di illegittimità, dal momento che la direttiva europea Bolkestein, com’è noto, impone che sui beni pubblici come le spiagge, i bandi debbano essere aperti a chiunque.

Le aree oggetto di assegnazione sono una da 350 metri quadri, due da 1250 e una da 1600. Le concessioni saranno assegnate per sei anni e, ribadisce il bando all’articolo 4, «le domande di partecipazione alla gara possono essere presentate da titolari di strutture ricettive esistenti, prive di concessione demaniale marittima, che intendono occupare zone del demanio marittimo con le tipologie insediative previste all’art 4 del PDM. In caso di aggiudicazione dell’area demaniale, la stessa dovrà essere intestata al medesimo soggetto intestatario della struttura ricettiva e dovrà riservare almeno il 90% dell’area a servizio degli utenti della struttura stessa». Insomma, dai toni del bando sembra proprio che l’amministrazione comunale abbia forse già in mente a chi assegnare le aree. Eppure il motivo di questa esclusività non sembra nemmeno motivato nella delibera, e apre alla possibilità di ricorsi da parte di altri imprenditori interessati, col rischio che l’intera procedura venga bloccata dai tribunali. Insomma, se questo è un esempio di come i Comuni intendono gestire le gare delle concessioni balneari italiane previste dal ddl concorrenza entro il 2024, non c’è affatto da stare tranquilli.

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Alex Giuzio

Dal 2008 è giornalista specializzato in economia turistica e questioni ambientali e normative legate al mare e alle coste. Ha pubblicato "La linea fragile", un saggio sui problemi ecologici delle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022), e ha curato il volume "Critica del turismo" (Grifo Edizioni 2023).
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